Influenza Aviaria: si comincia a parlare di un piano di monitoraggio dei bovini

In seguito alla conferma di 56 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità registrati tra settembre 2024 e marzo 2025, il Governo ha illustrato alla Camera le misure adottate per contrastare la diffusione del virus H5N1. Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, rispondendo all’interrogazione presentata dall’On. Antonella Forattini (PD), ha offerto un aggiornamento completo sulla strategia nazionale di contenimento e prevenzione, aprendo uno spiraglio anche su un tema di crescente attenzione: il monitoraggio dei bovini.
Alla luce dei casi recentemente documentati negli Stati Uniti – oltre mille focolai che hanno coinvolto bovini da latte – il Centro di Referenza Nazionale italiano ha avviato lo studio di un piano di sorveglianza specifico per i bovini. L’obiettivo è quello di rilevare precocemente eventuali spillover del virus H5N1 in questa specie, anche se ad oggi l’Italia non ha registrato casi simili. Si tratta di un’azione prudenziale, ma che denota una visione preventiva e sistemica, coerente con l’approccio One Health.
Il resto della risposta del Sottosegretario ha confermato l’intensificazione della sorveglianza nel comparto avicolo, con l’adozione di misure restrittive nelle aree ad alta densità di allevamenti. Degno di nota anche il progetto europeo «EcoSurv», coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, che prevede un monitoraggio ambientale nei bacini frequentati dagli uccelli migratori.
Sul fronte della prevenzione, l’Italia ha avviato uno studio sperimentale sulla vaccinazione in due allevamenti di tacchini. I risultati attesi da questa ricerca potrebbero rappresentare un punto di svolta per la gestione del rischio, spostando l’attenzione dalle sole misure repressive a un approccio più sostenibile e proattivo.
Infine, è stato ribadito l’impegno del Ministero dell’Agricoltura nel sostenere economicamente gli allevatori colpiti dai “danni indiretti”, attraverso la richiesta alla Commissione europea dell’attivazione delle misure eccezionali previste dal Regolamento (UE) 1308/2013.
In un contesto di crescente instabilità epidemiologica a livello globale, il rafforzamento delle attività di sorveglianza e la pianificazione preventiva rappresentano strumenti fondamentali per tutelare sia la salute pubblica che la tenuta del sistema zootecnico nazionale.



















































































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