LIFE, oltre 390 milioni per l’ambiente: dai reflui alla lana, i progetti che interessano la zootecnia
La Commissione europea finanzia 135 iniziative per clima, biodiversità ed energia. Tra i progetti selezionati, recupero dei nutrienti, depurazione dei reflui zootecnici, valorizzazione della lana e nuove soluzioni per la gestione dei rischi climatici e la catena del freddo

Recuperare fertilizzanti dai liquami, ridurre i contaminanti nelle acque degli allevamenti e valorizzare gli scarti di lana nell’edilizia. Sono alcune delle applicazioni di interesse zootecnico comprese nei 135 nuovi progetti LIFE ai quali la Commissione europea ha assegnato oltre 390 milioni di euro, con un investimento complessivo di 579 milioni.
L’annuncio, del 19 ottobre 2026, riguarda progetti selezionati nell’ambito dei bandi 2025, su 1.095 candidature. Il contributo europeo cresce del 9% rispetto all’anno precedente; la quota restante è sostenuta da amministrazioni pubbliche, imprese, partner e organizzazioni della società civile.
Come si distribuiscono le risorse
Il finanziamento attraversa i quattro sottoprogrammi LIFE. Oltre 151 milioni di contributi UE vanno a 29 progetti per natura e biodiversità; quasi 91 milioni a 36 iniziative per economia circolare e qualità della vita; oltre 61 milioni a 26 progetti per mitigazione e adattamento climatico; quasi 87 milioni a 44 iniziative per la transizione energetica. Sono risorse destinate a sperimentazioni, dimostrazioni e diffusione di soluzioni ambientali, con ricadute che possono interessare anche le filiere agricole.
Reflui: ridurre gli inquinanti e recuperare nutrienti
Tra le iniziative più vicine agli allevamenti c’è LIFE4FARMS, coordinato dall’Università tecnica di Liberec, con la partecipazione italiana di IRIDRA. Il progetto, da circa 2,6 milioni di euro, di cui 1,56 milioni UE, svilupperà Wet4Agro: un sistema che integra drenaggio, materiali filtranti e zone umide artificiali per trattare acque reflue e di ruscellamento zootecniche.
Tre dimostratori, uno nella Repubblica Ceca e due nelle Azzorre, dovranno trattare complessivamente circa 40.000 metri cubi l’anno. Gli obiettivi comprendono la rimozione di oltre il 70% dell’azoto e di oltre l’80% dei residui farmaceutici, insieme alla riduzione di patogeni e geni di resistenza agli antibiotici. Sono prestazioni da verificare nelle dimostrazioni, tenendo conto di carichi inquinanti, clima e caratteristiche dei siti.
Sul recupero dei nutrienti lavora invece LIFE STRUVITE, coordinato dall’italiana EVAP. Il progetto punta a ottenere zeolite arricchita in azoto e struvite da reflui ricchi di nutrienti, tra cui frazioni liquide di liquami suini e digestati. I prodotti saranno valutati come fertilizzanti e ammendanti in Italia, Croazia e Paesi Bassi, anche sul mais. Le prove dovranno verificare rese e perdite di nutrienti: tra i traguardi figurano riduzioni del 40% della dispersione di azoto e fosforo nel comparto idrico e delle emissioni di protossido di azoto rispetto ai trattamenti convenzionali.
Lana, rischio climatico e trasporto refrigerato
Per la filiera ovina merita attenzione LIFE ERICE, coordinato da Ricehouse con il Politecnico di Torino e partner spagnoli. Con un budget complessivo di circa 3,5 milioni di euro, svilupperà pannelli isolanti nei quali paglia di riso riciclata e residui di lana rappresentano oltre l’85% del peso. Le verifiche in laboratorio e negli edifici serviranno a valutarne prestazioni e sostenibilità e a preparare l’accesso al mercato: un possibile sbocco per la valorizzazione della lana.
La gestione dell’incertezza produttiva è invece al centro di LIFE BeAdapt, coordinato dall’Università di Firenze. Dati satellitari, dispositivi in campo e registrazioni digitali saranno integrati per sviluppare assicurazioni parametriche più accessibili e meccanismi di indennizzo automatizzati, coinvolgendo gli agricoltori nella progettazione e nelle sperimentazioni.
Per la logistica alimentare, FGasFree LIFE, coordinato dall’austriaca PBX e partecipato anche da CNR, Innovhub e Cluster Lombardo della Mobilità, svilupperà sistemi di refrigerazione per il trasporto privi di gas fluorurati. Il budget è di circa 1,9 milioni di euro. L’interesse per il lattiero-caseario riguarda il possibile impiego nella distribuzione refrigerata dei prodotti.
Dalla sperimentazione alle aziende
Ruminantia ha già raccontato il rapporto tra LIFE e allevamento attraversoi risultati del progetto LIFE GRACE, dedicato ai pascoli e alla zootecnia estensiva nel Lazio e anche attraverso l’approfondimento pubblicato sul progetto LIFE MiCliFeed. Quest’ultimo studia l’impiego di sottoprodotti agroindustriali nell’alimentazione di ovini e caprini, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di metano e contribuire al controllo delle parassitosi gastrointestinali. Due esperienze avviate nell’ambito di precedenti cicli di finanziamento, che mostrano come il programma possa affrontare la sostenibilità degli allevamenti attraverso la gestione del territorio, la nutrizione e la salute animale.
Le nuove iniziative ampliano questo percorso. Per gli operatori sarà utile seguirne soprattutto costi, prestazioni nelle condizioni reali e possibilità di applicazione. L’assegnazione annunciata riguarda progetti già selezionati; le opportunità per le aziende passeranno anche dalle attività dimostrative e formative e dalla successiva disponibilità delle soluzioni validate.
Fonte: Commissione europea, Riassunti dei progetti LIFE
















































































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