L’importanza della costanza nella nutrizione del vitello

Uno studio condotto dal Team Ricerca & Sviluppo di Progeo mostra come gli AMF migliorino l’alimentazione dei vitelli, ma la coerenza di temperatura e SS influisce sulla crescita e sulla salute. Calibrazione, monitoraggio e tecnologia garantiscono miscele uniformi e migliori performance

13 Gennaio, 2026
Gli alimentatori automatici per vitelli (AMF) sono sempre più diffusi negli allevamenti di vacche da latte per migliorare la gestione dell’alimentazione dei vitelli, ma la coerenza di temperatura e concentrazione della miscela può risultare critica per le performance di crescita e la salute.

I vitelli rappresentano il futuro della stalla, poiché la loro crescita e salute nei primi stadi di vita influenzano direttamente le future prestazioni produttive e riproduttive. Un corretto sviluppo neonatale costituisce quindi un investimento fondamentale per garantire la longevità, la produttività e il benessere degli animali nella mandria.

In questo contesto, è stata valutata la variabilità intra-pasto di temperatura e sostanza secca (SS) del latte ricostituito erogato da AMF e la sua associazione con l’accrescimento medio giornaliero (AMG) dei vitelli. Lo studio, condotto da Simone Silvestrelli durante il suo corso di dottorato con il Prof. Andrea Formigoni ed in collaborazione con il Prof. Alex Bach, è stato condotto in due allevamenti catalani dotati di alimentatori automatici, ciascuno collegato a 4 box a diversa distanza (1,8 e 3 m). Per tre volte a settimana, per tre ore consecutive, sono stati raccolti campioni di latte ricostituito da tutte le tettarelle attive, ottenendo 347 campioni nell’azienda A e 329 nella B.

Sono stati misurati temperatura e sostanza secca (SS) del latte, classificando le tettarelle come “vicine” o “distanti”. I dati, inclusi campionamenti interni alle macchine, sono stati usati per calcolare i coefficienti di variazione (CV) di temperatura e SS. Nell’azienda A sono stati registrati anche i pesi dei vitelli alla nascita, a 20 e 75 giorni.

Le analisi statistiche (ANOVA) hanno valutato gli effetti della macchina, della posizione e della loro interazione. Inoltre, nell’azienda A, il CV della SS è stato suddiviso in quartili per esaminare il suo effetto sull’accrescimento medio giornaliero (ADG) nei diversi intervalli di età, considerando il peso alla nascita come covariata.

Lo studio ha valutato la coerenza di temperatura e concentrazione del latte ricostituito fornito da alimentatori automatici (AMF) in due allevamenti. In entrambe le aziende il target di ricostituzione del latte dalle macchine era 43 °C e 13% di SS.

Nell’azienda A, la temperatura del latte diminuiva con la distanza dalla macchina (da 42,35 °C interne a 32,76 °C distanti), e le linee più lontane mostravano maggiore variabilità termica (CV 13,5% vs 4,0%). La SS media differiva tra macchine, con differenze di produzione tra 12,10% e 13,10% tra le diverse unità, ma non tra posizioni.

Nell’azienda B, sia temperatura, con un range tra 34 e 38°C, sia SS variavano significativamente tra macchine, con tre macchine che avevano una variabilità produttiva tra 11 e 12% di SS e altre due con valori di SS spesso molto inferiori al target (fino a 8,2%).

Nell’azienda A, dove i dati di variabilità della SS sono stati incrociati con quelli di accrescimento medio giornaliero, un’elevata variabilità era associata a minore accrescimento, indicando che la coerenza di miscelazione incide direttamente sulla crescita. Le linee distanti mostravano anche maggiori perdite di calore, con possibili effetti negativi sulla termoregolazione dei vitelli, particolarmente sensibili nelle prime settimane di vita.

Le differenze tra macchine sottolineano l’importanza della calibrazione e della manutenzione per garantire uniformità nella composizione del latte, poiché variazioni di SS influiscono sia sull’apporto nutritivo sia sulla salute intestinale.

In sintesi lo studio ha evidenziato che la variabilità nella temperatura e nella concentrazione di sostanza secca del latte ricostituito distribuito da alimentatori automatici può influenzare significativamente le performance di crescita dei vitelli.

L’identità della macchina rappresenta il principale fattore determinante della SS media, mentre la distanza della linea di erogazione incide soprattutto sulla stabilità termica. Una maggiore variabilità della SS è risultata associata a minore accrescimento medio giornaliero, confermando che la precisione nella preparazione delle miscele è un requisito fondamentale per garantire un’alimentazione coerente e sicura.

Dal punto di vista gestionale, questi risultati sottolineano l’importanza di protocolli di calibrazione regolari, di manutenzione preventiva e di soluzioni strutturali atte a ridurre le dispersioni termiche lungo le linee. L’integrazione di tecnologie di monitoraggio intelligente e algoritmi di machine learning potrebbe ulteriormente migliorare la precisione e l’affidabilità degli AMF, assicurando latte ricostituito con parametri costanti nel tempo.

Nel complesso, la precisione di miscelazione e il controllo della temperatura risultano determinanti per la crescita e il benessere dei vitelli, i quali rappresentano il futuro produttivo della mandria. Miglioramenti tecnologici, come isolamento delle linee, protocolli standardizzati e sistemi di intelligenza artificiale per monitoraggio e manutenzione predittiva, possono aumentare la stabilità dell’alimentazione e le performance di crescita nei sistemi automatizzati.

Considerando che le prestazioni di crescita nei primi mesi di vita influenzano la futura produttività lattifera, investire nella qualità alimentare e tecnologica dei sistemi automatici rappresenta non solo una strategia di benessere animale, ma anche una leva economica e produttiva per la sostenibilità a lungo termine degli allevamenti da latte.

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