L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari rimane stabile a marzo

Indice FAO prezzi alimentari stabile a marzo, cereali in calo

cibi-freschi
7 Aprile, 2025

L’aumento dei prezzi degli oli vegetali compensa il calo di grano, mais, riso e zucchero.

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari, il parametro che misura l’andamento dei prezzi delle materie prime alimentari a livello globale, è rimasto sostanzialmente invariato a marzo rispetto al valore rivisto di febbraio, poiché il calo delle quotazioni mondiali dei cereali e dello zucchero ha compensato il deciso incremento dei prezzi degli oli vegetali. A darne notizia, lo scorso venerdì, è l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

L’indice, che traccia le variazioni mensili dei prezzi internazionali di un paniere di generi alimentari oggetto di scambio a livello globale, si è attestato in media su un valore di 127,1 punti a marzo, in crescita del 6,9% rispetto allo stesso mese del 2024, pur rimanendo per il 20,7% al di sotto del picco registrato a marzo 2022.

L’indice FAO dei prezzi dei cereali è sceso del 2,6% a marzo e dell’1,1% su base annua. I prezzi mondiali del grano sono precipitati in seguito all’attenuarsi delle preoccupazioni relative alle condizioni dei raccolti in alcuni grandi paesi esportatori, sebbene le fluttuazioni valutarie abbiano in parte contenuto il calo. In flessione da febbraio, anche le quotazioni mondiali del mais, così come quelle del sorgo. Segno meno (-1,7 %) anche per l’indice FAO dei prezzi di tutte le varietà di riso, riconducibile principalmente a un infiacchimento della domanda di importazione e a un’abbondanza di scorte esportabili.

Viceversa, l’Indice FAO dei prezzi degli oli vegetali è cresciuto del 3,7% da febbraio, registrando un incremento medio del 23,9 percento, rispetto al valore di un anno fa. Le quotazioni degli oli di palma, soia, colza e semi di girasole sono tutte aumentate, trainate dalla forte domanda mondiale di importazioni.

Andamento analogo anche per l’Indice FAO dei prezzi della carne, che è salito dello 0,9% su base mensile e del 2,7 % su base annua, perlopiù in ragione del rialzo dei prezzi della carne suina in Europa, dopo il ripristino dello status di paese indenne da afta epizootica per la Germania e grazie al rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro statunitense. I prezzi mondiali della carne di pollame sono rimasti perlopiù stabili in marzo, nonostante le continue sfide poste dai diffusi focolai di influenza aviaria in alcuni dei principali paesi produttori.

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari non ha subito variazioni rispetto a febbraio, quando la contrazione delle quotazioni internazionali del formaggio è stata compensata dall’aumento dei prezzi di burro e latte in polvere.

L’Indice FAO dei prezzi dello zucchero è diminuito dell’1,6% in marzo, complici i segnali di indebolimento della domanda globale. Anche le recenti piogge nelle principali zone di coltivazione della canna da zucchero nel sud del Brasile hanno inciso ulteriormente sul calo, sebbene il deteriorarsi delle prospettive di produzione in India e il perdurare delle preoccupazioni sulle condizioni generali dei raccolti in Brasile abbiano ammortizzato il crollo dei prezzi.

Maggiori informazioni sono disponibili qui.

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!