Mangimi medicati: l’Europa promuove i controlli italiani, ma chiede più rigore sulle prescrizioni

Dall’audit della Commissione UE emergono criticità nella compilazione delle ricette veterinarie e nella loro validità. Il Ministero interviene sul sistema REV per rafforzare tracciabilità e conformità normativa

vacche-stalla
24 Aprile, 2026

Il sistema italiano di controllo sui mangimi medicati supera l’esame europeo, ma non senza rilievi. È quanto emerge dalla relazione finale dell’audit condotto dalla Direzione generale Salute e sicurezza alimentare della Commissione europea (DG SANTE) tra il 2 e il 12 febbraio 2026, che ha valutato l’efficacia dei controlli ufficiali lungo la filiera dei mangimi medicati, con particolare attenzione al tema dell’antimicrobico-resistenza.

Il giudizio complessivo è positivo. L’Italia dispone di un sistema di controlli “ben funzionante”, in grado di verificare efficacemente la conformità alle norme su fabbricazione, immissione sul mercato e utilizzo dei mangimi medicati. Tuttavia, proprio nell’ambito della tracciabilità documentale, e in particolare delle prescrizioni veterinarie, emergono alcune criticità che hanno portato la Commissione a formulare una raccomandazione specifica.

Un sistema strutturato e basato sul rischio

L’audit conferma la solidità dell’architettura dei controlli ufficiali, articolata su più livelli: il Ministero della Salute con funzioni di coordinamento, le Regioni per la pianificazione e le ASL per l’attività ispettiva sul territorio. Questo modello consente una copertura capillare e un approccio basato sul rischio, in linea con il regolamento (UE) 2017/625.

Le attività di controllo risultano generalmente coerenti con il Piano Nazionale di controllo ufficiale sull’alimentazione animale (PNAA), che stabilisce frequenze minime di ispezione, criteri di campionamento e verifiche tecniche su aspetti chiave come omogeneità delle miscele, contaminazione crociata, contenuto di principio attivo e stabilità del prodotto.

Anche sul fronte operativo, le ispezioni sono risultate adeguate: condotte spesso senza preavviso, supportate da checklist standardizzate e accompagnate da attività di campionamento affidate a laboratori accreditati. Nel complesso, i controlli sono ritenuti efficaci nel valutare la conformità degli operatori.

Le criticità

Le principali non conformità riguardano le prescrizioni veterinarie per mangimi medicati, elemento centrale per garantire un uso corretto e tracciabile dei medicinali veterinari, soprattutto antimicrobici.

Secondo l’audit, nelle ricette mancavano regolarmente alcune informazioni obbligatorie previste dall’allegato V del regolamento (UE) 2019/4, tra cui dati identificativi degli animali, indicazioni sulla sostanza attiva e la dicitura di non riutilizzabilità della prescrizione . Si tratta di lacune non marginali, che incidono sulla completezza e sulla trasparenza del processo.

A questo si aggiunge un secondo aspetto: in casi sporadici, la produzione di mangimi medicati contenenti antimicrobici è avvenuta oltre il periodo di validità della prescrizione, fissato in cinque giorni. Pur trattandosi di una quota limitata (circa lo 0,32% delle prescrizioni nel 2025), la Commissione ha ritenuto necessario un intervento correttivo per evitare prassi non conformi .

Il ruolo del sistema REV e gli interventi correttivi

Al centro delle criticità individuate vi è il sistema di Ricetta Veterinaria Elettronica (REV), obbligatorio dal 2019 e fondamentale per la tracciabilità dei medicinali veterinari.

Il Ministero della Salute, attraverso la Direzione generale della sanità animale, ha già avviato un piano di adeguamento del sistema per recepire le indicazioni europee. In particolare, le modifiche introdotte mirano a garantire che tutte le informazioni obbligatorie siano visualizzate in modo completo e standardizzato all’interno di un unico documento (“Promemoria per l’intestatario”) .

Tra gli aggiornamenti più rilevanti:

  • l’integrazione automatica dei dati relativi a categoria animale, sostanze attive e tassi di inclusione;
  • l’inserimento esplicito della dicitura di non riutilizzabilità della prescrizione;
  • l’obbligo di compilazione di istruzioni d’uso dettagliate da parte del veterinario;
  • una maggiore chiarezza sulle informazioni relative alle forniture e ai lotti.

Parallelamente, sono stati chiariti anche gli aspetti operativi legati alle forniture multiple: la produzione del mangime medicato deve comunque avvenire interamente entro il periodo di validità della prescrizione, anche se la consegna può essere frazionata nel tempo.

Alcune considerazioni

Il sistema italiano è riconosciuto come solido, ma l’UE richiede maggiore attenzione nella compilazione e gestione delle prescrizioni veterinarie. L’aggiornamento del REV va in questa direzione, migliorando tracciabilità e standardizzazione. Resta centrale, per gli operatori, coniugare efficienza operativa e pieno rispetto delle regole, soprattutto sul fronte dell’uso degli antimicrobici.

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