Monitoraggio del suolo: via libera a nuova normativa UE con un migliore supporto per gli agricoltori

L'accordo informale raggiunto dai colegislatori dell'UE garantirà il monitoraggio del suolo in tutti i paesi dell'UE e che gli agricoltori ricevano un migliore supporto per migliorarne la salute

10 Aprile, 2025

Ieri il Consiglio ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo sulla direttiva proposta dalla Commissione che istituisce un quadro per il monitoraggio del suolo al fine di migliorarne la resilienza e gestire i siti contaminati. La direttiva definirà inoltre principi di mitigazione del consumo di suolo, con particolare attenzione all’impermeabilizzazione e alla rimozione del suolo. L’accordo dovrà ora essere confermato da entrambe le istituzioni.

La direttiva permetterà di raggiungere l’obiettivo “suoli europei sani entro il 2050”, in linea con l’obiettivo “Inquinamento Zero” dell’UE. Contribuirà inoltre al raggiungimento dei target dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

“Con l’accordo raggiunto abbiamo istituito il primo quadro normativo UE in assoluto per la valutazione e il monitoraggio dei suoli in tutta Europa – ha dichiarato Paulina Hennig-Kloska, Ministra polacca per il clima e l’ambiente. – È giunto il momento di agire, poiché oltre il 60% dei suoli europei è malsano e le sue condizioni stanno peggiorando. Un suolo sano e resiliente è fondamentale per garantire cibo sicuro e nutriente e acqua più pulita alle generazioni future”.

“L’accordo odierno – ha commentato l’eurodeputato Martin Hojsík – rappresenta una pietra miliare importante per migliorare il supporto agli agricoltori e a tutti gli altri soggetti interessati a preservare la salute del suolo. Fornire loro informazioni e assistenza migliori, evitando al contempo burocrazia e nuovi obblighi, sono i pilastri portanti della nuova legge sul monitoraggio del suolo”.

Monitoraggio e valutazione dei suoli nell’UE

L’accordo stabilisce che gli Stati membri dovranno monitorare e valutare la salute del suolo sui propri territori utilizzando descrittori comuni – che caratterizzano gli aspetti fisici, chimici e biologici della salute di ciascun tipo di suolo – e una metodologia UE per definire i punti di campionamento. Per semplificare il compito, gli Stati membri saranno liberi di basarsi su campagne nazionali di monitoraggio del suolo o altre metodologie equivalenti. La Commissione sosterrà gli Stati membri rafforzando l’attuale programma UE di campionamento del suolo, LUCAS Soils. Offrirà inoltre supporto finanziario e tecnico personalizzato.

In considerazione dei diversi livelli di degrado del suolo e delle condizioni locali, i governi nazionali definiranno obiettivi non vincolanti e sostenibili per ciascun descrittore del suolo, in linea con l’obiettivo generale di migliorarne la salute.

Nessun nuovo obbligo per gli agricoltori

Per proteggere agricoltori e silvicoltori, la direttiva concordata non impone nuovi obblighi ai proprietari terrieri o ai gestori del territorio. Impone invece ai paesi dell’UE di aiutarli a migliorare la salute e la resilienza del suolo, ovvero la capacità del suolo di continuare a svolgere il suo importante ruolo nell’ecosistema. Le misure di sostegno possono includere consulenza indipendente, attività di formazione, nonché la promozione della ricerca e dell’innovazione e misure di sensibilizzazione sui benefici della resilienza del suolo. Gli Stati membri dovranno inoltre valutare regolarmente i costi finanziari per agricoltori e silvicoltori derivanti dal miglioramento della salute e della resilienza del suolo.

Suoli contaminati

La direttiva imporrà agli Stati membri di redigere un elenco pubblico dei siti potenzialmente contaminati entro dieci anni dalla sua entrata in vigore e di affrontare eventuali rischi inaccettabili per la salute umana e l’ambiente.

Infine, 18 mesi dopo l’entrata in vigore, verrà redatta una lista di controllo indicativa delle sostanze emergenti che potrebbero rappresentare un rischio significativo per la salute del suolo, la salute umana o l’ambiente, e per le quali sono necessari dati. Tale lista includerà i PFAS (noti anche come “sostanze chimiche eterne”) e i pesticidi pertinenti.

Prossimi passi

Il Consiglio dovrà ora adottare formalmente l’accordo e il Parlamento dovrà poi approvare il testo in plenaria, in seconda lettura.

La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. I paesi dell’UE avranno quindi tre anni di tempo per conformarsi.

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