Proteine dell’erba medica per l’alimentazione umana: AIFE presenta il percorso di ricerca
Al Congresso nazionale ADI di Matera, Bagnara e Severi hanno illustrato le prospettive per la filiera: prove e prototipi già realizzati, con aspetti tecnici e regolatori ancora da approfondire

Valorizzare le proteine dell’erba medica anche nell’alimentazione umana, sviluppando nuovi ingredienti e nuove opportunità per la filiera agricola: è il percorso presentato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi al XXVII Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), svoltosi a Matera dall’8 al 10 ottobre 2026. A rappresentare l’associazione sono stati il presidente Gian Luca Bagnara e il direttore Riccardo Severi, intervenuti nella sessione dedicata alla dieta mediterranea, alla sostenibilità e alla salute dell’ecosistema.
Il confronto con i professionisti della nutrizione ha permesso ad AIFE di illustrare due aspetti del proprio lavoro: il rapporto tra biodiversità e alimentazione, affrontato da Bagnara attraverso l’impegno degli organismi internazionali, e le prospettive industriali delle proteine dell’erba medica per uso umano, al centro dell’intervento di Severi.
Per l’associazione, collegare produzione agricola, ambiente e salute richiede criteri che consentano di verificare i risultati. Bagnara ha richiamato la necessità di rendere concreto l’approccio One Health attraverso standard e parametri condivisi. Una prospettiva che, secondo il presidente, potrebbe offrire opportunità anche economiche alla filiera dei foraggi essiccati, rendendo misurabile il suo contributo al benessere.
Sul versante delle applicazioni alimentari, AIFE è impegnata in progetti per sviluppare processi di estrazione e trasformazione delle proteine dell’erba medica in ingredienti destinati a nuovi prodotti. L’obiettivo illustrato da Severi è affiancare al loro impiego nell’alimentazione animale un utilizzo diretto nella nutrizione umana.
Il percorso resta però sperimentale: sono state effettuate prove e realizzati prototipi, ma occorre approfondire aspetti tecnici e regolatori prima di arrivare a prodotti commercializzabili. La collaborazione con partner qualificati, come l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, e il proseguimento della ricerca sono quindi passaggi necessari per sviluppare queste applicazioni.
Per AIFE, questa prospettiva rappresenta un’evoluzione della filiera che mantiene centrale il ruolo dell’erba medica nell’alimentazione animale. Accanto agli impieghi consolidati, l’associazione punta a sviluppare applicazioni capaci di creare valore per il settore agricolo, rafforzando il collegamento tra coltivazione, trasformazione e nutrizione.

















































































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