Si fa presto a dire foraggi di qualità
Dalla coltivazione alla disidratazione, passando per le sfide tecnologiche: un viaggio con il Gruppo Carli nel mondo dell’erba medica, regina dei foraggi

Chi si occupa di ruminanti domestici sa perfettamente che la qualità dei foraggi fa la differenza sulla salute e la produttività di questi animali. Sa anche quanto sia difficile farli bene, soprattutto se parliamo di erba medica.
Far crescere piante sane e produttive è molto complesso perché i fattori di rischio in questa fase sono veramente tanti, come lo sono quelli legati alla loro raccolta e alla loro conservazione. Proprio per approfondire queste criticità il 28 novembre 2023 Ruminantia ha pubblicato un focus sulla “regina” dei foraggi con il Prof. Giorgio Borreani dal titolo “Tutto quello che devi sapere sull’erba medica”.
In passato, nelle piccole aziende a conduzione familiare, uno dei pilastri dell’economia era la parsimonia e l’autosufficienza: si cercava di produrre in casa tutto il possibile. Questo approccio ha rappresentato le fondamenta dell’agricoltura e della zootecnia, contribuendo allo sviluppo del settore. Tuttavia, nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente specializzazione, il paradigma del “fatto in casa è meglio” ha dovuto necessariamente evolversi.
Oggi, produrre alimenti zootecnici richiede una grande professionalità e attrezzature di alto livello tecnologico, spesso fuori dalla portata di chi è specializzato nell’allevamento. Per questo si ricorre ampiamente al conto terzismo e all’acquisto degli alimenti zootecnici, siano essi foraggi o concentrati. Inoltre, il cambiamento climatico e il notevole incremento del potenziale genetico dei ruminanti, soprattutto da latte, richiedono un ulteriore salto di qualità per ottenere foraggi e concentrati abbondanti, sani e sicuri.

Nella produzione di foraggi secchi, ossia dei fieni, si incontrano parecchi ostacoli, come piogge o siccità severe che possono condizionare molto la loro qualità. Per produzioni eccellenti come quella del Parmigiano Reggiano o il Latte Fieno STG l’essiccazione naturale dell’erba al sole è considerata il metodo più economico ed efficace, anche se le perdite in campo delle foglie e degli zuccheri sono sempre molto elevate.
Dove i disciplinari dei prodotti a Indicazione Geografica vietano l’uso degli insilati, o dove non è possibile adottarli per diverse ragioni, l’impiego di essiccatori aziendali può rappresentare una valida alternativa, soprattutto per l’erba medica. Tuttavia, i costi di investimento e gestione spesso risultano proibitivi.
Per comprendere meglio come le aziende private gestiscono l’essiccazione artificiale – in particolare la disidratazione – siamo andati a visitare alcuni dei cinque stabilimenti del Gruppo Carli, azienda che nel 2024 ha coltivato circa 45.000 ettari di terra dai quali ha prodotto quasi 4 milioni di quintali tra foraggi, cereali e soia. Di questi, circa 12.000 ettari sono certificati per l’agricoltura biologica.

Osservando gli sterminati campi di erba medica e altre foraggere, ciò che colpisce è l’attenzione alla standardizzazione e l’utilizzo di tecniche collaudate, come il rapido pre-appassimento dell’erba in uno o due giorni. Questa fase preliminare favorisce la disidratazione, limitando al minimo le perdite di zuccheri e digeribilità, e minimizzando la quantità di proteine danneggiate dal calore del processo d’essiccazione.
La disidratazione a temperature contenute, soprattutto per l’erba medica, permette alle foglie di rimanere attaccate alle piante e di non compromettere i tanti nutrienti termosensibili contenuti soprattutto nelle foglie. Lo stesso principio vale anche per i prati polifiti e per le paglie destinate a lettiere o all’alimentazione animale.
Durante il processo di essiccazione artificiale vengono eliminati dai foraggi tutti i corpi estranei che inevitabilmente vengono raccolti dai campi insieme alla vegetazione e, aspetto molto importante, viene rimossa la terra che rappresenta un inevitabile veicolo di spore clostridiche, dannose per la salute degli animali e la qualità dei formaggi.
L’enorme quantità di verde che arriva ai cinque stabilimenti del Gruppo Carli permette di creare una vasta gamma di prodotti utili a soddisfare tutte le richieste dei clienti allevatori, siano essi di ruminanti, cavalli, suini, conigli e specie avicole.
Particolarmente interessante è anche la preparazione di prodotti speciali, come il fieno a basso contenuto di DCAD per le bovine in asciutta, gli unifeed secchi per i vitelli oppure quelli con l’insilato di medica per gli animali adulti.
A breve sarà pubblicato un video con il reportage realizzato con Ruminantia presso lo stabilimento Carli di Mezzano (RA). Restate sintonizzati per saperne di più!


















































































GDPR Compliant