Status di protezione del lupo: l’Italia dice sì alla modifica della Direttiva Habitat
La XIV Commissione della Camera ha approvato la proposta di Direttiva europea relativa alla modifica dello status di protezione del lupo ritenendola conforme al principio di sussidiarietà

Recentemente la XIV Commissione della Camera ha approvato la proposta europea di modifica della Direttiva Habitat per il declassamento dello status di protezione del lupo. Il documento è stato valutato come conforme al principio di sussidiarietà, così la Commissione Politiche Europee della Camera affiderà al Legislatore Europeo la modifica della Direttiva Habitat.
La proposta europea mira a rivedere la protezione attualmente garantita al lupo, declassandone lo status di protezione da «rigorosamente tutelato» a «tutelato».
Tale impostazione aprirà la strada alla possibilità per gli Stati membri di adottare forme di gestione attiva e selettiva di questa specie, in risposta ai numerosi conflitti registrati in aree rurali e montane.
Durante la seduta, la relatrice Ambrosi ha evidenziato la qualità del lavoro svolto dalla Commissione, anche grazie a un ciclo di audizioni molto partecipato e al contributo di colleghi di altre Commissioni. Ha inoltre respinto alcune critiche emerse nel corso delle audizioni circa la presunta inesattezza del dossier informativo, riaffermando la piena fiducia negli Uffici parlamentari e nella correttezza dell’istruttoria.
L’approvazione del documento da parte della XIV Commissione costituisce quindi un segnale politico chiaro: il Parlamento italiano sostiene un aggiornamento normativo che consenta agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione del lupo, in linea con le richieste di molte aree agricole e montane colpite da predazioni.
Il provvedimento europeo prosegue ora il suo iter a Bruxelles, dove il confronto tra istanze ambientali, esigenze zootecniche e diritti delle comunità rurali resta aperto e delicato.
Il Parlamento europeo prevede di adottare la propria posizione a maggio 2025. Qualora questa coincida con il mandato del Consiglio, quest’ultimo procederà all’adozione formale della direttiva di modifica.



















































































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