Trump rinvia i dazi al 7 agosto. Per l’UE si conferma il 15%

L'ordine esecutivo firmato ieri dal presedente Trump conferma dazi complessivi al 15% sulle merci UE in ingresso negli Stati Uniti

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1 Agosto, 2025

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato ieri l’ordine esecutivo che introduce nuovi dazi per molti Paesi, inclusa l’UE.

L’Unione europea vede confermate le tariffe del 15% già concordate il 27 luglio scorso (leggi anche “Dazi e commercio con gli Stati Uniti: l’UE annuncia il raggiunto accordo“) ma lo stesso non si può dire per altri partner commerciali degli Stati Uniti, che hanno visto un’innalzamento dei dazi negoziati. E’ il caso del Canada, ad esempio, le cui tariffe sono passate dal 25 al 35%.

Queste nuove misure scatteranno dal prossimo 7 agosto, cioè una settimana dopo rispetto a quanto precedentemente annunciato. Fanno eccezione le merci trasportate via nave, che, secondo quanto riportato in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, rimarranno soggette ai dazi stabiliti in precedenza fino al 5 ottobre 2025.

Il testo dell’ordine esecutivo firmato da Trump prevede che il dazio concordato del 15% sarà la nuova tariffa base per beni ora soggetti a tasse al di sotto di quella soglia. I prodotti già soggetti a dazi di almeno al 15% non subiranno invece ulteriori aumenti.

Il 15%, quindi, non si sommerà alla tariffa già in vigore ma la sostituirà, e rappresenterà il totale dei dazi dovuti per esportare le merci UE negli USA. Alcuni prodotti saranno così più colpiti di altri che ne usciranno meglio in quanto la loro tariffa rimarrà praticamente invariata.

Oltre a stabilire nuove tariffe per ogni Paese, l’ordine stabilisce dazi al 40% per tutte le merci che secondo la U.S. Customs and Border Protection risulteranno essere state “trasbordate” attraverso altri Paesi per evitare le tariffe.

In attesa di una dichiarazione congiunta ufficiale dell’esecutivo USA e UE, rimangono da risolvere gli ultimi dubbi sulla lista dei prodotti esenti da dazi o con trattamenti di favore.

Nella spiegazione dell’accordo raggiunto nell’incontro del 27 luglio scorso pubblicata dalla Commissione europea, sono comunque specificati alcuni dettagli relativi anche al settore agroalimentare.

In particolare, l’esecutivo ha ribadito che anche con la liberalizzazione di alcuni scambi commerciali di reciproco interesse tra gli Stati Uniti e l’UE, i principali prodotti industriali e agricoli sensibili europei rimarranno protetti.

Verrà garantito un migliore accesso al mercato per l’esportazione di alcuni prodotto agricoli statunitensi non sensibili, per un valore di 7,5 miliardi di euro, come olio di soia, semi, cereali, frutta a guscio, nonché prodotti alimentari trasformati come il ketchup, il cacao e i biscotti.

Saranno poi ridotti gli ostacoli non tariffari, anche attraverso la cooperazione sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), e facilitando il riconoscimento reciproco delle valutazioni della conformità in altri settori industriali.

La Commissione ha infine ribadito che l’accordo rispetterà pienamente la sovranità normativa dell’UE e proteggerà settori sensibili dell’agricoltura europea come quelli delle carni bovine o del pollame.

Da leggere - Luglio 2026

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