“Turismo Gastronomico: trend e scenari”, al Bontà la Prof.ssa Garibaldi per parlare degli scenari del turismo slow

botti-cantina
27 Febbraio, 2025

Si è appena conclusa la 20° edizione del Bontà, salone delle eccellenze enogastronomiche del Made in Italy. Sono stati 150 gli espositori che hanno animato il padiglione di CremonaFiere attraverso un percorso multisensoriale tra sapori, profumi e tradizioni gastronomiche provenienti da ogni angolo del Paese. 

Oltre ad ospitare workshop tematici che hanno spaziato dai grandi vini italiani e la mixology, ad un approfondimento sui prodotti dell’’Area del Grande Fiume’, lo spazio eventi è stato arricchito domenica 23 Febbraio dalla presenza della Professoressa Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico e docente presso l’Università degli Studi di Bergamo, autrice di numerosi libri e saggi, nonché curatrice del report annuale sul turismo enogastronomico. 

Il talk dal titolo “Turismo Gastronomico: trend e scenari” è stato un dialogo a due, moderato da Paolo Gualandris, direttore del Quotidiano La Provincia di Cremona e Crema. Secondo il report, nel 2025 si accentuerà ulteriormente la ricerca di destinazioni rurali e mete minori, che sono veri e propri scrigni per i prodotti tipici dell’agroalimentare italiano. 

Nel 2024 si stima che siano stati 14,5 milioni i turisti che hanno svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni con il cibo come motivazione primaria, segnando un +12% sul 2023 e +49% sul 2016.

Come prevedibile, è il vino a trainare questo tipo di ‘slow tourism’, con oltre il 38% delle preferenze fra i prodotti più ricercati, seguito dall’olio, dalla pizza, dalla pasta e in quarta posizione, dai formaggi, con l’11%, con una possibilità quindi altissima di incremento. 

Il report pubblicato a dicembre 2024 sui trend di quest’anno, inoltre, grazie alla collaborazione con Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona, è in grado di attribuire anche una valore al turismo enogastronomico, valore che si aggira intorno ai 40 miliardi di euro sull’economia italiana, considerando anche l’indotto ad esso collegato. 

Questi numeri, sia i potenziali turisti che il valore sull’economia, hanno ancora ampi margini di crescita, si tratta di ‘alzare l’asticella’ e offrire servizi che rendano sempre di più il nostro paese attraente e competitivo. 

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