Vi raccontiamo le razze: la capra Valdostana
Origini, consistenze, caratteristiche morfo-funzionali e curiosità di questa antica razza autoctona

Origine e diffusione
La capra Valdostana rientra nel gruppo delle razze tipiche dell’arco alpino, ed è attualmente classificata come razza in via di estinzione in stato di conservazione “critico” nel DAD-IS, ovvero il Domestic Animal Diversity Information System della FAO.
Diffusa, in passato, tra le Alpi Graie e Pennine, adesso è presente in tutta la Valle d’Aosta, con particolari concentrazioni nella Val d’Ayas e nella Valle del Lys, ma anche in Piemonte, soprattutto nel biellese, nell’alto canavese (Val Chiusella, Valle Orco e Val di Susa) e ancora nelle Valli di Lanzo, in Val Pellice e in Val Chisone.

Nus (AO) di Marzia Verona
Evoluzione e miglioramento genetico
Le prime testimonianze scritte risalgono al 1917, seguite da quelle del 1939 del Manenti che le annovera tra le razze presenti in Piemonte. Nel 1993 è stato ufficialmente istituito il Registro anagrafico nazionale, oggi detenuto da Asso.Na.Pa e aggiornato da AREV (Association Régionale Eleveurs Valdôtains ).
Consistenze
Il patrimonio zootecnico di caprini di razza Valdostana registrati in Banca Dati Nazionale risulta essere pari a 3.354 capi al 31 dicembre 2025. Tra questi circa 1.100 sono animali sotto i due anni, mentre i restanti 3.254 sono adulti.

Fonte: BDN
Caratteristiche morfologiche
La razza Valdostana pur somigliando alle altre del gruppo alpino si differenzia in modo netto per la taglia, l’incidenza prevalente di mantelli neri e bruni scuri e, soprattutto, l’eccezionale lunghezza delle corna a sciabola ed il profilo fronto-nasale marcatamente concavo. La selezione naturale dell’habitat montano e le scelte degli allevatori hanno influito molto sulle caratteristiche peculiari di tale razza.
Taglia: medio-grande.
Testa: relativamente piccola; profilo tipicamente camuso; corna grandi e ampie a sciabola, rivolte all’indietro; orecchie corte, mai pendenti; tettole generalmente presenti; collo piuttosto corto e spesso.
Mantello: può essere di diverse colorazioni, tra le principali troviamo:
- Castana: mantello melanico più o meno scuro, a volte tendente al grigio, a volte tendenti al nero. In alcuni casi presenta una riga mulina lungo la schiena.
- Serenata: mantello scuro tinteggiato di biondo e con le estremità delle zampe pure bionde.
- Faletta: dal mantello colore cenere uniforme tendente al biondo. Possono essere considerati anche mantelli pezzati.
I tutti e tre i tipi il pelo è sempre corto su tutto il corpo, più lungo e più ruvido nei maschi.
Tronco: torace e addome ampi; regione dorso lombare larga e rettilinea.
Arti: medio lunghi, solidi con unghielli neri.
Apparato mammario: sviluppato mai troppo profondo con capezzoli quasi mai piriformi.

Nus (AO) febbraio 2026 di Marzia Verona
Difetti morfologici e genetici comportanti l’esclusione dalla razza:
- totale assenza di corna in entrambi i sessi;
- mantello bianco e lungo;
- pezzature di qualunque dimensione nei maschi;
- ernia ombelicale;
- difetti di dentizione: enognatismo e prognatismo;
- criptorchidismo anche monolaterale;
- ermafroditismo;
- portatore di caratteri sub-letali a base ereditaria mendeliana.
Per quel che riguarda i caratteri biometrici e riproduttivi, nello standard di razza ufficiale pubblicato da Asso.Na.Pa. si riporta che:
l’altezza al garrese nei maschi è di 80 cm, nelle femmine è di 85 cm e il loro rispettivo peso è di 85 kg e 65 kg.

“Pascolando tra i crocus” – Nus (AO) di Marzia Verona
Caratteristiche produttive
La razza Valdostana presenta un indirizzo produttivo a duplice attitudine. Gli animali sono allevati sia per la produzione di capretti destinati alla macellazione, sia per la produzione di latte destinato prevalentemente alla trasformazione casearia.
La produzione media di latte si attesta intorno ai 250 litri per lattazione.
La produzione di carne deriva principalmente dalla macellazione di capretti con peso vivo compreso tra 12 e 15 kg oppure dalla vendita dei soggetti maschi in autunno, quando raggiungono un peso vivo di circa 30–35 kg.

Escargot – Nus (AO) marzo 2026 di Marzia Verona
Un prodotto tipico che si ottiene da questa carne è la cosiddetta “Mocetta“, salume tradizionale che si produce a partire dalla coscia disossata. Dopo le operazioni di mondatura e rifilatura del taglio di carne, i pezzi vengono posti per circa quindici giorni all’interno dei tradizionali goveille, ovvero dei recipienti cilindrici in legno, dove sostano in salamoia aromatizzata con sale, aglio, pepe e diverse erbe aromatiche, tra cui timo, salvia, alloro, rosmarino e santoreggia. Una volta estratta dalla salamoia, la carne è sottoposta a pressatura e lasciata riposare per ulteriori quindici giorni. I pezzi vengono, quindi, avviati alla fase di essiccamento in ambienti asciutti e ben ventilati. La stagionatura ha una durata di almeno un mese, ma può protrarsi più a lungo in funzione delle caratteristiche desiderate del prodotto. Il prodotto finito presenta forme, dimensioni e peso variabili, in relazione al taglio di carne di partenza. La carne si caratterizza per una consistenza compatta e asciutta, con colore rosso intenso tendente al bruno. Tradizionalmente viene consumata tagliata in fette molto sottili.
Curiosità
La Bataille des chèvres (Battaglia delle capre)
La Battaglia delle Capre rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della tradizione valdostana, un momento di incontro e di festa che coinvolge allevatori, famiglie e appassionati, trasformandosi in una giornata di convivialità per adulti e bambini.
La prima edizione della manifestazione si svolse nel 1981, quando alcuni giovani allevatori, profondamente legati a questa razza caprina, decisero di organizzare un evento che permettesse di presentare al pubblico gli animali provenienti dai diversi allevamenti della regione. Alla mostra degli animali vennero affiancati anche incontri tra le capre, pensati per riprodurre in modo controllato le naturali dinamiche di confronto che si verificano al pascolo e che consentono di stabilire le gerarchie all’interno del gregge.

Nus (AO) di Marzia Verona
L’idea prende spunto dalla “Battaglia delle Regine“, una manifestazione folcloristica di capi bovini che si svolge ogni anno in alcune regioni alpine della Svizzera, della Francia e dell’Italia. Si tratta di una serie di incontri tra vacche di razze locali che si svolgono in estate e in autunno in Valle d’Aosta per eleggere la Reina di corne, cioè la “Regina delle corna”. In Italia, questo evento si svolge in Piemonte e in Valle d’Aosta.
Le capre e gli allevatori si riuniscono ogni anno a partire dal mese di maggio in diverse occasioni fino alla prima domenica di novembre, quando avviene la sfida finale. Gli esemplari si incontrano a coppia. La capra che per prima si allontana viene eliminata dalla gara. La capra che ha sconfitto il maggior numero di avversarie sarà la vincitrice. Il premio per i vincitori è costituito da collari “tchambis” in acero e noce, intarsiati a mano con la tipica campanella.
Un ringraziament0 particolare a Marzia Verona e le sue capre Valdostane per la gentile concessione del materiale fotografico.



















































































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