Tubercolosi bovina: indicazioni pratiche per eradicazione e controllo
Un nuovo manuale operativo realizzato dall’IZS della Lombardia e dell'Emilia Romagna con l'obiettivo di supportare operatori e autorità nella corretta applicazione del piano nazionale di eradicazione.

La tubercolosi bovina, nel nostro Paese, risulta presente con 202 focolai, di cui 172 confermati e 30 estinti, come si evince dal Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario. Attualmente, le regioni interessate sono 11 su 20, localizzate prevalentemente nel sud della penisola, in particolare in Sicilia (75), Calabria (35), Campania (25) e Puglia (19), anche se non mancano casi sporadici anche al nord, come in Lombardia, Toscana e Lazio.

Considerato che si tratta di una zoonosi, la corretta gestione della malattia risulta di fondamentale importanza non solo per la salute animale, ma anche per quella pubblica, e richiede pertanto misure rigorose di controllo e prevenzione. La normativa europea, con il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882, ha infatti categorizzato la tubercolosi bovina come:
«Malattia di categoria B»: malattia elencata che deve essere oggetto di controllo in tutti gli Stati membri allo scopo di eradicarla in tutta l’Unione, ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento (UE) 2016/429.
Per supportare le autorità competenti e gli operatori del settore, il Centro di referenza nazionale per la tubercolosi da Mycobacterium bovis (TBCentro) dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia-Romagna ha realizzato un manuale operativo che fornisce indicazioni sui principali aspetti tecnici e procedurali legati al controllo e all’eradicazione della tubercolosi bovina.
Il documento, articolato in diverse sezioni, affronta in modo sistematico la malattia dal punto di vista epidemiologico, diagnostico e gestionale, approfondendo le caratteristiche del patogeno, le modalità di trasmissione, i protocolli di biosicurezza e le procedure previste per il riconoscimento e la gestione degli stabilimenti infetti.
Gli allevatori, in qualità di primi responsabili della sanità animale, sono chiamati ad adottare protocolli strutturali e gestionali finalizzati a limitare il rischio di introduzione e diffusione del Mycobacterium tuberculosis complex negli allevamenti. Tra le misure previste rientrano il controllo delle movimentazioni, l’isolamento degli animali introdotti, la gestione degli accessi alle strutture e la prevenzione del pascolo promiscuo.
Un ruolo centrale è svolto anche dalla sorveglianza sanitaria, che si articola in controlli diagnostici periodici, ispezioni post-mortem in macello e indagini epidemiologiche in presenza di focolai. Attraverso questo sistema integrato, supportato dal costante aggiornamento dei dati epidemiologici nazionali, è possibile mantenere e assegnare lo status di indennità agli stabilimenti e, progressivamente, ai territori. La vaccinazione, attualmente vietata dalla normativa europea (Reg. del. (UE) 2023/361), non può essere praticata neppure in deroga.
E’ possibile scaricare il manuale completo cliccando QUI!



















































































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