Come gli allevamenti Inalca affrontano i cambiamenti climatici

Alla Fiera di Rimini, l’azienda leader nel settore delle carni ha presentato il percorso di mitigazione delle emissioni avviato grazie alla creazione del polo agro-zootecnico e la partnership con Corteva

Azienda Agricola Corticella
5 Novembre, 2025

Nel suo intervento a Ecomondo, in occasione del convegno “Allevamenti e cambiamenti climatici”, Inalca, tra i principali player italiani ed europei nel settore delle carni bovine, dei salumi e dei prodotti alimentari, ha presentato il percorso di mitigazione delle emissioni avviato con la creazione di un polo agro-zootecnico e grazie alla partnership con Corteva.

Da oltre vent’anni l’azienda è impegnata nel ridurre l’impatto ambientale della zootecnia, tutelandone il valore alimentare, economico e sociale, investendo nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento, dove si concentra la maggior parte degli impatti ambientali della filiera delle carni.

Grazie a un modello integrato con il settore primario, Inalca ha sviluppato un vero e proprio polo agro-zootecnico, gestito dalla controllata Azienda Agricola Corticella, che oggi conta su oltre 2.300 ettari di terreni distribuiti fra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, destinati all’autoproduzione delle foraggere, su cui viene prodotto circa il 70% degli alimenti destinati ai bovini.

Durante l’incontro a Ecomondo Corticella e Corteva Agriscience hanno presentato il percorso di mitigazione e adattamento agronomico/zootecnico avviato, volto a testare pratiche agronomiche innovative per la produzione dei foraggi destinati agli allevamenti di bovini da carne. L’obiettivo: ridurre le emissioni, aumentare la produttività delle colture, ottimizzare l’uso di fertilizzanti, migliorare la gestione del suolo e incrementare il sequestro di carbonio.

Sperimentazioni e tecniche a basso impatto

Come spiegato da Claudio Pennucci, direttore agronomico di Corticella, nei prossimi tre anni il gruppo Inalca imposterà nei propri centri agro-zootecnici, gestiti dalla società Corticella, una sperimentazione applicativa, che si focalizzerà su tre punti:

  • creazione di nuovi sistemi colturali, adattati alle diverse condizioni pedo-climatiche e di mercato, integrando colture tradizionali e innovative (per cambiamenti climatici).
  • Gestione intelligente del suolo, attraverso la raccolta di dati meteorologici e chimico-fisici per applicare tecniche di lavorazione meno impattanti e più ecosostenibili.
  • Uso razionale degli input agronomici, con linee guida per ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare, e adottando pratiche specifiche.

Questo esperimento – ha dichiarato Pennucci –  è coerente con le altre attività sviluppate dall’azienda per il recupero e la valorizzazione di sostanze organiche per la fertilizzazione dei suoli ottenute con processi di economia circolare, come ad esempio i “digestati” provenienti dagli impianti di produzione biogas di Inalca”.

Nel corso del convegno sono stati presentati anche i risultati di un progetto pilota realizzato con Corteva Agriscience, che ha fatto registrare una riduzione media del 19% delle emissioni di CO₂ equivalente per tonnellata di foraggio prodotto.

Questo risultato è stato ottenuto grazie all’adozione di tecniche agronomiche innovative e all’impiego di prodotti come l’inibitore della nitrificazione Instinct e il biostimolante BLueN, che migliorano l’efficienza dell’azoto. Lo studio è stato condotto con metodologia LCA (Life Cycle Assessment) dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano, partner tecnico di Corteva nei progetti di agricoltura rigenerativa.

Questa collaborazione con Inalca dimostra che sostenibilità e produttività possono convivere – ha dichiarato Manuela Rancati, Sales Manager di Pioneer, marchio sementiero di Corteva. – Attraverso l’agricoltura rigenerativa e le tecnologie di precisione supportiamo le aziende agricole nel migliorare la fertilità del suolo, riducendo le emissioni e mantenendo un’elevata efficienza produttiva ed economica”.

L’“Ecosistema Infinito”: economia circolare e filiera integrata

Durante l’evento è stato inoltre presentato il progetto “Ecosistema Infinito” (opp. il “Ciclo Infinito”), che rappresenta la visione di Inalca per una filiera bovina circolare e rigenerativa.
L’azienda è in grado di valorizzare ogni componente del bovino, trasformando sottoprodotti e scarti in risorse utili per altri settori, come il lattiero-caseario, la pelletteria, il biomedicale, la cosmesi, il pet food e le energie rinnovabili.

A lato degli stabilimenti produttivi, negli anni Inalca ha inoltre costruito una solida infrastruttura energetica interna destinata all’autoproduzione di energia e all’utilizzo di fonti rinnovabili, basata su impianti di cogenerazione e biogas, che sfruttano scarti organici e deiezioni animali per produrre energia rinnovabile e fertilizzanti naturali destinati all’agricoltura, e sull’uso di impianti fotovoltaici installati su tutti gli stabilimenti e sulle aziende agricole per produrre energia solare.

 

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