Latte vegetale: sostenibilità sì, ma a rischio nutrienti chiave

Secondo un recente studio, la sostituzione del latte vaccino con bevande vegetali alternative riduce l'assunzione di nutrienti essenziali (B12, iodio, riboflavina, proteine), con rischi per bambini, donne e anziani

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18 Novembre, 2025

IN BREVE
La maggior parte delle bevande vegetali alternative al latte (PBML) vendute in Australia non è arricchita con riboflavina, vitamina B12 o iodio. Le linee guida australiane indicano le PBML come alternative al latte vaccino se fortificate con calcio, ma l’impatto sull’apporto di altri nutrienti è poco considerato. Utilizzando modelli di simulazione basati sul survey nazionale 2011-12, è stata valutata la sostituzione del latte vaccino con PBML non fortificate in diverse fasce d’età. I risultati mostrano un aumento delle inadeguatezze nell’apporto di riboflavina nelle donne anziane, di vitamina B12 negli adolescenti e adulti, e di iodio in uomini e donne di tutte le età. Gli effetti sulle proteine sono modesti, salvo negli anziani. Gli autori hanno quindi concluso che le raccomandazioni dovrebbero includere più nutrienti oltre al calcio.

Introduzione

Il sistema alimentare è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali di gas serra, e molte organizzazioni internazionali promuovono la riduzione dei latticini per favorire diete più sostenibili. Le bevande vegetali alternative al latte (PBML), associate a minori emissioni, stanno diventando centrali nelle politiche ambientali, come dimostra l’aumento del 250% della loro fornitura negli asili di Copenaghen. In Australia il consumo di PBML è cresciuto del 55% e una parte significativa degli adulti le include regolarmente nella sua dieta.

Il mercato australiano offre una grande varietà di PBML non aromatizzate: audit recenti hanno identificato oltre 120–150 prodotti, soprattutto a base di mandorla, avena e soia. Tuttavia, molte PBML non sono fortificate adeguatamente: benché l’83% contenga calcio, solo il 25% è arricchito con riboflavina, il 28% con vitamina B12 e il 3% con iodio. Inoltre, tranne la soia, la maggior parte presenta meno proteine del latte vaccino.

Nonostante la crescita del mercato, le evidenze sugli effetti delle PBML sulla salute rimangono limitate. Una revisione del 2024 indica che i bambini consumatori di PBML mostrano statura, BMI e assunzioni di micronutrienti inferiori rispetto a quelli che assumono latte vaccino. Negli adulti, gli studi sono pochi e incentrati soprattutto sulla soia, con risultati troppo variabili per trarre conclusioni ampie.

Le linee guida, come quelle australiane del 2013 e la guida Eatwell del Regno Unito, considerano le PBML fortificate con calcio buone alternative al latte. Tuttavia, modelli dietetici indicano che la sostituzione del latte vaccino con PBML può ridurre l’assunzione di riboflavina, vitamina B12 e iodio, con effetti diversi tra i gruppi di popolazione. I soggetti più vulnerabili risultano bambini piccoli, donne in età fertile e anziani, soprattutto quando le PBML non sono fortificate.

La stragrande maggioranza delle bevande PBML vendute in Australia non è fortificata con riboflavina, vitamina B12 e iodio, e le bevande PBML diverse dalle bevande di soia hanno un contenuto proteico inferiore rispetto al latte vaccino. Pertanto, uno studio pubblicato a maggio 2025 sullo European Journal of Nutrition ha valutato l’impatto sull’assunzione di queste componenti della sostituzione del latte vaccino con le principali categorie di bevande vegetali disponibili nei supermercati australiani a novembre 2023.

Metodi

Fonte e preparazione dei dati

E’ stato utilizzato un modello di microsimulazione dietetica basato sui microdati del National Nutrition and Physical Activity Survey (NNPAS) 2011–12, in linea con i criteri internazionali di valutazione della qualità della simulazione della dieta. Il NNPAS, parte dell’Australian Health Survey, ha raccolto dati da oltre 12.000 partecipanti di età ≥2 anni tramite diari alimentari di 24 ore con metodo automatizzato a passaggi multipli. Circa il 64% ha fornito un secondo diario, permettendo la stima dell’assunzione abituale. Sono state escluse 228 donne in gravidanza o allattamento, utilizzando per l’analisi 11.925 diari del giorno 1 e 7.585 del giorno 2. La composizione nutrizionale degli alimenti è stata definita tramite il database AUSNUT 2011–13, con ponderazioni per età, sesso e area geografica.

Scenari di sostituzione del latte vaccino

Il latte vaccino è stato identificato tramite codici alimentari specifici. Per modellare la sostituzione del latte, è stato condotto nel 2023 un audit delle principali bevande PBML non aromatizzate (soia, mandorla, avena, riso, cocco). I valori riportati nelle etichette sono stati confrontati con quelli della Australian Food Composition Database, che fornisce dati analitici aggiornati per le principali categorie di PBML. Poiché le etichette riportavano informazioni limitate su riboflavina, vitamina B12 e iodio, nella modellazione sono stati utilizzati i valori della banca dati nazionale.

La tabella 1 dello studio riporta i contenuti di proteine, riboflavina, vitamina B12 e iodio delle 11 categorie principali di PBML disponibili in Australia, espressi anche come proporzione rispetto al latte vaccino intero, consumato dal 73% della popolazione. Questa struttura ha permesso di valutare in modo accurato gli impatti nutrizionali della completa sostituzione del latte vaccino con PBML.

Tabella 1 – Contenuto di proteine, riboflavina, vitamina B12 e iodio dei principali tipi di bevande vegetali simili al latte (PBML) vendute in Australia, rispetto al latte vaccino.

In ogni scenario, il latte vaccino, incluso quello aggiunto a bevande calde, è stato sostituito in quantità equivalente con un tipo rappresentativo di PBML. La simulazione degli scenari è stata condotta con Python Jupyter Notebooks, SASPy e SAS Studio.

Due criteri hanno guidato la scelta delle PBML sostitutive: rappresentatività dei contenuti di proteine, riboflavina, vitamina B12 e iodio nei prodotti disponibili sul mercato australiano e conformità alle linee guida dietetiche nazionali del 2013.

Scenario 1 – Proteine

Per valutare l’impatto proteico, sono state scelte due PBML: una bevanda d’avena arricchita con calcio (Bevanda 9), che fornisce il 41% delle proteine del latte, e una bevanda di riso (Bevanda 10) che ne fornisce solo il 9%. La bevanda d’avena rappresenta la categoria più diffusa sul mercato, mentre quella di riso è la PBML con il contenuto proteico più basso tra quelle che soddisfano le linee guida. Circa l’83% delle PBML vendute nel 2023 contiene quantità di proteine pari o inferiori alla bevanda d’avena; circa l’8% contiene livelli pari o inferiori alla bevanda di riso.

Scenario 2 – Riboflavina, vitamina B12 e iodio

Per questi micronutrienti, il latte vaccino è stato sostituito con una bevanda di soia fortificata con calcio (Bevanda 2), scelta perché la maggior parte dei prodotti di soia, mandorla, avena, riso e cocco presenti nei supermercati australiani contiene quantità uguali o inferiori di riboflavina, vitamina B12 e iodio. Questa bevanda rappresenta quindi in modo realistico la disponibilità di micronutrienti nella maggior parte delle PBML non aromatizzate.

Conclusioni

Secondo FAO e OMS, una dieta sana deve garantire un apporto adeguato ma non eccessivo di nutrienti essenziali. In questo contesto, la sostituzione del latte vaccino con bevande a base vegetale (PBML) non può prescindere da una valutazione accurata della composizione nutrizionale reale dei prodotti disponibili e delle carenze già presenti nella popolazione.

I risultati del modello australiano mostrano che il passaggio a PBML non fortificate amplifica alcune vulnerabilità nutrizionali preesistenti, in particolare per gruppi fisiologicamente più sensibili:

  • Le donne, soprattutto in età fertile e anziane, risultano esposte a un rischio maggiore di insufficienza di iodio e riboflavina.

  • Gli anziani in generale, sia uomini sia donne, mostrano un rischio crescente di inadeguatezza dell’apporto di vitamina B12, considerata la minor densità nutrizionale delle PBML rispetto al latte vaccino e la ridotta efficienza di assorbimento tipica dell’età avanzata.

  • L’apporto proteico risulta potenzialmente insufficiente negli anziani quando le PBML sostituiscono completamente il latte, soprattutto nei prodotti a basso contenuto proteico (es. avena, riso).

Le diminuzioni risulterebbero quindi più critiche per anziani, donne in età fertile e bambini, con un aumento marcato della prevalenza di apporti inadeguati: fino al 31% per la riboflavina nelle donne anziane, all’11–17% per la vitamina B12 nelle donne ≥14 anni e al 16% per lo iodio nelle donne ≥2 anni.

Alla luce di queste evidenze, gli autori sottolineano la necessità di rafforzare la sorveglianza nutrizionale delle diete australiane e di monitorare in modo sistematico la composizione dei prodotti PBML immessi sul mercato. Ciò è particolarmente rilevante per nutrienti chiave come iodio, riboflavina, vitamina B12 e proteine, già critici in diverse fasce della popolazione.

L’analisi suggerisce inoltre due possibili direzioni di intervento:

  1. Rendere le PBML più simili al latte vaccino dal punto di vista nutrizionale attraverso strategie di fortificazione più ampie e standardizzate.

  2. Aumentare la consapevolezza dei consumatori riguardo alle differenze nutrizionali tra latte e PBML, promuovendo contestualmente fonti alimentari alternative ricche dei nutrienti più carenti (riboflavina, vitamina B12, iodio).

Nel complesso, lo studio evidenzia come il semplice passaggio a PBML non fortificate, se non accompagnato da indicazioni tecniche e politiche nutrizionali adeguate, possa compromettere l’adeguatezza dell’assunzione di nutrienti essenziali in gruppi già a rischio, soprattutto per i nutrienti coinvolti in funzioni critiche come sviluppo cognitivo, metabolismo tiroideo e salute neurologica.

Fonte: “Time to consider more than just calcium? The impact on protein, riboflavin, vitamin B12 and iodine intake of replacing cows’ milk with plant-based milk-like drinks—an Australian usual intake dietary modelling study”, Anita S. Lawrence, Daniel Russo-Batterham, Kim Doyle, Edoardo Tescari. European Journal of Nutrition (2025) 64:182
https://doi.org/10.1007/s00394-025-03697-8

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Da leggere - Luglio 2026

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