Omnibus III, Consiglio e Parlamento UE raggiungono accordo su pacchetto semplificazione PAC

Raggiunto l'accordo sul pacchetto di semplificazione "Omnibus IIl" proposto dalla Commissione a maggio. Il testo approvato mantiene l'impostazione inziale aggiungendo maggiore flessibilità, livelli massimi di sostegno più elevati per i piccoli agricoltori e meno controlli. Stimati risparmi fino a 1,6 miliardi di euro all'anno per gli agricoltori

11 Novembre, 2025

Lunedì 10 novembre i negoziatori del Parlamento europeo e la presidenza danese del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla semplificazione dell’attuale Politica Agricola Comune.

L’obiettivo: aumentare la competitività dell’agricoltura europea durante l’attuale periodo di programmazione della PAC (fino al 2027) riducendo la burocrazia, sostenendo gli agricoltori, compresi i “piccoli” e le start-up, incoraggiando l’innovazione e aumentando la produttività.

Le misure di semplificazione costituiscono il cosiddetto “Omnibus III“, pacchetto nato dalle raccomandazioni emerse dal dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura e proposto dalla Commissione a maggio 2025 (leggi anche “Presentato il terzo “pacchetto semplificazioni” per la PAC“), che contiene modifiche a due dei tre atti legislativi di base che regolano la PAC: il regolamento sui piani strategici (SPR) e il regolamento “orizzontale”, che disciplina gli aspetti finanziari, di gestione e controllo.

La revisione di questi atti potrebbe portare a significative riduzioni dei costi amministrativi sia per gli agricoltori che per le amministrazioni nazionali che, secondo la valutazione iniziale della Commissione, potrebbe ammontare a 1,6 miliardi di euro di risparmi annui per gli agricoltori e oltre 200 milioni di euro per le amministrazioni degli Stati membri.

“L’accordo rappresenta un passo importante verso la semplificazione della Politica Agricola Comune –  ha dichiarato Jacob Jensen, Ministro dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Pesca della Danimarca. – Non solo contribuisce alla competitività dei nostri agricoltori ma rende più facile realizzare le nostre ambizioni verdi, offrendo agli agricoltori e agli Stati membri maggiore flessibilità nell’attuazione dei requisiti ambientali. La presidenza danese continuerà a concentrarsi sulla semplificazione per gli agricoltori nei negoziati sulla Politica Agricola Comune dopo il 2027″.

Il 5 settembre 2025 il Consiglio aveva confermato l’impianto generale della proposta della Commissione, con alcune modifiche. Il testo era stato poi approvato con emendamenti dalla Commissione AGRI il 24 settembre e adottato l’8 ottobre dal Parlamento europeo.

Una volta approvate definitivamente sia dal Parlamento che dal Consiglio, le nuove regole si applicheranno a oltre nove milioni di agricoltori in tutta Europa a partire dal 1° gennaio 2026.

Gli elementi principali dell’accordo

L’accordo provvisorio mantiene l’impostazione generale della proposta della Commissione a sostegno dei seguenti obiettivi:

  • alleggerire gli oneri amministrativi per agricoltori e amministrazioni;
  • aumentare i pagamenti ai piccoli agricoltori e semplificare le norme sulla condizionalità, in particolare per le aziende agricole biologiche;
  • ridurre i controlli in loco (gli agricoltori non saranno obbligati a sottoporsi a più di un controllo ufficiale in loco in un dato anno);
  • eliminare la verifica annuale delle prestazioni.

Mantiene inoltre la proposta della Commissione di consentire agli Stati membri di erogare pagamenti di crisi agli agricoltori attivi colpiti da calamità naturali, eventi climatici avversi o eventi catastrofici, garantendo la continuità dell’attività agricola degli interessati.

Il testo approvato migliora poi i seguenti elementi della proposta della Commissione:

  • offre flessibilità agli Stati membri nel decidere in che misura le aziende agricole parzialmente biologiche possano essere considerate conformi a determinati standard ambientali, le cosiddette BCAA (buone condizioni agronomiche e ambientali). Gli agricoltori certificati come biologici saranno invece considerati automaticamente conformi ai requisiti.
  • migliora la possibilità per gli agricoltori di beneficiare di strumenti di gestione del rischio,
  • aumenta la percentuale per i pagamenti diretti anticipati.

In particolare, i negoziatori del Parlamento hanno insistito affinché i massimali per il sostegno ai piccoli agricoltori vengano aumentati stabilendo un pagamento annuo fino a 3.000 euro (anziché i 2.500 euro proposti dalla Commissione) e un nuovo pagamento una tantum per lo sviluppo aziendale fino a 75.000 euro (in aumento rispetto ai 50.000 euro proposti).

L’accordo prevede inoltre che i terreni considerati coltivabili al 1° gennaio 2026 potranno mantenere lo status anche se non sono stati arati, coltivati o riseminati.

Prossimi passi

L’accordo preliminare dovrà ora essere confermato sia dal Consiglio che dal Parlamento affinchè la riforma possa entrare in vigore.

 

 

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