Commercio agroalimentare UE: a settembre surplus in ripresa ma ancora sotto i livelli 2024

Export a 20,1 miliardi (+4% su base annua). Nei primi nove mesi dell’anno avanzo a 35,7 miliardi, ma in calo di 13,5 miliardi rispetto al 2024

import - export
29 Novembre, 2025

Il nuovo report mensile della Commissione europea fotografa un quadro di crescita moderata dell’export, una dinamica sostenuta delle importazioni e un surplus commerciale in miglioramento sul piano congiunturale, pur restando indebolito rispetto allo scorso anno.

Secondo il documento pubblicato ieri, 28 novembre 2025, il commercio agroalimentare dell’Unione ha mostrato a settembre segnali di rafforzamento dopo la flessione estiva, ma continua a risentire dell’impatto dei prezzi eccezionalmente elevati del cacao e del caffè, che incidono in modo determinante sia sul valore dell’export sia, soprattutto, su quello delle importazioni.

Esportazioni in crescita, trainate da cacao, caffè e lattiero-caseari

A settembre 2025 l’UE ha esportato 20,1 miliardi di euro di prodotti agroalimentari, in crescita del 13% sul mese precedente e del 4% rispetto a settembre 2024 .
Nel periodo gennaio–settembre, le esportazioni hanno raggiunto 177,4 miliardi di euro, segnando un aumento dell’1% (+2,6 miliardi) su base annua.

Il Regno Unito si conferma il primo mercato di destinazione, con 41,5 miliardi di euro (+5%), spinti soprattutto da cacao, cioccolato e prodotti lattiero-caseari. Seguono gli Stati Uniti (21,8 miliardi), in leggero calo (–2%) per effetto della contrazione delle spedizioni di vino e olio d’oliva, e la Svizzera, terza destinazione e protagonista di uno dei maggiori incrementi (+10%).

Rilevante anche la crescita verso l’Ucraina (+21%), mentre prosegue la contrazione delle vendite in Cina (–8%), penalizzate dal forte calo dei volumi di grano .

Tra le categorie merceologiche, i protagonisti dell’export sono gli stessi del mese precedente:

  • Caffè, tè, cacao e spezie: +2,2 miliardi (+29%), trainati da un +74% delle quotazioni dei derivati del cacao e da un +30% dei prezzi del caffè.
  • Dolciumi e cioccolato: +1,3 miliardi (+16%), grazie a un aumento del 27% dei prezzi all’esportazione del cioccolato.
  • Prodotti lattiero-caseari: +829 milioni (+6%), con formaggi e burro in crescita di valore nonostante volumi stabili.

In netto calo le esportazioni di cereali, diminuite di 1,3 miliardi di euro (–14%) per la contrazione dei flussi di frumento (–19%) e mais (–25%), pur con un recupero dei volumi da agosto.
Dopo il picco del 2024, prosegue il ridimensionamento delle esportazioni di olive e olio d’oliva, che crescono del 17% in volume ma perdono in valore (–17%) per effetto dei prezzi più bassi.
Flessione anche per vino e prodotti vitivinicoli, in calo di 530 milioni (–4%) con riduzioni diffuse su vari mercati, in particolare negli Stati Uniti .

Tra le altre tendenze di rilievo:

  • frutta e frutta secca: +3,5 miliardi (+19%);
  • dolciumi e cioccolato: +567 milioni (+29%);
  • carne bovina: +486 milioni (+26%), con volumi +14%;
  • margarina e altri grassi vegetali: +439 milioni (+14%).

In calo invece olive e olio d’oliva, che arretrano di 647 milioni di euro (–44%), riflettendo la ripresa della produzione europea e il conseguente riequilibrio dei prezzi.

Un surplus commerciale in miglioramento sul mese, ma ancora sotto pressione

L’avanzo commerciale agroalimentare dell’UE è risalito a 5,4 miliardi di euro a settembre, registrando una crescita del 45% rispetto ad agosto.
Su base annua, però, il saldo resta inferiore del 6%.

Nel complesso dei primi nove mesi del 2025, il surplus si attesta a 35,7 miliardi di euro, ovvero 13,5 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, principalmente a causa dell’impennata dei costi delle importazioni di cacao e caffè.

Il comparto agroalimentare europeo si conferma comunque fortemente saldo, sostenuto dai mercati tradizionali e dai settori ad alto valore aggiunto come cioccolato, prodotti lattiero-caseari e preparazioni alimentari, ma continua a operare in un contesto caratterizzato da elevata volatilità delle commodity, tensioni geopolitiche e oscillazioni dei prezzi.

Scarica qui il documento integrale:

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