Latte: produzione ancora elevata ma i primi segnali di rallentamento aiutano il mercato

E' quanto rilevato dal Crefis – Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - nella nuova Newsletter Latte, dedicata all’andamento del mercato lattiero-caseario nel secondo trimestre del 2026

prodotti-lattiero-caseari
20 Luglio, 2026

L’offerta di latte si mantiene elevata anche nel secondo trimestre dell’anno, sia in Italia che nell’Unione Europea. Tuttavia, iniziano a emergere alcuni segnali di rallentamento della crescita produttiva.

Secondo le elaborazioni del Crefis, Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nei primi cinque mesi del 2026 le consegne nazionali hanno sfiorato le 6 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dopo una crescita sostenuta nei primi mesi dell’anno, tuttavia, la produzione ha progressivamente perso slancio: ad aprile l’aumento si è limitato all’1,7%, mentre a maggio si è registrata una flessione dello 0,7% su base annua, primo dato negativo dopo molti mesi. Anche a livello europeo la disponibilità di latte rimane elevata. Nei primi quattro mesi del 2026 le consegne dell’UE-27 hanno raggiunto 50,7 milioni di tonnellate (+4,4%), con incrementi produttivi nei principali Paesi, dalla Germania (+6,7%) alla Francia (+4,5%), dai Paesi Bassi (+5,4%), mentre soltanto l’Irlanda mostra una lieve contrazione (-0,2%).

Sul fronte del mercato del latte, le quotazioni spot hanno mostrato un’inversione di tendenza dopo i minimi registrati nel primo trimestre. Le quotazioni del latte nazionale spot alla Borsa Merci di Lodi sono aumentate costantemente nel corso del secondo trimestre, raggiungendo a giugno una media di 416,7 euro per tonnellata, il valore più elevato da novembre 2025. La media trimestrale si è attestata a 333,1 euro/t, in crescita del 34,4% rispetto al trimestre precedente pur restando inferiore del 42% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un recupero analogo ha interessato anche il latte spot francese e tedesco, che hanno evidenziato sensibili aumenti congiunturali, pur mantenendosi ancora su livelli decisamente inferiori rispetto allo scorso anno.

Diversa la dinamica del prezzo del latte alla stalla che continua invece a risentire dell’ampia disponibilità di materia prima. Nel secondo trimestre il prezzo medio italiano si è attestato a 454,6 euro per tonnellata, con una flessione del 4,8% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 21,3% su base tendenziale. Anche a livello di Unione Europea il prezzo medio è sceso a 427,1 euro/t (media aprile-maggio), in calo del 19,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nonostante il ridimensionamento, il latte italiano continua a mantenere un differenziale positivo rispetto alla media europea, superiore del 6,7% nell’ultimo mese disponibile.

Nel comparto dei formaggi Dop emergono andamenti difformi. Il Parmigiano Reggiano continua a rafforzare la propria posizione sul mercato, con quotazioni che hanno raggiunto il massimo storico: nel secondo trimestre il prezzo medio della stagionatura a 12 mesi è salito a 14,94 euro/kg, in aumento del 4,8% rispetto al trimestre precedente e del 14,8% rispetto allo scorso anno. Più contenuta la dinamica del Grana Padano, il cui prezzo medio si è attestato a 9,34 euro/kg (+0,3% sul trimestre precedente), rimanendo però inferiore del 14,5% rispetto al secondo trimestre 2025. Sul fronte produttivo, entrambi i formaggi confermano volumi superiori a quelli dello scorso anno: nei primi sei mesi il Grana Padano ha superato 3,3 milioni di forme (+2,3%), mentre il Parmigiano Reggiano ha raggiunto quasi 1,9 milioni di forme nei primi cinque mesi (+5,4%).

Tra i prodotti industriali, il mercato del burro italiano continua il proprio percorso di ridimensionamento, con un prezzo medio trimestrale di 2,12 euro/kg, in calo del 7,7% rispetto al primo trimestre e addirittura del 60,6% su base annua. Sul mercato internazionale, invece, il latte scremato in polvere ha proseguito il recupero delle quotazioni, con il prodotto europeo salito a una media di 2,72 euro/kg (+17,4% rispetto al trimestre precedente e +11,2% rispetto al 2025). Per il latte intero in polvere la situazione appare più differenziata: in Europa i prezzi hanno mostrato una graduale flessione nel corso del trimestre, pur mantenendo una media di 3,32 euro/kg, in lieve aumento rispetto ai primi tre mesi dell’anno (+3,4%), ma ancora inferiore del 23,9% rispetto allo stesso periodo del 2025).

Fonte: www.crefis.it

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!