Linee guida americane: un allineamento al sistema europeo
Sono state recentemente pubblicate le nuove linee guida americane sull’alimentazione. Più proteine e meno prodotti processati per ristabilire la salute dei cittadini statunitensi

Con il messaggio chiave: “eat real food”, l’amministrazione Trump, nella figura del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., consiglia ai cittadini americani di riportare al centro dell’alimentazione alimenti poco processati e ad alta densità nutrizionale.
In particolare, l’attenzione delle nuove linee guida nutrizionali si è concentrata sul consumo di proteine, aumentato a 1,2-1,6 g per chilo di peso corporeo, a differenza della situazione italiana, dove la richiesta non è altrettanto elevata.
Un’emergenza sanitaria in corso
Attualmente, infatti, circa il 90% della spesa sanitaria statunitense è destinato al trattamento di malattie croniche derivanti in gran parte da una dieta inadeguata e da uno stile di vita sedentario. Il documento esorta quindi i cittadini a privilegiare proteine di alta qualità, grassi sani, latticini interi e cereali integrali, riducendo drasticamente prodotti ultraprocessati e zuccheri aggiunti. Vengono fornite raccomandazioni specifiche per ogni fase della vita, dal supporto allo sviluppo dei neonati fino alle esigenze nutrizionali degli anziani, e viene inserita anche una sezione su scelte vegetariane o vegane.
Le fonti proteiche proposte sono di origine animale (uova, pollame, frutti di mare e carne rossa) quanto di origine vegetale (fagioli, lenticchie, noci e semi).
Un altro consiglio è di consumare carboidrati integrali, a scapito di prodotti ottenuti da farine raffinate. Questa raccomandazione, per quanto lecita e valida, e condivisa anche dalle linee guida italiane ed europee, non deve portare a una demonizzazione dei prodotti raffinati, il cui consumo non rappresenta un fattore di rischio per la salute rispetto alle farine integrali. Semplicemente un consumo di almeno il 50% di farine integrali comporta vari benefici.
Un cambiamento radicale?
Il nuovo sistema viene descritto come il più significativo reset della politica nutrizionale nella storia degli Stati Uniti, nato per affrontare l’emergenza sanitaria in atto. A ben vedere, però, le linee guida non si discostano molto dal sistema alimentare europeo e italiano, con consigli sul consumo di cinque porzioni di frutta e verdura, preferenza di cereali integrali e riduzione di zuccheri e alimenti processati. Altro punto in comune con la dieta italiana è la mancata presa di posizione netta sul consumo di alcol.
Largo al cibo vero
Il sistema viene riorientato per sostenere attivamente agricoltori, allevatori e aziende che producono “cibo vero” (real food), con l’impegno dell’amministrazione a garantire che tutte le famiglie possano permetterselo.
Questa scelta alimentare, incentrata sul cibo vero all’inno di “Make America Healthy Again”, si muove di pari passo con una riduzione auspicata del ricorso ai farmaci e, in generale, a interventi farmacologici di varia natura.
L’unico dubbio, sulla comunicazione grafica
Un dubbio è sorto tra vari osservatori sulla rappresentazione grafica della classica piramide alimentare, che in questo caso è capovolta. La scelta statunitense ha fatto alzare ben più di un sopracciglio dal punto di vista comunicativo. La preoccupazione è che l’immagine possa dare adito a fraintendimenti, sia perché rovesciata, sia per la scelta di porre proteine animali, come carni rosse (nell’immagine una bistecca), al livello di frutta e verdura, come a invitare a un consumo paragonabile in termini di frequenza durante la settimana.
In realtà, leggendo le linee guida, questa preoccupazione è presto smentita e, infatti, il consumo giornaliero consigliato di proteine animali va inserito all’interno del limite di 1,2-1,6 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, chiarendo inoltre l’importanza delle fonti proteiche vegetali. Anche la posizione dei cereali integrali può insospettire, poiché sono posti al vertice della piramide. Ma proprio approfondendo le linee guida si scopre quanto siano importanti e consigliati nella dieta.
In definitiva, l’immagine, sotto vari aspetti, può creare un po’ di confusione, ma basta aprire il documento ufficiale per fugare ogni dubbio.



















































































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