Intergruppo per la zootecnia sostenibile: scienza, innovazione e politiche per il futuro dell’agricoltura europea

Riduzione dell’impatto ambientale senza tagliare la produzione: la linea emersa nelle ultime due riunioni dal confronto tra istituzioni, ricerca e imprese

Intergruppo-zootecnia-sostenibile
17 Febbraio, 2026

Il 28 gennaio e il 12 febbraio, si sono tenute all’europarlamento due riunioni dell’Intergruppo sulla zootecnia sostenibile dedicate alla mitigazione delle emissioni e all’inclusione dell’allevamento nel nuovo mercato dei crediti carbone sul quale sta lavorando la Commissione europea.

I due incontri hanno offerto un quadro approfondito sulle sfide e le opportunità del settore, mettendo al centro il ruolo fondamentale degli allevatori nella sicurezza alimentare, nella transizione climatica e nello sviluppo rurale dell’Unione europea.

Il presidente dell’Intergruppo, l’eurodeputato Benoît Cassart, ha ribadito che la riduzione delle emissioni non può tradursi in una diminuzione del numero di capi allevati o in una maggiore dipendenza dalle importazioni. Al contrario, è necessario investire con decisione in nuove tecnologie e soluzioni innovative.

Un momento particolarmente significativo è stato la testimonianza dell’allevatrice irlandese Louise Crowley, che ha raccontato come gli investimenti in salute animale, monitoraggio e miglioramento genetico, uniti al sapere agricolo tramandato tra generazioni, abbiano già portato a riduzioni concrete delle emissioni. Crowley ha insistito sulla necessità di politiche stabili e favorevoli ai giovani agricoltori, affinché possano guardare al futuro con fiducia.

Nel keynote speech, Thanawat TiensinVice Direttore Generale della FAO, ha ricordato il ruolo centrale del bestiame nei sistemi alimentari globali: solo gli animali, infatti, sono in grado di trasformare erba e sottoprodotti in alimenti nutrienti per l’uomo. Da qui l’invito a promuovere una narrazione equilibrata sulle proteine animali e a rafforzare il sostegno agli agricoltori.

Diversi interventi scientifici hanno dimostrato come l’innovazione possa contribuire in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale. Il professor David R. Yáñez-Ruiz ha illustrato il ruolo fondamentale degli additivi per mangimi, inclusi i probiotici, nel contenimento delle emissioni.  Anaïs l’Hôte (IDELE) ha presentato il progetto LIFE Carbon Farming, che coinvolge 600 aziende lattiero-casearie e di allevamento bovino da carne in Francia, e che ha già raggiunto una riduzione del 15% dell’impronta di carbonio in cinque anni. La lezione chiave della sua presentazione: ridurre le emissioni aziendali richiede un approccio integrato all’intera azienda agricola, dalla salute animale al carbonio nel suolo, supportato da un solido sistema di monitoraggio.

riunione-intergruppo-zootecnia

Christian Holzleitner della Direzione Generale Clima (Commissione europea) ha evidenziato come gli investimenti nella transizione climatica possano diventare opportunità economiche, mentre Pierre-Marie Aubert (del think tank IDRRI) ha richiamato la responsabilità dell’Europa nel contribuire alla sicurezza alimentare globale in modo efficiente.

La seconda riunione ha approfondito il contributo della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica specificatamente nella filiera lattiero-casearia. Il professor Luciano Pinotti ha spiegato il ruolo cruciale della nutrizione nella riduzione delle emissioni, ricordando che la scienza fornisce dati e soluzioni concrete per orientare le decisioni politiche. Il professor Peer Ederer ha criticato un dibattito pubblico spesso dominato dall’ideologia piuttosto che dai fatti, ribadendo che tutta la filiera è già impegnata nella riduzione delle emissioni.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla genetica: il professor Marcin Pszczola ha mostrato come i progressi nel miglioramento genetico abbiano già consentito di ridurre le emissioni per unità di prodotto, creando benefici duraturi che si trasmettono alle generazioni successive di animali. L’allevatore francese Ludovic Blin ha condiviso la sua esperienza quotidiana, illustrando le difficoltà ma anche le opportunità offerte dalle politiche europee, e indicando come priorità future la produzione sostenibile, la qualità e il ricambio generazionale.

In collegamento dalla Commissione europea, Emmanuele Paolo (DG clima) ha ricordato che, sebbene l’agricoltura sia responsabile di una quota significativa delle emissioni, la zootecnia rappresenta una componente strategica del valore aggiunto agricolo europeo. Da qui l’urgenza di introdurre incentivi adeguati a sostenere gli allevatori nella transizione verde.

A chiudere i lavori, il presidente dell’Intergruppo Benoît Cassart ha sintetizzato lo spirito degli incontri con una frase emblematica: “La scienza deve prevalere sulle emozioni”. Un messaggio chiaro che riafferma la centralità di un approccio pragmatico, basato su evidenze scientifiche, per costruire un futuro sostenibile e competitivo per la zootecnia europea.

Per rivedere le riunioni dell’intergruppo e scaricare le slide, appuntamento sul sito https://sustainablelivestockintergroup.eu/

Contenuti correlati:

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!