Lieviti, tannini e bentonite: quali effetti su performance e fermentazioni ruminali?

Un additivo ruminale migliora l'efficienza microbica e la qualità del latte sotto stress, senza effetti su produzione e metano.

30 Marzo, 2026

La crescita della popolazione mondiale richiede all’agricoltura di aumentare la produzione alimentare salvaguardando però l’ambiente. L’intensificazione sostenibile delle produzioni agro-zootecniche rappresenta uno degli approcci più solidi per rispondere alle sfide di una popolazione in crescita a fronte di una limitata disponibilità di terreni agricoli. Questo si traduce nella necessità di ottimizzare gestione delle risorse ed efficienza alimentare, garantendo al contempo il benessere animale e minimizzando l’impatto ambientale.

In questo quadro, la modulazione delle fermentazioni ruminali è considerata una leva potenziale per migliorare l’utilizzo dei nutrienti e la stabilità del sistema. In questa direzione si inserisce la sperimentazione condotta presso l’azienda sperimentale CERZOO dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, volta a valutare gli effetti di un additivo multicomponente basato su lieviti devitalizzati, tannini condensati di carruba e bentonite (SOP® STAR COW) sviluppato dalla SOP s.r.l. L’ipotesi di lavoro era che componenti con funzioni diverse potessero agire in modo complementare nel modulare il microbiota e il profilo fermentativo ruminale, con possibili ricadute su performance e condizioni metaboliche.

Come è stata condotta la prova

La sperimentazione ha coinvolto dodici bovine in lattazione di razza Frisona, suddivise in due gruppi alimentati con la stessa dieta; nel gruppo trattato la razione è stata integrata con l’additivo. Sono stati monitorati produzione e composizione del latte, indicatori metabolici ematici, ruminazione, digeribilità della dieta e caratteristiche del fluido ruminale. Al termine della prova è stata allestita una fermentazione in vitro utilizzando il fluido ruminale prelevato dalle bovine trattate e non trattate, con l’obiettivo di distinguere tra effetti immediati dell’additivo ed effetti che emergono dopo un periodo di adattamento del microbiota. In vitro sono stati valutati produzione totale di gas e metano, digeribilità in vitro, acidi grassi volatili e acido lattico.

Risultati produttivi

L’integrazione non ha determinato variazioni significative della produzione di latte. Un risultato di interesse è emerso nelle ultime settimane della sperimentazione, quando le elevate temperature esterne hanno esposto gli animali a stress termico: le bovine supplementate hanno mantenuto un contenuto di grasso del latte significativamente più elevato rispetto al gruppo di controllo.

Indicatori metabolici e parametri ruminali

Tutti gli animali hanno mostrato buone condizioni generali di salute. Nelle bovine trattate sono state osservate concentrazioni ematiche più elevate di albumina e calcio, un quadro compatibile con una migliore funzionalità epatica. A livello comportamentale, le bovine supplementate tendevano a ruminare più a lungo e presentavano concentrazioni ruminali di acido lattico tendenzialmente inferiori. Non sono emerse differenze rilevanti nella digeribilità complessiva della dieta.

Evidenze dalle prove in vitro

Quando il fluido ruminale proveniva da animali che avevano ricevuto l’additivo per diverse settimane, il profilo fermentativo mostrava un incremento della produzione di acetato e isobutirrato e un miglioramento dell’efficienza di utilizzo del substrato in relazione alle sintesi di proteine microbiche. Al contrario, l’aggiunta dell’additivo una sola volta all’avvio della fermentazione in vitro non ha prodotto effetti significativi, suggerendo che l’azione dipenda prevalentemente da adattamenti del microbiota indotti da una somministrazione prolungata. Per quanto riguarda il metano, non sono state rilevate differenze significative nella produzione in vitro.

Considerazioni e prospettive

Nel complesso, lo studio indica effetti positivi di entità moderata: segnali di miglioramento del profilo metabolico, modifiche del profilo fermentativo compatibili con una maggiore efficienza microbica e una migliore tenuta della qualità del latte in condizioni di stress termico. Lo studio è stato condotto su un numero limitato di animali e in una fase di lattazione avanzata, relativamente stabile dal punto di vista metabolico; sono pertanto auspicabili ulteriori valutazioni su fasi fisiologiche più critiche (ad esempio il periparto) e con misurazioni delle emissioni di metano direttamente in vivo. Da sottolineare infine che il protocollo in vitro adottato ha consentito di discriminare tra effetti di breve e lungo periodo, configurandosi come un approccio utile anche per la valutazione di altri modulatori delle fermentazioni ruminali.

La presente nota è una sintesi dell’ articolo scientifico pubblicato sul Italian Journal of Animal Science: Benedetti L., Bani G., Bani P., Trevisi E., Effects of a blend of deactivated yeast, carob’s condensed tannins and bentonite on lactating dairy cows performance and in vitro fermentation testing long and short term effects. Italian Journal of Animal Science. 2026, VOL. 25, NO. 1, 274–286 

Autore

Lorenzo Benedetti – Agrisystem PhD student, DiANA – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

"DiANA report e news – Laboratorio di idee per la zootecnia del futuro
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Rubrica a cura di

 

Da leggere - Luglio 2026

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