Allevamenti e inquinamento. I nuovi dati ISPRA raccontano un settore in cambiamento
In questa intervista con Eleonora Di Cristofaro (ISPRA) scopriamo i dati più aggiornati sull'impatto ambientale del comparto zootecnico italiano. Dal 1990 ad oggi si registra una riduzione del 22,3% dei gas serra prodotti dal settore agricolo. Più complesso invece il quadro dell'ammoniaca

La Dott.ssa Eleonora Di Cristofaro di ISPRA ci ha concesso anche quest’anno un’intervista per approfondire i nuovi dati relativi alle emissioni in atmosfera di gas serra e ammoniaca derivanti dalle attività agricole e zootecniche.
Si tratta di informazioni particolarmente preziose per almeno tre motivi.
Il primo è che ISPRA rappresenta la fonte ufficiale italiana in materia in quanto Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, istituito con la Legge 133/2008 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112. Questo ente pubblico di ricerca è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), una condizione che costituisce un’ulteriore garanzia di qualità, autorevolezza e imparzialità.
Il secondo motivo è che sul tema dell’impatto ambientale delle produzioni zootecniche continua a circolare in rete una quantità enorme di disinformazione.
Il terzo è che disporre di dati ufficiali e aggiornati permette di dialogare in modo corretto e trasparente con l’opinione pubblica.
Sono ormai sette anni che intervistiamo ISPRA, sia per conoscere i dati più aggiornati sia per verificare, attraverso le serie storiche, se siano in atto miglioramenti nelle performance ambientali del settore.
Di seguito, riportiamo alcuni dei numeri più interessanti.
Dal 1990 al 2024 le emissioni nazionali di gas serra si sono ridotte del 30,2%.
Nello stesso periodo il settore agricolo ha ridotto del 22,3% le proprie emissioni di gas climalteranti.
Nel 2024 l’agricoltura italiana ha emesso circa 28 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, pari al 7,7% delle emissioni nazionali totali. Gli allevamenti contribuiscono per il 5,8%, mentre i ruminanti domestici incidono per il 4,7%. Più complessa e critica appare invece la situazione dell’ammoniaca, poiché l’agricoltura è responsabile del 91,4% delle emissioni nazionali. Le stalle, gli stoccaggi e lo spandimento dei reflui zootecnici rappresentano da soli il 62,5% del totale.
Si tratta di un dato che può destare preoccupazione ma, a differenza dei gas climalteranti, la riduzione delle emissioni di ammoniaca è tecnicamente possibile. Esistono infatti additivi di comprovata efficacia e sicurezza, sia per gli animali sia per l’ambiente, che possono essere impiegati nei vasconi di stoccaggio dei liquami e consentono riduzioni delle emissioni di ammoniaca fino al 100%. Anche la copertura dei vasconi rappresenta una soluzione efficace, sebbene comporti costi di realizzazione e gestione più elevati.
La Dott.ssa Eleonora Di Cristofaro, laureata in Scienze Statistiche, Demografiche e Sociali, è attualmente referente nazionale di ISPRA per le emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici in agricoltura. Partecipa, inoltre, come esperta nazionale del settore agricolo, alle revisioni annuali dell’inventario nazionale delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici condotte dagli esperti delle Nazioni Unite, sia in Italia sia a livello centralizzato.
In precedenza ha lavorato come ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Tra le sue più recenti attività figura la cura di diversi rapporti ISPRA, tra cui “Il metano nell’inventario nazionale delle emissioni di gas serra. L’Italia e il Global Methane Pledge” (Rapporto ISPRA 374/2022).
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di guardare l’intervista completa cliccando sul pulsante di seguito.
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