Malattia respiratoria bovina (BRD): il comportamento dei vitelli come indicatore precoce
Riduzione dell'assunzione di latte, minore attività locomotoria e cambiamenti nel comportamento alimentare sono tra i primi segnali della malattia respiratoria bovina. Uno studio dell'Università del Kentucky dimostra che il monitoraggio automatico dei vitelli può anticipare il riconoscimento della BRD, consentendo interventi più tempestivi e una gestione sanitaria più efficiente della mandria

IN BREVE
La malattia respiratoria bovina (BRD) è una delle principali cause di mortalità e di perdite produttive nei vitelli prima dello svezzamento. Un recente studio evidenzia come il monitoraggio continuo del comportamento tramite tecnologie di precisione permetta di individuare precocemente i soggetti destinati a sviluppare la malattia. L’integrazione di questi strumenti nella gestione della mandria potrebbe favorire diagnosi più tempestive e un impiego più mirato degli antimicrobici.
Introduzione
La malattia respiratoria bovina (BRD) è una delle principali patologie che colpiscono i vitelli da latte e da carne prima dello svezzamento. Sebbene gli allevatori stimino una prevalenza di circa il 12%, studi epidemiologici indicano che la malattia potrebbe interessare una percentuale decisamente superiore, suggerendo una sottostima dovuta alla complessità della diagnosi e ai diversi criteri diagnostici utilizzati.
La BRD rappresenta anche una delle principali cause di mortalità nei vitelli ed è associata a importanti conseguenze produttive, come ridotto accrescimento, minore produzione di latte nella prima lattazione, maggiore rischio di morte e minore probabilità di completare la prima lattazione. Per questo motivo, una diagnosi precoce è fondamentale per limitarne gli effetti negativi.
Negli ultimi anni, le tecnologie di precisione hanno mostrato un grande potenziale nel monitoraggio precoce della malattia. Dispositivi come alimentatori automatici e accelerometri consentono di rilevare variazioni nei comportamenti alimentari e nell’attività dei vitelli, quali riduzione dell’assunzione di latte e mangime, diminuzione della velocità di bevuta, minore attività motoria e cambiamenti nei periodi di riposo. Tali alterazioni possono comparire prima della diagnosi clinica della BRD, rendendole utili come indicatori precoci.
Nello studio qui descritto i ricercatori hanno perseguito due obiettivi principali: identificare i comportamenti alimentari e di attività associati alla BRD prima della diagnosi e verificare se le variazioni rispetto al comportamento abituale del singolo vitello potessero migliorare l’identificazione precoce della malattia. Gli autori hanno ipotizzato che cambiamenti nel comportamento alimentare e nell’attività fossero strettamente associati allo sviluppo della BRD.
Materiali e metodi
Lo studio è stato condotto su 66 vitelli da latte in età pre-svezzamento, dell’azienda agricola sperimentale Coldstream Research Dairy Farm dell’Università del Kentucky a Lexington, dal 28 maggio 2018 al 9 settembre 2019. I capi oggetto della ricerca sono stati suddivisi in 33 vitelli con malattia respiratoria bovina (BRD) e 33 vitelli sani come gruppo di controllo, e sono stati accuratamente appaiati per sesso, età e data di nascita. La diagnosi di BRD è stata effettuata combinando il Wisconsin Respiratory Scoring System con l’ecografia polmonare, mentre i vitelli sono stati monitorati quotidianamente dalla nascita fino allo svezzamento.
L’obiettivo era valutare se specifici comportamenti alimentari (assunzione di latte e mangime, velocità di bevuta, visite premiate e non premiate all’alimentatore automatico) e parametri di attività (tempo trascorso sdraiati, numero di episodi di riposo, numero di passi e indice di attività rilevati tramite accelerometro) potessero identificare precocemente i vitelli destinati a sviluppare la BRD. Inoltre, lo studio ha analizzato non solo i valori assoluti di questi parametri, ma anche le variazioni rispetto al comportamento abituale del singolo animale nei cinque giorni precedenti la diagnosi, per verificare il potenziale delle tecnologie di monitoraggio automatico nell’individuazione precoce della malattia.
Risultati
I risultati hanno mostrato che i vitelli affetti da malattia respiratoria bovina (BRD) presentavano, nei cinque giorni precedenti la diagnosi, una significativa riduzione dell’assunzione giornaliera di latte (8,58 vs 9,41 L/giorno; P < 0,001) e del consumo di mangime starter (42,34 vs 69,93 g/giorno; P = 0,03) rispetto ai sani, mentre non sono emerse differenze significative nella velocità di bevuta o nel numero di visite premiate all’alimentatore automatico.

Per quanto riguarda l’attività locomotoria, i vitelli con BRD mostravano un maggiore tempo trascorso in decubito (P < 0,001), un minor numero di episodi di riposo (P = 0,01), una marcata riduzione del numero di passi (P < 0,001) e un indice di attività significativamente inferiore (P < 0,001). L’analisi delle variazioni rispetto al comportamento basale del singolo animale (giorno −5) ha inoltre evidenziato modifiche precoci dei comportamenti alimentari, con differenze significative nelle visite non premiate all’alimentatore automatico (P = 0,02) e tendenze per la velocità di assunzione del latte (P = 0,09) e il consumo di mangime starter (P = 0,05), mentre le variazioni relative dei parametri di attività non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi.
Nel complesso, lo studio dimostra che il monitoraggio continuo mediante alimentatori automatici e accelerometri consente di rilevare alterazioni comportamentali che precedono la diagnosi clinica di BRD, indicando che i parametri alimentari rappresentano i biomarcatori comportamentali più sensibili per l’identificazione precoce della patologia.
Conclusioni
Lo studio conferma che i comportamenti alimentari e i livelli di attività rappresentano indicatori precoci dello sviluppo della malattia respiratoria bovina (BRD) nei vitelli pre-svezzamento. I vitelli che hanno sviluppato BRD hanno mostrato una riduzione dell’assunzione di latte e di mangime starter, una diminuzione del numero di passi e degli episodi di riposo e un aumento del tempo trascorso in decubito, evidenziando il tipico “sickness behaviour“, caratterizzato dalla riduzione dell’attività per conservare energia durante la risposta immunitaria.
L’aspetto più innovativo dello studio consiste nell’aver analizzato le variazioni relative rispetto al comportamento basale del singolo animale, dimostrando che la riduzione delle visite non premiate all’alimentatore automatico era rilevabile fino a quattro giorni prima della diagnosi clinica, identificandola come uno dei biomarcatori comportamentali più promettenti per la diagnosi precoce.
Gli autori sottolineano tuttavia che alcuni comportamenti, come la velocità di assunzione del latte e le visite premiate, non sono risultati costantemente associati alla BRD e che le differenze osservate tra gli studi possono dipendere dalle diverse strategie di alimentazione e dai differenti criteri diagnostici utilizzati.
Questo studio apre prospettive particolarmente promettenti per l’impiego delle tecnologie di precisione nel monitoraggio della mandria. L’identificazione precoce di alterazioni comportamentali associate all’insorgenza della BRD potrebbe infatti consentire all’allevatore di intervenire in modo più tempestivo e mirato, favorendo un rapido coinvolgimento del medico veterinario. Ciò potrebbe tradursi in una diagnosi più precoce, in trattamenti più appropriati e in un uso più razionale e selettivo degli antimicrobici, contribuendo a ridurne il consumo e a contrastare il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.
Fonte: “Daily behavioral measures recorded by precision technology devices may indicate bovine respiratory disease status in preweaned dairy calves” DOI: 10.3168/jds.2021-20798















































































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