DOP e IGP, oltre 3 milioni per promozione, formazione e ricerca: domande entro il 23 settembre
Il MASAF mette a disposizione 3,011 milioni di euro per sostenere le attività di valorizzazione e tutela delle Indicazioni Geografiche. I contributi possono arrivare a 250 mila euro per beneficiario e finanziare fiere, informazione, formazione e progetti di ricerca e sviluppo. Le domande sono riservate principalmente ai Consorzi di tutela e devono essere inviate via PEC entro il 23 settembre 2026

Oltre 3 milioni di euro per valorizzare e tutelare le produzioni DOP e IGP, sostenendo non soltanto le tradizionali attività promozionali, ma anche formazione, innovazione e ricerca. È quanto prevede il Decreto MASAF 1° luglio 2026 n. 319404. Le domande potranno essere presentate fino alle ore 23:59 del 23 settembre 2026.
Il provvedimento interessa direttamente anche il mondo delle produzioni zootecniche e lattiero-casearie a Indicazione Geografica, perché mette a disposizione dei Consorzi strumenti che vanno dalla promozione sui mercati fino a progetti dedicati alla sostenibilità, alla produzione, alla commercializzazione e alla salvaguardia delle DOP e IGP. Il decreto si inserisce nel quadro del Regolamento (UE) 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche.
Non solo promozione: spazio anche a formazione e ricerca
Le attività finanziabili sono piuttosto ampie. Accanto all’organizzazione e alla partecipazione a fiere, esposizioni e concorsi, il decreto comprende pubblicazioni rivolte al grande pubblico, attività dimostrative e di informazione, iniziative per la promozione dell’innovazione, visite aziendali e scambi interaziendali. Sono inoltre ammissibili interventi di formazione professionale, come corsi, seminari, conferenze e coaching, e progetti di ricerca e sviluppo, compresi quelli dedicati alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle produzioni certificate. Una stessa domanda può comprendere più tipologie di attività.
È proprio quest’ultimo aspetto a rendere la misura particolarmente interessante per le filiere zootecniche: un Consorzio può quindi impostare un progetto che non si limiti alla comunicazione del prodotto, ma che intervenga anche su conoscenze, innovazione e strumenti utili alla tutela e allo sviluppo della denominazione.
Per le attività di ricerca, ad esempio, possono rientrare tra i costi ammissibili personale tecnico e scientifico, attrezzature utilizzate per il progetto, ricerca contrattuale, consulenze, acquisizione di conoscenze e brevetti e altri costi direttamente imputabili all’attività.
Contributi fino a 250 mila euro
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 3.011.726,01 euro, con la possibilità per il Ministero di incrementarla successivamente qualora si rendano disponibili ulteriori risorse. Il contributo massimo concedibile è di 250.000 euro per ciascun beneficiario. Le risorse non saranno però distribuite in misura uguale: l’importo riconosciuto dipenderà dal punteggio ottenuto dal progetto e dalle disponibilità finanziarie.
Anche l’intensità dell’aiuto varia. Per i prodotti agricoli, il decreto prevede in linea generale una copertura fino al 70% dei costi ammissibili per fiere, pubblicazioni e attività dimostrative e fino al 90% per formazione e ricerca e sviluppo. Per le altre categorie di prodotti agricoli e alimentari i massimali generali scendono rispettivamente al 50% e al 70%, fermo restando quanto previsto nell’Allegato B per le singole tipologie di intervento. I contributi vengono erogati sulla base dei costi effettivamente sostenuti e ritenuti ammissibili.
Chi può presentare domanda
Il bando non è rivolto direttamente alle singole aziende agricole o ai singoli caseifici. Possono presentare domanda i Consorzi di tutela riconosciuti, gli organismi associativi dei Consorzi, le associazioni temporanee costituite tra questi soggetti e gli enti o organismi senza scopo di lucro che abbiano tra i propri soci Consorzi o loro associazioni riconosciute dal MASAF e che prevedano statutariamente la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche o dei prodotti DOP e IGP. Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
Un elemento da considerare già nella fase di progettazione riguarda i criteri di selezione. Per essere ammesso al contributo un progetto deve raggiungere almeno 30 punti, con soglie minime specifiche per la coerenza rispetto alle finalità della misura e per la misurabilità dei risultati. Il punteggio massimo è di 66 punti e la valutazione prende in considerazione, tra gli altri aspetti, chiarezza del progetto, adeguatezza dei costi, presenza di indicatori verificabili, rilevanza territoriale o internazionale, coinvolgimento di università nelle attività formative, innovatività dei progetti di ricerca e capacità tecnico-organizzativa del richiedente.
Progetti da realizzare entro 12 mesi
Una volta concesso il finanziamento, le attività dovranno essere completate entro 12 mesi dalla notifica del decreto di concessione, salvo una possibile proroga per difficoltà operative eccezionali e documentate. È inoltre possibile richiedere, compatibilmente con le disponibilità di cassa, un anticipo pari al 50% del contributo, a fronte di una fideiussione bancaria o assicurativa. La rendicontazione delle spese dovrà essere presentata entro 30 giorni dalla conclusione del periodo previsto per le attività.
Per i progetti di ricerca e sviluppo è previsto anche un preciso obbligo di trasparenza: prima dell’avvio devono essere rese pubbliche informazioni su obiettivi, attuazione e futura pubblicazione dei risultati, che al termine del progetto dovranno essere accessibili gratuitamente e rimanere disponibili online per almeno cinque anni.
Domande entro il 23 settembre
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC, a pena di esclusione, all’indirizzo aoo.pqa@pec.masaf.gov.it entro le 23:59 del 23 settembre 2026. Nell’oggetto della PEC il Ministero chiede di riportare la dicitura: “Domanda di contributo ai sensi del Decreto Ministeriale 1° luglio 2026 n. 319404 – nome del soggetto richiedente”.
Sul sito del MASAF sono disponibili il decreto e tutta la modulistica necessaria, compresi il modello di domanda, le dichiarazioni sostitutive, la scheda tecnica del progetto e la documentazione relativa all’eventuale fideiussione.
Fonte: MASAF – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
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