Bluetongue, il sierotipo 3 accelera nel Regno Unito: 942 allevamenti positivi e primo contagio dell’anno in Irlanda

Altri 32 allevamenti sono risultati positivi al BTV-3 il 6 settembre, portando a 942 il totale della stagione epidemiologica britannica. Restano sotto indagine 2.360 segnalazioni sospette, mentre la conferma di una nuova infezione nella contea irlandese di Wexford dimostra che la trasmissione del virus è proseguita sull’isola d’Irlanda anche nel 2026

pecora-agnello
9 Settembre, 2026

Continua a crescere la circolazione del virus della bluetongue di sierotipo 3 (BTV-3) nel Regno Unito, dove il numero degli allevamenti con almeno un animale positivo ha raggiunto quota 942 nella stagione epidemiologica 2026-2027. Allo stesso tempo, la conferma di un nuovo caso nella contea irlandese di Wexford indica che la trasmissione del virus è proseguita anche durante il 2026 sull’isola d’Irlanda.

I due aggiornamenti, diffusi dalle autorità veterinarie britanniche e irlandesi, evidenziano una situazione epidemiologica in rapida evoluzione per bovini e ovini. La bluetongue non rappresenta un pericolo per la salute umana e non compromette la sicurezza di carne e latte, ma può causare sofferenza agli animali, perdite produttive e persino la morte, oltre ad avere conseguenze sulle movimentazioni e sul commercio.

Nel Regno Unito 942 allevamenti positivi

Secondo l’ultimo aggiornamento del Department for Environment, Food & Rural Affairs e dell’Animal and Plant Health Agency, pubblicato il 7 settembre, nel Regno Unito sono stati confermati 942 allevamenti con almeno un animale positivo al BTV-3 tra il 10 luglio e la mezzanotte del 6 settembre 2026.

Il dato non corrisponde al numero complessivo degli animali infetti: ciascun caso viene infatti conteggiato come un allevamento nel quale sia stato confermato almeno un animale positivo. Gli allevamenti interessati sono 811 in Inghilterra, 110 in Galles e 21 in Scozia, mentre non risultano casi nella stagione 2026-2027 in Irlanda del Nord.

La crescita registrata negli ultimi giorni è particolarmente significativa. Dopo i 53 nuovi allevamenti positivi confermati tra il 4 e il 5 settembre, il 6 settembre se ne sono aggiunti altri 32: 20 in Inghilterra e 12 in Galles. Complessivamente, quindi, nell’arco di tre giorni il conteggio ufficiale è aumentato di 85 allevamenti.

Anche le conferme più recenti hanno riguardato soprattutto gli ovini. Dei 20 nuovi casi inglesi, 18 sono stati individuati in allevamenti ovini e due in allevamenti bovini. In Galles, 11 dei 12 nuovi casi hanno interessato ovini e uno bovini. Tutti gli animali sono stati sottoposti agli accertamenti in seguito alla segnalazione di manifestazioni cliniche sospette.

Oltre 2.300 segnalazioni ancora sotto indagine

Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dalle 2.360 segnalazioni potenziali ancora oggetto di indagine in Gran Bretagna. Si tratta di allevamenti nei quali sono stati osservati segni clinici sospetti, ma per i quali gli allevatori non hanno ancora ricevuto l’esito delle analisi.

Il numero degli allevamenti positivi potrebbe quindi aumentare sensibilmente con il completamento degli esami. Le autorità precisano inoltre che il totale effettivo degli animali coinvolti è probabilmente superiore a quello riportato, perché le procedure diagnostiche non prevedono necessariamente il controllo di tutti i capi presenti in un allevamento.

Fino al 6 settembre, i dati ufficiali comprendevano almeno 1.543 ovini e 353 bovini positivi, oltre a cinque alpaca, un lama e un caprino. La maggior parte delle conferme è derivata dalla segnalazione di sintomi clinici, mentre un numero più limitato di positività è stato individuato attraverso test volontari prima delle movimentazioni, controlli sui prodotti germinali e attività di sorveglianza.

La concentrazione territoriale più elevata continua a registrarsi nel sud-ovest dell’Inghilterra. Il Devon conta 368 allevamenti positivi, seguito dalla Cornovaglia con 125 e dal Somerset con 89. Il virus è tuttavia presente anche in numerose contee inglesi e gallesi: tra i territori maggiormente interessati figurano inoltre il Lancashire, con 70 allevamenti positivi, lo Staffordshire con 41 e la contea gallese di Powys con 32. Dalla seconda metà di agosto il BTV-3 è presente anche nel sud-ovest della Scozia.

Dal 10 settembre cambiano alcune regole sulle movimentazioni

L’intera Inghilterra e tutto il Galles sono classificati come zone soggette a restrizioni per la bluetongue. Gli animali possono essere movimentati tra Inghilterra e Galles secondo le condizioni nazionali previste, mentre rimangono disposizioni specifiche per il trasferimento verso territori con un diverso stato sanitario.

Nel sud-ovest della Scozia è stata istituita una zona temporanea di controllo in seguito alla comparsa dei primi casi. Gli allevatori devono rispettare le prescrizioni riguardanti gli spostamenti degli animali sensibili e dei prodotti germinali e utilizzare le licenze previste quando necessario.

Le indicazioni del Governo scozzese sulle movimentazioni, aggiornate il 7 settembre, distinguono le condizioni applicabili fino al 9 settembre da quelle che entreranno in vigore il giorno successivo.

Dal 10 settembre 2026, tutti gli animali sensibili alla bluetongue provenienti dalle zone di restrizione di Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord e Isola di Man e destinati alla Scozia dovranno essere vaccinati contro il BTV-3. Per determinate categorie potrà continuare a essere richiesto anche un test prima della movimentazione.

Gli spostamenti dovranno rispettare le condizioni contenute nella licenza generale EXD608(EW), compresi gli obblighi relativi alla documentazione sanitaria, alla registrazione degli animali e, quando previsti, alla vaccinazione e agli accertamenti diagnostici.

Cambieranno anche alcune condizioni interne alla zona temporanea di controllo della Scozia sud-occidentale. Dal 10 settembre gli animali da ristallo e da ingrasso e le femmine non gravide non dovranno più essere vaccinati per essere trasferiti dalla zona di controllo verso l’area scozzese indenne. Per alcune categorie di animali destinati alla riproduzione continueranno invece a essere richiesti vaccinazione e test. Le modifiche sono state illustrate dal Governo scozzese nell’aggiornamento sulle regole di movimentazione.

Particolare attenzione rimane riservata anche a seme, ovociti ed embrioni, attraverso obblighi di autorizzazione e controllo destinati a ridurre il rischio di trasmissione del virus mediante i prodotti germinali.

In Irlanda una giovenca positiva senza precedenti segni clinici

Parallelamente all’aumento dei casi britannici, il Ministero dell’Agricoltura irlandese ha confermato la positività al BTV-3 di una giovenca non vaccinata di 16 mesi allevata nella contea di Wexford.

Il virus è stato rilevato durante l’esame post mortem dell’animale, nel quale non erano stati osservati segni clinici prima della morte. La comunicazione ministeriale conferma la positività, ma non attribuisce in modo definitivo il decesso alla bluetongue.

Secondo il Ministero, si tratta del primo caso irlandese di BTV-3 nel quale l’infezione è avvenuta nel corso del 2026. La precisazione è importante perché non si tratta del primo riscontro del virus nel Paese: un precedente caso era stato confermato a gennaio, sempre nella contea di Wexford, ma l’infezione era stata ricondotta con ogni probabilità a moscerini infetti arrivati alla fine dell’autunno 2025.

Le successive attività di sorveglianza avevano rilevato la presenza del BTV-3 anche in allevamenti delle contee di Wicklow, Louth, Laois, Monaghan, Kildare, Cork e Tipperary.

Sorveglianza e vaccinazione al centro della prevenzione

Il caso irlandese mostra la difficoltà di individuare tempestivamente l’infezione quando gli animali non manifestano sintomi evidenti. Per questa ragione, il Ministero ha richiamato l’importanza di sottoporre ai laboratori veterinari regionali anche le mortalità non spiegate.

Agli allevatori che non hanno ancora vaccinato viene raccomandato di valutare insieme al proprio veterinario l’opportunità di procedere all’immunizzazione. In Irlanda sono disponibili tre vaccini autorizzati contro il BTV-3 e la vaccinazione è indicata dalle autorità come la misura più efficace per proteggere gli animali dalla malattia.

La bluetongue è una malattia virale non contagiosa trasmessa principalmente dai moscerini del genere Culicoides. Colpisce i ruminanti domestici e selvatici, con manifestazioni generalmente più severe negli ovini, ma può determinare sintomi clinici e perdite produttive anche nei bovini.

Le autorità sanitarie ribadiscono che il virus non si trasmette alle persone e che carne e latte provenienti dagli animali non rappresentano un rischio per il consumatore. Le conseguenze principali riguardano invece la salute e il benessere degli animali, i costi della sorveglianza e della vaccinazione e le possibili limitazioni alle movimentazioni e agli scambi commerciali.

L’elevato numero di allevamenti coinvolti nel Regno Unito, le oltre 2.300 segnalazioni ancora in attesa di esito e la nuova infezione irlandese rendono pertanto necessario seguire con attenzione l’evoluzione della situazione europea durante la fase stagionale di maggiore attività dei vettori.

Fonti

Da leggere - Agosto 2026

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