Vinacce nell’alimentazione bovina: economia circolare e valorizzazione delle razze autoctone
Uno studio condotto su vitelloni di razza Podolica e sui relativi incroci mostra che l’inclusione del 20% di vinacce nella dieta può migliorare la stabilità ossidativa e il profilo lipidico della carne, con risultati economici differenti in funzione del genotipo

L’utilizzo dei sottoprodotti agroindustriali nell’alimentazione animale è da sempre oggetto di ricerca scientifica e continua a essere di grande attualità, soprattutto nell’ottica dell’economia circolare, del benessere animale, della salute del consumatore e della tutela dell’ambiente, secondo il cosiddetto approccio One Health.
L’impiego di sottoprodotti come le vinacce rappresenta un’importante opportunità per ridurre l’impatto ambientale, contenere i costi di gestione aziendale e diminuire la dipendenza da materie prime di importazione costose o difficilmente reperibili.
Il nostro Gruppo di Ricerca studia da tempo questa possibilità, ponendo particolare attenzione all’approvvigionamento locale, alla stagionalità delle risorse e alla valorizzazione delle razze autoctone.
Le caratteristiche nutrizionali delle vinacce
I residui della filiera vitivinicola, le cosiddette grape pomace, sono costituiti da vinaccioli, bucce e raspi e risultano ricchi di carboidrati, proteine, acidi grassi polinsaturi (PUFA), fibra e polifenoli dotati di un’elevata attività antiossidante.
La loro inclusione nella dieta dei bovini di razza Podolica e dei relativi incroci può migliorare il benessere animale, l’efficienza alimentare della razione e le proprietà qualitative della carne.
Tra gli aspetti da considerare figurano tuttavia la varietà dell’uva, la concentrazione dei tannini e i processi di estrazione. Questi fattori possono influenzare l’appetibilità e il valore nutrizionale del sottoprodotto, rendendo necessaria una preventiva caratterizzazione chimica e nutrizionale.
Lo studio su Podolica e incroci
Questa tematica è stata affrontata in uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Frontiers in Animal Science, dal titolo “Grape pomace in diets for Podolian and crossbred young bulls: effects on growth performance, meat quality, and economic analysis of meat production”.
Il lavoro ha valutato gli effetti dell’inclusione del 20% di vinacce (grape pomace, GP), ottenute da uve della varietà Primitivo, nella dieta di bovini di razza Podolica e di incroci F1 Limousine × Podolica (L × P) e Marchigiana × Podolica (M × P).
Sono state analizzate le performance di crescita, la qualità della carcassa e le caratteristiche qualitative della carne. Allo studio è stata affiancata un’analisi economica volta a stimare i vantaggi derivanti dall’incrocio e dall’integrazione della dieta con questo sottoprodotto nella produzione di carne bovina.
Gli effetti sulla stabilità ossidativa della carne
Sul piano qualitativo, l’inclusione delle vinacce nella dieta ha ridotto (p < 0,05) la concentrazione di malondialdeide (MDA) nella carne di tutti i genotipi, confermando l’attività antiossidante del sottoprodotto.
La frollatura, condotta per 3, 9 e 14 giorni, ha determinato una progressiva riduzione dello sforzo al taglio nella carne sia cruda sia cotta. Tale parametro è risultato comunque maggiore (p < 0,05) nei bovini Podolici rispetto ai due incroci.
Il contenuto di MDA è invece aumentato (p < 0,05) durante la conservazione, indipendentemente dalla dieta e dal genotipo.
Un profilo lipidico più favorevole
Dal punto di vista del profilo lipidico, la dieta contenente vinacce ha determinato una riduzione (p < 0,05) della concentrazione di acido palmitico, acidi grassi saturi totali e acidi grassi monoinsaturi totali.
Parallelamente, in tutti i genotipi analizzati sono aumentati (p < 0,01) l’acido linoleico, gli acidi grassi polinsaturi totali e gli omega-6 totali. È stato inoltre osservato un incremento dei CLA totali (p < 0,05).
I risultati dell’analisi economica
Sul piano economico, il tasso di variazione associato all’impiego delle vinacce è risultato negativo per i bovini M × P, mentre ha mostrato valori positivi negli altri due genotipi.
Il risultato è variato dallo 0,46% nei bovini Podolici al 2,00% negli incroci L × P, evidenziando come la convenienza economica dell’integrazione alimentare possa dipendere anche dal genotipo considerato.
Una strategia per valorizzare sottoprodotti e razze autoctone
Questo studio preliminare conferma l’utilità dell’inclusione delle vinacce nella dieta dei bovini da carne, evidenziando benefici concreti in termini di economia circolare, produzione e qualità della carne.
I risultati rafforzano inoltre l’impegno del nostro Gruppo di Ricerca nella valorizzazione sostenibile dei sottoprodotti agroindustriali e delle razze bovine autoctone, pur sottolineando la necessità di valutare attentamente le caratteristiche nutrizionali della matrice utilizzata e la risposta dei diversi genotipi.
Fonte
La presente nota è una sintesi dell’articolo scientifico:
Giannico F., Petrontino A., Bozzo F., Karatosidi D., Selvaggi M., Carbonara C., Tarricone S., Ragni M., Colonna M.A. (2025). “Grape pomace in diets for Podolian and crossbred young bulls: effects on growth performance, meat quality, and economic analysis of meat production”. Frontiers in Animal Science, Volume 6. https://doi.org/10.3389/fanim.2025.1547585

















































































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