Oli essenziali di rosmarino e aglio nella dieta degli agnelli: risposta produttiva e qualità della carne

I risultati di una ricerca di Cavalheiro Junior et al. (2026) che ha valutato l’impiego di diverse dosi di olio essenziale di rosmarino e aglio in agnelli alimentati con diete ad alta concentrazione energetica

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2 Ottobre, 2026

L’intensificazione dei sistemi di allevamento ovino ha portato, negli ultimi decenni, a un crescente utilizzo di diete ad alta concentrazione energetica con l’obiettivo di migliorare la velocità di crescita degli animali, aumentare la resa produttiva e soddisfare la crescente domanda mondiale di proteine di origine animale (Alao et al., 2017; Bettencourt et al., 2020). Tuttavia, l’elevato impiego di concentrati nelle diete dei ruminanti può alterare profondamente l’equilibrio delle fermentazioni ruminali, favorendo l’insorgenza di disturbi metabolici, riducendo l’efficienza digestiva e compromettendo il benessere animale (Zhang et al., 2024).

Per questo motivo, la ricerca scientifica si è orientata verso l’individuazione di additivi naturali capaci di migliorare le prestazioni produttive senza ricorrere ad antibiotici o promotori di crescita sintetici. Tra le alternative più studiate vi sono gli oli essenziali estratti da piante aromatiche e medicinali, grazie alle loro proprietà antimicrobiche, antiossidanti e modulatrici del microbiota ruminale (Iommelli et al., 2025).

Olio essenziale di aglio e di rosmarino: indagine sui loro effetti

In questo contesto, l’olio essenziale di aglio (Allium sativum) e quello di rosmarino (Rosmarinus officinalis) hanno attirato particolare interesse per la loro capacità di influenzare positivamente i processi fermentativi nel rumine e migliorare l’utilizzazione dei nutrienti. Diversi studi hanno suggerito che tali composti bioattivi possano contribuire a incrementare l’efficienza alimentare, ridurre la produzione di metaboliti indesiderati e favorire le performance nei piccoli ruminanti (Andri et al., 2020; Soltan et al., 2018). Studi in vitro hanno evidenziato come gli oli essenziali di aglio e rosmarino sono in grado di modificare la degradazione dei carboidrati e i processi fermentativi ruminali in diete con differenti rapporti foraggio/concentrato (Cavalheiro Junior et al., 2021). Tuttavia, i risultati presenti in letteratura risultano ancora contrastanti, soprattutto per quanto riguarda il dosaggio ottimale e gli effetti concreti sulle caratteristiche della carcassa e sulla qualità della carne.

Recentemente, Cavalheiro Junior et al. (2026) hanno portato avanti una ricerca per valutare gli effetti della supplementazione alimentare con oli essenziali di aglio e rosmarino sulle prestazioni produttive, sulle caratteristiche della carcassa e sulla qualità della carne di agnelli allevati con diete ad alto tenore energetico.

Lo studio: trentacinque agnelli e cinque gruppi alimentari

Lo studio è stato condotto utilizzando trentacinque agnelli maschi meticci Texel × Dorper × Santa Inês, allevati per 105 giorni, suddivisi in cinque gruppi alimentari, dove le diete differivano solo per i livelli di inclusione degli oli essenziali. Tutte le diete sono state formulate in modo da essere isoenergetiche e isoproteiche, con un rapporto foraggio/concentrato pari a 30:70. L’olio essenziale di aglio era composto principalmente da diallil disolfuro e altri composti solforati, mentre quello di rosmarino da elevate quantità di 1,8-cineolo, canfora e α-pinene, sostanze note per le loro proprietà biologiche.

I risultati hanno evidenziato come l’effetto più favorevole è stato ottenuto integrando alla dieta standard dosi ridotte di olio essenziale di rosmarino (86 mg/kg di sostanza secca). Gli agnelli alimentati con questa dieta hanno mostrato un incremento ponderale medio giornaliero significativamente superiore rispetto al gruppo di controllo, raggiungendo circa 193 grammi al giorno contro i 132 degli animali con la dieta senza integrazione di olio essenziali. Anche l’efficienza alimentare è migliorata, con un indice di conversione alimentare inferiore. Inoltre, gli animali trattati con basse dosi di olio essenziale di rosmarino hanno mostrato un maggiore consumo di sostanza secca nelle ultime fasi della prova sperimentale, suggerendo una migliore adattabilità metabolica e digestiva alla dieta.

Gli autori (Cavalheiro Junior et al., 2026) ipotizzano come bassi dosaggi di olio essenziale di rosmarino nella dieta possano modulare favorevolmente il microbiota ruminale, migliorando la degradazione dei carboidrati e l’utilizzo dell’energia, mentre concentrazioni eccessive potrebbero esercitare effetti antimicrobici troppo marcati, danneggiando anche i microrganismi utili alla digestione della fibra. Questa interpretazione è coerente con quanto riportato da Cavalheiro Junior et al. (2021), che in una precedente prova sperimentale avevano osservato una risposta quadratica della fermentazione ruminale all’impiego dell’olio essenziale di rosmarino, e con Cobellis et al. (2016), secondo cui gli oli essenziali di rosmarino possono modificare selettivamente la popolazione microbica del rumine aumentando i batteri fibrolitici e riducendo gli archei metanogeni. Anche Dorantes-Iturbide et al. (2022) hanno evidenziato come i terpeni presenti nel rosmarino, quali 1,8-cineolo e α-pinene, siano in grado di modulare l’attività microbica ruminale.

Risultati osservati

Nel corso della prova sperimentali gli autori (Cavalheiro Junior et al., 2026) hanno osservato una progressiva riduzione dell’incremento ponderale, fenomeno ritenuto fisiologico durante la crescita degli agnelli. Tuttavia, gli effetti positivi dell’olio essenziale di rosmarino sono diventati particolarmente evidenti dopo i primi trenta giorni di trattamento, suggerendo che l’azione dei composti bioattivi dell’olio essenziale sia graduale e richieda tempo per modificare stabilmente la popolazione microbica ruminale e i processi fermentativi. Gli autori (Cavalheiro Junior et al., 2026) collegano tale risposta ritardata alla complessa composizione chimica dell’olio essenziale di rosmarino, come in parte osservato in polli da carne la cui dieta era stata integrata con miscele di estratti vegetali (Sampath et al., 2025). Al contrario, le diete integrate con olio essenziale di aglio, sia ad alte sia a basse dosi, non hanno determinato miglioramenti statisticamente significativi rispetto al controllo per quanto riguarda le prestazioni produttive.

Questo risultato differisce parzialmente da alcuni studi precedenti che avevano riportato effetti positivi degli oli essenziali di aglio sulla digeribilità e sull’efficienza alimentare nei ruminanti (Yang et al., 2007; Barreto-Cruz et al., 2023), ma conferma quanto osservato da Canbolat et al. (2021), secondo cui l’olio essenziale di aglio può modificare alcuni parametri metabolici senza necessariamente migliorare la crescita animale. Gli autori (Cavalheiro Junior et al., 2026) ipotizzano quindi che le concentrazioni utilizzate nello studio non siano state sufficienti per produrre effetti evidenti sulle performance di crescita.

Influenza sulla carne

Per quanto riguarda le caratteristiche della carcassa, la dieta con bassa dose di olio di rosmarino ha determinato i risultati migliori. Gli animali di questo gruppo hanno raggiunto il peso finale più elevato e hanno prodotto carcasse più pesanti. Tuttavia, le rese al macello non sono risultate differenti tra i trattamenti, indicando che l’aumento del peso corporeo si è tradotto principalmente in una maggiore deposizione di tessuto senza modificare la proporzione complessiva della carcassa.

Risultati simili erano stati riportati da Aouadi et al. (2014), che avevano attribuito il maggiore peso delle carcasse di agnelli alimentati con olio essenziale di rosmarino a un miglior metabolismo energetico e a una maggiore stabilità ossidativa. Gli autori collegano inoltre i loro risultati alle osservazioni di Arteaga-Wences et al. (2021), secondo cui l’aumento del peso assoluto della carcassa non implica necessariamente variazioni nelle rese di macellazione.
Anche lo spessore del grasso sottocutaneo è aumentato negli animali trattati con basse dosi di rosmarino, dato coerente con la migliore crescita osservata. Tuttavia, altri parametri muscolari, come area del muscolo Longissimus lumborum, profondità e larghezza muscolare, non hanno mostrato differenze significative tra i trattamenti, mantenendosi in linea con i valori riportati in letteratura per agnelli allevati in sistemi intensivi (Alba et al., 2021).

Nonostante i miglioramenti produttivi, gli oli essenziali non hanno influenzato significativamente la qualità della carne. Il pH finale, il colore e i parametri che valutano l’ossidazione lipidica sono rimasti simili in tutti i gruppi sperimentali e rientravano nei valori considerati normali per la carne ovina (Shija et al., 2013). Anche Rivaroli et al. (2016), studiando miscele di oli essenziali di rosmarino e aglio nei bovini da carne, hanno osservato effetti limitati sulle caratteristiche qualitative della carne, pur segnalando una riduzione dell’ossidazione lipidica, ma con dosaggi differenti. Cetin et al. (2023) hanno inoltre suggerito che il rosmarino possa essere più efficace nel migliorare i parametri antiossidanti che non le performance produttive, evidenziando la necessità di ulteriori studi per individuare i dosaggi ottimali nei ruminanti.

Conclusioni

Gli autori concludono sottolineando come l’olio essenziale di rosmarino, utilizzato a basse dosi, rappresenta un promettente additivo naturale per i sistemi intensivi di ingrasso in agnelli alimentati con diete ad alta concentrazione energetica. La sua capacità di migliorare la crescita, l’efficienza alimentare e il peso della carcassa senza compromettere la qualità della carne lo rende una possibile alternativa sostenibile ai promotori di crescita convenzionali. Al contrario, l’olio essenziale di aglio non ha mostrato effetti significativi nelle condizioni sperimentali adottate. Lo studio evidenzia inoltre l’importanza di definire accuratamente i dosaggi ottimali degli oli essenziali, poiché la risposta degli animali appare fortemente dipendente dalla concentrazione e dalla composizione chimica dei composti impiegati.

La presente nota è una sintesi del seguente lavoro scientifica, in cui viene riportata tutta la letteratura citata: Elias Rodrigues Cavalheiro Junior, Wellington Felipe Caetano, Kawane Dias da Silva, Erica Regina Rodrigues, Guilherme Agostinis Ferreira, Angela Rocio Poveda Parra, Ivone Yurika Mizubuti, Rodolpho Martin Do Prado, Odimári Pricila Prado Calixto. Effects of garlic and rosemary essential oils on growth performance, carcass traits, and meat quality of lambs fed high-concentrate diets Small Ruminant Research (2026), 107813.

https://doi.org/10.1016/j.smallrumres.2026.107813 

Autore

Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

 

Da leggere - Settembre 2026

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