Mortalità e morbilità dei vitelli da latte: i fattori prenatali che le influenzano
Una revisione sistematica della letteratura pubblicata tra il 2000 e il 2024 ha valutato l’influenza di sei fattori materni — stress da calore, alimentazione, body condition score, vaccinazione, numero di parti e gravidanza gemellare — su trasferimento passivo di immunoglobuline, morbilità e mortalità dei vitelli. L’obiettivo è offrire evidenze solide per orientare le scelte gestionali in gestazione e ridurre le perdite neonatali negli allevamenti da latte

Negli ultimi decenni la mortalità e la morbilità neonatale dei vitelli da latte sono divenute non solo un indicatore di benessere animale, ma anche un parametro chiave per la sostenibilità economica degli allevamenti. Le cause di queste perdite, spesso multifattoriali, iniziano ben prima del primo respiro del vitello. Una revisione sistematica appena pubblicata su Animals ha analizzato ventiquattro anni di letteratura scientifica per chiarire quanto sei variabili prenatali — stress da caldo della madre, alimentazione, body condition score (BCS), vaccinazione in gestazione, numero di parti e gravidanza gemellare — incidano sui principali esiti sanitari del neonato: trasferimento passivo di immunoglobuline, morbilità e mortalità perinatale o pre-svezzamento.
Obiettivi dello studio
Il lavoro, condotto secondo le linee guida Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses (PRISMA)-P, mirava a rispondere a una domanda pratica, ovvero, quali tra i fattori prenatali esaminati hanno un ruolo documentato — e con quale forza di evidenza — sugli indicatori sanitari del vitello? La risposta è stata ricavata selezionando, fra oltre 2.000 titoli, 95 risultati finali, di cui 11 riferiti allo stress termico, 21 alla nutrizione, 11 al BCS, 11 alla vaccinazione, 23 al numero di parti e 18 alla gemellarità.

Fig. 1 – Diagramma di flusso per la revisione sistematica degli studi che indagano l’effetto dello stress da calore sulla morbilità e mortalità dei vitelli, che mostra il numero di studi selezionati, valutati per l’idoneità e inclusi nella revisione sistematica
Materiali e metodi
La ricerca ha considerato studi osservazionali e sperimentali pubblicati tra il 2000 e il 2024, limitati alle zone climatiche temperate-umide e continentali (C e D di Köppen-Geiger), per garantire omogeneità gestionale. I risultati sono stati raggruppati in quattro classi: mortalità perinatale (0-48 h), mortalità fino allo svezzamento, morbilità (fino a 6-8 settimane) e adeguatezza del trasferimento dell’immunità passiva. Le definizioni temporali seguono Compton et al. (2017).
Risultati
Stress da caldo materno
Undici studi descrivono una correlazione coerente fra temperature elevate in asciutta e minore assorbimento di IgG nel vitello; ogni aumento di un punto dell’indice THI si traduce in un decremento medio del 14% nell’efficienza di trasferimento passivo. Gli autori collegano il fenomeno a una ridotta qualità del colostro e a modifiche placentari che riducono la vitalità neonatale, pur senza osservare un aumento diretto della mortalità.
Alimentazione durante la gestazione
Ventuno articoli coprono un ventaglio che va dai deficit energetici agli integratori di metionina, ω-3 o oligoelementi. Le carenze marcate (≤ 75 % del fabbisogno negli ultimi tre mesi) raddoppiano il rischio di diarrea entro il terzo mese di vita; al contrario, le supplementazioni migliorano in media il trasferimento passivo, ma l’eterogeneità dei protocolli impedisce di definire un “gold standard” nutrizionale.
Body condition score al parto
Il BCS compreso tra 3,25 e 3,75 resta la fascia ottimale: valori inferiori o superiori sono associati a un incremento di mortalità perinatale, con un rapporto di probabilità (odds ratio – OR) rispettivamente di 3,4 e 2 in uno studio tedesco su oltre 13.000 vacche. Al di là dei numeri, il dato suggerisce che la condizione corporea è un proxy della resilienza metabolica della vacca e, di riflesso, del suo colostro.
Vaccinazione delle madri
Gli undici studi dedicati mostrano risultati più sfumati. La vaccinazione contro i patogeni diarroici riduce la mortalità nei primi 21 giorni solo se accompagnata da una somministrazione prolungata di latte di transizione; in caso contrario, l’effetto si attenua o scompare. Contro la BRD, invece, un vaccino vivo attenuato somministrato alla bovina dimezza sia le morti da polmonite sia la mortalità complessiva fino allo svezzamento.
Numero di parti
Il numero di parti si conferma un fattore oscillante: i rischi minori di mortalità perinatale emergono in seconda e terza lattazione, mentre salgono nelle primipare (per inesperienza e maggiori distocie) e, di nuovo, nelle pluripare anziane per decadimento fisiologico. Inoltre, qualche studio segnala un’incidenza leggermente inferiore di diarrea nei vitelli da primipare, ipotizzando minori stress metabolici gestazionali.
Gravidanza gemellare
Fra tutti i fattori, la gemellarità mostra il rapporto di probabilità (odds ratio – OR) più impressionante: il rischio di morte entro 24-48 h può crescere da 2 a oltre 13 volte secondo il contesto. Anche la mortalità fino allo svezzamento risulta più alta (OR ≈ 1,7); il trasferimento passivo risente della minore vitalità e del maggiore rischio di distocie.
Discussione
La revisione ribadisce il concetto cardine che la salute del vitello si costruisce già in utero. Alcuni determinanti, come il BCS e lo stress termico, dipendono da scelte gestionali modificabili; altri, come la gemellarità, richiedono strategie di sorveglianza e assistenza mirate. Interessante notare come la qualità del colostro resti l’anello di congiunzione fra buona parte dei fattori positivi o negativi. La vaccinazione emerge efficace solo se inserita in un protocollo che garantisca un’assunzione sufficiente di colostro ricco di anticorpi.
Conclusioni pratiche
Un’interpretazione integrata dei dati porta a raccomandare interventi “mirati e preventivi” piuttosto che azioni correttive post-nascita. Mantenere il BCS entro la finestra ideale, programmare l’asciutta in ambienti termo-neutrali, calibrare la razione in energia e micronutrienti e individuare tempestivamente le gravidanze gemellari sono tutte azioni che consentono di ridurre sensibilmente le perdite neonatali. In quest’ottica, la revisione fornisce non solo evidenze, ma anche una bussola gestionale per gli allevatori che mirano a un miglioramento continuo.
Fonte: Trzebiatowski L, Wehrle F, Freick M, Donat K, Wehrend A. Fattori prenatali che influenzano la morbilità e la mortalità dei vitelli nei bovini da latte: una revisione sistematica della letteratura (2000-2024). Animals. 2025; 15(12):1772. https://doi.org/10.3390/ani15121772















































































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