Carne e latticini spingono l’indice FAO dei prezzi alimentari. Cereali: produzione globale verso un nuovo record

L'andamento dell'indice dei prezzi alimentari della FAO nel mese di giugno 2025

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9 Luglio, 2025

Nel mese di giugno 2025, l’Indice FAO dei prezzi alimentari ha registrato una media di 128,0 punti, segnando un incremento dello 0,5% rispetto a maggio. A trainare questa crescita sono stati i rincari nei settori della carne, dei latticini e degli oli vegetali, che hanno compensato i ribassi dei prezzi di cereali e zucchero. Rispetto a un anno fa, l’indice risulta superiore del 5,8%, ma si mantiene comunque ben al di sotto del picco di marzo 2022.

Per i cereali, l’indice ha registrato una flessione dell’1,5% su base mensile, riflettendo in particolare la forte disponibilità di mais da Argentina e Brasile. Anche i prezzi internazionali di sorgo e orzo sono calati, mentre quelli del grano hanno mostrato un aumento legato alle preoccupazioni per le condizioni meteorologiche in alcune zone dell’Unione Europea, della Federazione Russa e degli Stati Uniti. In leggera diminuzione anche i prezzi del riso, soprattutto per le varietà Indica, a causa di una domanda meno dinamica.

Secondo il nuovo bollettino mensile della FAO, la produzione cerealicola mondiale nel 2025 potrebbe toccare il massimo storico di 2.925 milioni di tonnellate, con un aumento del 2,3% rispetto al 2024. Le stime sono state riviste al rialzo grazie a prospettive migliori per grano, mais e riso. La produzione di grano beneficia di rese superiori alle attese in India e Pakistan, mentre quella di mais è sostenuta dalle buone condizioni in Brasile e da un’estensione delle superfici seminate in India, che compensano i cali attesi in Ucraina e UE. Anche per il riso si prevedono volumi record, grazie al contributo di India, Bangladesh, Pakistan e Vietnam, nonostante le contrazioni previste in Iraq e negli Stati Uniti.

La variabile climatica rimane però cruciale: temperature elevate e condizioni di siccità in alcune aree chiave potrebbero incidere negativamente sulle rese, in particolare nel caso del mais. Sul fronte della domanda, il consumo globale di cereali è previsto in crescita, così come il livello delle scorte mondiali, che potrebbero raggiungere gli 889,1 milioni di tonnellate entro la fine della campagna 2025/26. Il commercio globale è stimato in aumento dell’1,2%, con un nuovo massimo storico atteso per il commercio di riso.

Nel comparto carni, l’indice ha segnato un incremento del 2,1% rispetto a maggio, toccando un nuovo massimo storico. In crescita i prezzi internazionali di carni bovine, suine e ovine, mentre prosegue il calo di quelli della carne di pollame. Il rialzo riflette una domanda sostenuta a fronte di un’offerta limitata in alcune aree produttive.

Anche l’indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è aumentato, seppur in misura più contenuta (+0,5%). In evidenza l’ulteriore rincaro del burro, che ha raggiunto il massimo storico a causa della scarsità di scorte in Oceania e UE, unita alla persistente domanda asiatica. I prezzi del formaggio sono aumentati per il terzo mese consecutivo, mentre si sono ridotti quelli del latte in polvere, penalizzati da una domanda globale debole e da un’offerta abbondante.

Se da un lato le previsioni produttive per i cereali offrono una certa solidità sul fronte dell’approvvigionamento globale, dall’altro l’aumento dei prezzi di carne e latticini introduce elementi di tensione sui mercati internazionali, con possibili ripercussioni lungo l’intera filiera.

Infine, il Sistema Informativo sui Mercati Agricoli (AMIS) della FAO ha dedicato il suo ultimo Market Monitor alle riserve strategiche di cereali, sottolineando la necessità di mantenerle semplici, mirate e ben gestite per rafforzare la sicurezza alimentare globale in un contesto ancora esposto a forti incertezze.

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