Agricoltura al collasso: la tempesta perfetta tra rincari energetici e tensioni geopolitiche

Le Organizzazioni Agricole lanciano l'allarme chiedendo all'UE interventi immediati e rapidi cambi di direzione

9 Aprile, 2026

Il settore agricolo europeo si trova oggi immerso in una fase di profonda crisi politica globale, dove la combinazione di tensioni geopolitiche, rincari energetici e criticità nelle catene di approvvigionamento sta portando molte aziende sull’orlo del collasso.

Le tensioni internazionali, in particolare i conflitti in Medio Oriente e le criticità nello stretto di Hormuz, hanno innescato una drastica impennata dei costi dei fattori produttivi. Non solo energia: i rincari riguardano fertilizzanti (che rappresentano fino al 30% dei costi aziendali), gasolio agricolo (aumenti fino al 100%), materiali di imballaggio e logistica. Come sottolinea il settore, questa situazione mette a rischio non solo la redditività delle imprese, ma anche la sicurezza alimentare dell’Unione Europea.

Di fronte a questa emergenza, le principali organizzazioni di categoria hanno assunto posizioni decise, chiedendo interventi immediati e un cambio di rotta nelle politiche continentali.

Copagri: l’allarme per semine e caro-carburante

Tommaso Battista, presidente della Copagri, ha evidenziato l’impatto dei rincari su operazioni stagionali fondamentali:

“Proprio il gasolio agricolo, insieme ai fertilizzanti, rappresenta la principale voce di bilancio di un’azienda agricola. Questi due fondamentali fattori produttivi costituiscono, da soli, circa la metà dei costi di produzione mediamente sostenuti nel Primario”.

Commentando l’aumento dei prezzi dovuto alla crisi in Medio Oriente, Battista ha aggiunto:

“Basti pensare che dall’inizio della guerra in Medio Oriente il costo del gasolio agricolo si è impennato di circa il 55-60%, passando da 85-90 centesimi al litro a 1,45 euro al litro”.

Pur accogliendo con favore il credito d’imposta al 20% introdotto dal governo, Battista avverte che la situazione finanziaria degli agricoltori resta critica.

Coldiretti: “Priorità al cibo, non alle armi”

Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha criticato apertamente la gestione europea della crisi, affermando:

“La guerra è già entrata nelle nostre case ed è inutile far finta di niente. Bastano pochi giorni di tensione nello stretto di Hormuz per bloccare le navi e far salire i prezzi. Noi non accettiamo questo stato di cose. A pagare sono sempre i lavoratori della terra”.

Gesmundo ha inoltre sottolineato il paradosso degli investimenti militari a scapito del settore primario:

“Si stanno spendendo migliaia di miliardi per gli armamenti mentre si mette a rischio la sicurezza alimentare. Ma senza cibo non c’è sicurezza (…) L’Europa deve scegliere se investire sulla guerra o sulla sicurezza alimentare”.

Confagricoltura e Copa-Cogeca: urgente un Piano Straordinario Europeo

Confagricoltura, in collaborazione con il coordinamento europeo Copa-Cogeca, sottolinea l’urgenza di un “Piano emergenziale di supporto alla produttività dell’Unione”, chiedendo interventi immediati su aspetti come liquidità, semplificazione normativa  e diversificazione energetica tramite incentivazione delle agroenergie. Nel documento completo, presentato nei giorni scorsi da Copa e Cogeca, sono state delineate delle misure concrete a livello UE per affrontare la crisi dei fertilizzanti e garantire la stabilità del mercato a lungo termine.

“Le misure immediate comprendono la sospensione del CBAM (meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) per i fertilizzanti e la mitigazione del suo impatto sui costi, nonché la sospensione delle tariffe e delle misure antidumping sulle importazioni di fertilizzanti”.

Inoltre si chiede di modificare la direttiva sui nitrati per consentire un uso più flessibile di letame e digestato, riducendo la dipendenza dai concimi sintetici e rafforzando l’autonomia strategica dell’intera Unione europea.

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