Agriturismo e multifunzionalità: cosa emerge dal rapporto Ismea 2026
Un settore che supera 1,9 miliardi di euro e punta su innovazione, inclusione sociale e valorizzazione delle produzioni locali

Il “Rapporto Agriturismo e Multifunzionalità 2026“, giunto alla sua ottava edizione e realizzato nell’ambito delle attività della Rete PAC, si conferma come lo strumento di analisi fondamentale per comprendere l’evoluzione del settore agricolo verso servizi extra-agricoli. Il documento offre una panoramica completa dei dati economici del 2024, evidenziando la solidità di un comparto che ha saputo adattarsi alle incertezze globali, integrando ospitalità, sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni locali. Attraverso il monitoraggio degli interventi di sviluppo rurale e delle novità normative, il report delinea un sistema produttivo sempre più articolato, capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e culturale per i territori.
Impatto economico di agriturismo e attività secondarie sull’agricoltura italiana
Nel 2024, il sistema agricolo italiano ha confermato una crescita sostenuta, con una produzione che ha superato i 72 miliardi di euro (+2,5% rispetto al 2023). In questo contesto, le attività connesse si sono rafforzate come pilastro strategico: le sole attività secondarie (agriturismo, energie rinnovabili, vendita diretta) valgono 5,13 miliardi di euro. L’agriturismo si conferma il segmento più rilevante, raggiungendo il valore record di 1,934 miliardi di euro, con un incremento del 3,3% su base annua e di oltre il 140% rispetto al 2020. Grazie a questi risultati, l’Italia consolida la propria leadership europea, rappresentando il 24,9% del valore totale UE delle attività secondarie agricole.
Andamento di offerta e domanda agrituristica nazionale e internazionale
L’offerta agrituristica italiana continua a espandersi, contando 26.360 aziende autorizzate nel 2024 (+7,3% rispetto al 2019). La crescita è trainata dalla Sicilia (+8,9%), sebbene Toscana e Provincia di Bolzano detengano ancora oltre un terzo delle strutture nazionali. Parallelamente, la domanda ha registrato massimi storici con 4,7 milioni di arrivi e 17,2 milioni di presenze. Un dato particolarmente significativo è l’alto tasso di internazionalizzazione: la componente straniera rappresenta ormai il 62% dei pernottamenti totali. L’offerta si è evoluta verso forme integrate: il 64% delle aziende propone almeno due servizi, combinando spesso l’alloggio con attività ricreative, sportive o ristorazione.
Ruolo di agricoltura sociale e fondi della PAC nello sviluppo del settore
Il report evidenzia una crescita straordinaria per l’agricoltura sociale, con 483 operatori iscritti agli elenchi regionali nel 2025, segnando un +47,7% rispetto all’anno precedente. Anche le fattorie didattiche, sebbene con un lieve calo congiunturale, mantengono un trend positivo nel quinquennio (+2,3% annuo). Questo sviluppo è sostenuto in modo determinante dalle risorse della PAC: l’intervento SRD03 del PSP 2023-2027 ha già messo a bando oltre 190 milioni di euro nel triennio 2023-2025, pari a circa il 70% della spesa pubblica programmata per l’intero quinquennio (280 milioni). Tali investimenti sono finalizzati a rafforzare la multifunzionalità, favorendo l’inclusione sociale e la rigenerazione delle aree interne
Le regioni con l’offerta agrituristica maggiore
L’offerta agrituristica italiana è guidata prevalentemente dalle regioni del Centro-Nord, con una forte spinta verso la diversificazione dei servizi offerti. Di seguito sono indicati i dettagli sulle regioni leader e le tipologie di offerta prevalenti:
Le regioni leader per numero di strutture si confermano Toscana e Provincia Autonoma di Bolzano, pilastri storici del settore che detengono, da sole, oltre un terzo delle aziende agrituristiche italiane (circa 9.300 strutture, pari al 35% del totale nazionale). Si distinguono, poi, dei poli secondari interessanti: sette regioni superano la soglia delle mille aziende autorizzate: Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e Marche; mentre per quel che riguarda il Mezzogiorno si distingue la Sicilia per l’incremento più marcato del numero di aziende tra il 2023 e il 2024 (+8,9%), seguita da Basilicata e Campania.

Servizi e modelli di offerta
L’offerta si è evoluta verso modelli integrati: il 64% delle aziende propone almeno due servizi e il 28% ne offre tre o più. Tra i servizi più diffusi troviamo:
- Alloggio e attività ricreative: è la combinazione più diffusa a livello nazionale, presente nel 40% delle aziende In questo ambito, Toscana, Piemonte e Lombardia guidano per numero di strutture che integrano anche la fattoria didattica.
- Ristorazione e degustazione: circa il 36% delle aziende abbina l’alloggio alla ristorazione. Il report segnala un “boom” per i servizi di degustazione dal 2010 a oggi, con una crescita del 75,9%.
- Fattorie didattiche: il Veneto è la regione con il maggior numero di fattorie didattiche riconosciute (485), seguita da Campania (311) ed Emilia-Romagna (304).
- Agricoltura Sociale: in questo segmento specifico, la Liguria è in testa con 102 operatori, seguita dalle Marche (84) e dal Friuli Venezia Giulia (66)
Specializzazioni territoriali
- Sostenibilità e biologico: la Valle d’Aosta guida la classifica per quota di agriturismi biologici (54%), seguita dalla Calabria (53%)
- Prodotti a Indicazione Geografica (IG): quasi il 70% degli agriturismi della Valle d’Aosta è coinvolto in produzioni DOP o IGP, con alte percentuali anche in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana.
- Wellness e innovazione: alcune regioni stanno aggiornando le normative per includere nuovi servizi. Ad esempio, il Friuli Venezia Giulia ha recentemente introdotto la categoria “benessere delle persone” (saune, bagni di fieno, forest bathing), mentre l’Umbria ha disciplinato soluzioni innovative come le bubble room e le case sugli alberi.
Nuovi obblighi normativi per le aziende agrituristiche
Il quadro normativo per le aziende agrituristiche ha subito importanti aggiornamenti tra la fine del 2024 e il corso del 2025, introducendo nuovi adempimenti sia a livello nazionale che regionale. Di seguito sono riportati i principali nuovi obblighi e le disposizioni legislative rilevanti:
Obblighi a livello nazionale
- Codice Identificativo Nazionale (CIN): per le aziende agrituristiche che offrono alloggio, è stato introdotto l’obbligo di indicare il CIN nella dichiarazione dei redditi. Questa disposizione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, mira a integrare i dati relativi alle attività turistico-ricettive nelle banche dati fiscali.
- Aggiornamento catastale per agricampeggi: dal 1° gennaio 2025, gli allestimenti mobili (come roulotte e case mobili) non sono più soggetti a censimento catastale individuale. Tuttavia, per compensare questa esclusione, il valore catastale delle aree ricettive all’aperto ha subito un incremento fino all’85%. I titolari avevano l’obbligo di presentare gli atti di aggiornamento entro il 15 dicembre 2025; la mancata ottemperanza comporta sanzioni amministrative che vanno da 1.032 a 8.264 euro.
- Adempimenti PNRR (Energia): le aziende che hanno beneficiato dei fondi per il Parco Agrisolare devono presentare la documentazione attestante il completamento, il collaudo e la rendicontazione dei progetti entro il 30 giugno 2026.
- Per quanto riguarda lo sviluppo del biometano e le pratiche ecologiche, sono stati fissati termini specifici per l’adozione delle misure, con bandi in scadenza a fine 2025.
Novità e obblighi a livello regionale
Molte regioni hanno aggiornato le proprie leggi per semplificare le procedure o normare nuovi servizi:
- Semplificazioni amministrative: la Liguria ha approvato nuove disposizioni che semplificano la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ed eliminano l’obbligo di comunicazione preventiva delle tariffe. Nel Lazio, sono state aggiornate le procedure per l’avvio delle attività, includendo la possibilità di gestire attività multi-imprenditoriali.
- Requisiti dei fabbricati: in Lombardia, è stato rafforzato il requisito della connessione fiscale e funzionale del fabbricato con l’azienda agricola, introducendo l’obbligo che il fondo comprenda il fabbricato da almeno tre anni. Il Veneto consente ora una deroga volumetrica una tantum (max 10% o 200 mc) per adeguamenti igienico-sanitari e rimozione di barriere architettoniche negli edifici esistenti.
- Approvvigionamento prodotti: nel Lazio è stata introdotta una nuova gerarchia obbligatoria per i prodotti usati nella ristorazione: precedenza ai prodotti aziendali, poi a quelli locali con accordi formali e infine a quelli certificati regionali.
- Nuove categorie di servizio: alcune regioni hanno formalizzato l’inclusione di nuovi servizi che ora devono rispettare specifiche norme autorizzative e igienico-sanitarie. Ad esempio, l’Umbria ha riconosciuto le “soluzioni innovative complementari” (come le bubble room o case sugli alberi) mentre il Friuli Venezia Giulia ha introdotto la categoria “benessere delle persone” (yoga, forest bathing, saune), che deve restare a uso esclusivo degli ospiti e connessa all’attività agricola.
- Infine, per quanto riguarda l’agricoltura sociale, molte regioni (tra cui Toscana, Calabria, Molise e Campania) hanno adeguato i requisiti per l’iscrizione agli elenchi regionali, rendendo obbligatoria la conformità alla legge quadro nazionale 141/2015.
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