Allergeni in etichetta: la Commissione del Codex Alimentarius approva nuove linee guida

Nuovi standard internazionali per allergeni, sicurezza microbiologica, spezie ed etichettatura alimentare, con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori e favorire un approccio armonizzato a livello globale

controlli alimenti
13 Luglio, 2026

Nell’ambito della 49ª sessione della Commissione del Codex Alimentarius, svoltasi a Ginevra, in Svizzera, dal 6 al 10 luglio 2026, sono state approvate delle nuove linee guida internazionali sull’uso dell’etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL). Un passo importante per i consumatori con allergie alimentari in tutto il mondo, verso un’armonizzazione delle diciture “può contenere” ed il ricorso a fondamenti scientifici.

Le allergie alimentari colpiscono circa il 4,3% della popolazione mondiale, con reazioni che vanno da sintomi lievi all’anafilassi, potenzialmente letale. Per milioni di consumatori, le avvertenze relative agli allergeni presenti sugli alimenti svolgono un ruolo fondamentale per decidere se un prodotto si può considerare sicuro da consumare. Tuttavia, le diciture “potrebbe contenere”, riportate nelle etichette, variano notevolmente a seconda dei prodotti e dei paesi ed il loro utilizzo rimane non regolamentato in molte parti del mondo. Di conseguenza, i consumatori si trovano spesso di fronte a informazioni contraddittorie che possono rendere difficile valutare il livello di rischio reale.

Sulla base di queste considerazioni, la Commissione ha ritenuto fondamentale adottare nuovi standard di sicurezza e qualità alimentare per aggiornare le linee guida del Codex. Le raccomandazioni inserite si basano su pareri scientifici elaborati attraverso sette consultazioni congiunte di esperti, convocate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’obiettivo perseguito è quello di fornire ai governi e all’industria alimentare un quadro scientifico comune per valutare i rischi legati agli allergeni e definire quando è giustificata un’etichettatura precauzionale. Di seguito una breve descrizione di alcuni degli standard introdotti.

Controllo di Listeria monocytogenes negli alimenti (CXG 61-2007)  

La Listeria (L.) monocytogenes è ubiquitaria, ovvero ampiamente diffusa negli ambienti agricoli, di acquacoltura e di trasformazione alimentare. Può persistere su attrezzature e superfici e crescere a temperature di refrigerazione. La listeriosi, la malattia causata dalla L. monocytogenes, presenta una serie di sintomi di gravità variabile. La forma meno grave è quella gastrointestinale non invasiva. Esiste una forma più grave, e persino potenzialmente letale, della malattia che si manifesta quando, in rari casi, si diffonde oltre l’intestino, raggiungendo il flusso sanguigno e altre parti del corpo. Alcuni gruppi di consumatori sono più suscettibili alla listeriosi, e in particolare alla forma grave, tra cui le donne in gravidanza e i loro bambini non ancora nati o appena nati, le persone con un sistema immunitario indebolito e gli adulti di età superiore ai 65 anni.

La revisione delle Linee guida del Codex sull’applicazione dei principi generali di igiene alimentare al controllo di Listeria monocytogenes negli alimenti fa seguito agli aggiornamenti apportati dal Gruppo di esperti congiunto FAO/OMS sulla valutazione del rischio microbiologico (JEMRA) alle proprie valutazioni del rischio di L. monocytogenes nei prodotti alimentari, tra cui melone a cubetti pronto al consumo (RTE), verdure surgelate e pesce affumicato a freddo RTE.

Le nuove linee guida puntano a fornire agli operatori del settore alimentare e alle autorità competenti un quadro di riferimento per il controllo di L. monocytogenes, con l’obiettivo primario di ridurre al minimo la probabilità di malattie derivanti dalla sua presenza negli alimenti. Vengono indicate misure di controllo che possono essere utilizzate, ove opportuno, per ridurre al minimo e/o prevenire la contaminazione e/o la crescita, e fornite indicazioni aggiornate sui programmi di monitoraggio ambientale e raccomandazioni per la caratterizzazione degli isolati e su come gli operatori del settore alimentare possono identificare gli alimenti a rischio.

Standard per le spezie derivate da frutta e bacche essiccate o disidratate – vaniglia

Il nuovo standard del Codex stabilisce requisiti di qualità specifici per cinque specie botaniche principali (tra cui Vanilla planifolia e Vanilla tahitensis). Originariamente parte di uno standard più ampio sulle spezie adottato nel 2024, la vaniglia è stata sviluppata in un documento autonomo data la sua importanza globale e le sue caratteristiche distintive. Lo standard non solo garantisce la sicurezza alimentare, ma anche un commercio globale equo e autentico.

Disposizioni in materia di etichettatura alimentare nelle situazioni di emergenza

La predisposizione di nuove linee guida relative all’etichettatura degli alimenti in situazioni di emergenza contribuiscono a garantire un approvvigionamento alimentare sicuro e adeguato durante le emergenze, fornendo principi e criteri decisionali generali. Sono destinate ad essere utilizzate esclusivamente dalle autorità competenti per determinare l’applicazione flessibile di uno o più requisiti di etichettatura degli alimenti in situazioni di emergenza, al fine di mantenere un approvvigionamento alimentare sicuro e adeguato. Garantiscono che le flessibilità in materia di etichettatura alimentare applicate dalle autorità competenti in tali situazioni di emergenza siano temporanee, giustificate, proporzionate e basate sul rischio, al fine di tutelare la salute dei consumatori e assicurare pratiche commerciali eque nel settore alimentare in situazioni di incertezza. Si sottolinea la necessità, nell’utilizzo dell’etichettatura flessibile, di proteggere le popolazioni vulnerabili, di evitare l’introduzione di rischi per la salute e di ottenere il consenso dei paesi importatori.

Fonti: FAO – Food and Agriculture Organization of the United Nation

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