Aumentare le visite volontarie al robot di mungitura tramite una corsia preferenziale: uno studio dell’Università di Belfast
Analisi dell’effetto di una corsia preferenziale su mungitura, riposo, stress e apprendimento in vacche a bassa competitività sociale o motoria.

IN BREVE
Lo studio qui proposto ha indagato l’effetto dell’inserimento di una corsia prioritaria per l’accesso al robot di mungitura di vacche zoppe (mobilità ≥2) o di basso rango (terzo inferiore della mandria), due categorie spesso penalizzate in questi sistemi automatici per la loro ridotta competitività. Sono state coinvolte 24 vacche, suddivise in 12 coppie abbinate per mobilità e/o rango, assegnate a un gruppo con accesso prioritario o a un gruppo di controllo. Altre 18 vacche senza accesso alla corsia sono state aggiunte per aumentare la competizione. I dati sono stati raccolti in quattro fasi (pretrattamento, addestramento, trattamento 1 e trattamento 2) per un totale di 15 settimane. Durante il trattamento 1, le vacche con accesso prioritario hanno effettuato più visite al robot (riuscite, non riuscite e totali) e più sessioni di riposo, ma non sono emerse differenze nei tempi di addestramento, nel cortisolo nel pelo, nel tempo totale di riposo o nella variabilità degli intervalli di mungitura. Nella trattamento 2, le vacche che hanno ottenuto l’accesso prioritario hanno aumentato le visite riuscite, mentre quelle che lo hanno perso non hanno mostrato cali. Le analisi hanno incluso regressioni lineari, modelli lineari misti generalizzati e test di Wilcoxon. In conclusione, la corsia prioritaria ha aumentato la frequenza delle visite al robot, suggerendo un possibile beneficio in termini di produttività, soprattutto in contesti di alta competizione, ma non ha mostrato effetti chiari su benessere o addestramento.
Introduzione
Nei sistemi di mungitura automatica (AMS), le vacche si recano spontaneamente al robot di mungitura, scegliendo quando mungersi, alimentarsi e riposare. Questo approccio aumenta l’autonomia animale, ma dipende fortemente dal comportamento volontario. Le vacche meno motivate o con minore capacità competitiva (zoppe, di basso rango sociale o primipare) possono essere svantaggiate, con visite meno frequenti o irregolari, aumento dello stress e cali nella produzione di latte. Inoltre, vacche molto motivate possono sovraffollare l’area del robot, ostacolando l’accesso di altre.
Questo studio ha valutato l’effetto di una corsia prioritaria – un ingresso aggiuntivo al robot riservato a vacche “ad alto rischio” – su accesso al robot, comportamento di riposo, cortisolo nel pelo e durata dell’addestramento. L’obiettivo era verificare se l’accesso privilegiato potesse migliorare benessere e produttività, riducendo lo stress da competizione.
Sono state coinvolte 24 vacche zoppe (mobilità ≥2) o di basso rango (ultimo terzo della gerarchia sociale), suddivise in 12 coppie abbinate per condizione. All’interno di ogni coppia, una vacca è stata assegnata al gruppo con corsia prioritaria, l’altra al gruppo di controllo. Per aumentare la competizione, sono state aggiunte 18 vacche alla mandria, senza accesso alla corsia. L’esperimento si è articolato in quattro fasi (pretrattamento, addestramento, trattamento 1 e trattamento 2) distribuite su 15 settimane. Nella fase 2, le vacche sono state riassegnate per testare l’effetto dell’acquisizione o perdita dell’accesso alla corsia.
I dati sono stati analizzati con modelli lineari misti generalizzati, regressione lineare e test di Wilcoxon. Le vacche con corsia prioritaria hanno mostrato più visite al robot (riuscite, non riuscite e totali) e più sessioni di riposo a letto durante il trattamento 1. Tuttavia, non sono emerse differenze nei tempi di addestramento, nei livelli di cortisolo, nella variabilità degli intervalli di mungitura o nel tempo totale di riposo. Nella fase 2, le vacche che hanno ottenuto accesso prioritario hanno aumentato le visite riuscite, mentre quelle che l’hanno perso non hanno mostrato un calo significativo.
In conclusione, l’accesso a una corsia prioritaria non ha influenzato direttamente gli indicatori di benessere né i tempi di addestramento, ma ha aumentato l’accesso al robot di mungitura, suggerendo un potenziale beneficio produttivo, soprattutto in contesti con forte competizione tra animali.
Materiali e metodi
Lo studio è stato condotto tra ottobre 2021 e febbraio 2022 presso l’AFBI di Hillsborough, Irlanda del Nord, su 42 vacche di razza Frisona in inizio lattazione (30 primipare, 12 pluripare). Dopo una fase di pretrattamento di 22 giorni, in cui sono stati valutati rango sociale (tramite analisi video delle interazioni competitive all’alimentazione e calcolo del punteggio Elo) e mobilità (scala AHDB a 4 punti), sono state selezionate 24 vacche con mobilità compromessa (score ≥2) o basso rango per formare 12 coppie abbinate per età, mobilità e rango. All’interno di ciascuna coppia, una vacca è stata assegnata al gruppo con accesso prioritario al robot di mungitura tramite una corsia con cancello di selezione controllato da un tag di identificazione a radiofrequenza ( gate RFID ), e l’altra al gruppo di controllo. Le 18 vacche restanti hanno costituito un gruppo di “sfondo” per aumentare la competizione all’interno del sistema.
Durante la fase di addestramento, le vacche sono state introdotte al robot (Lely Astronaut A3) e il numero di sessioni necessarie per l’ingresso volontario è stato registrato. Nella successiva fase di trattamento 1 (25 giorni), sono stati monitorati: numero e successo delle visite al robot, variabilità degli intervalli tra mungiture, tempi e frequenza di riposo (via pedometri), e livelli di cortisolo nel pelo (raccolto tramite rasatura e analizzato con ELISA).

Nella fase di trattamento 2, i gruppi sono stati ristrutturati sulla base di nuove valutazioni di rango, mobilità e frequenza di mungitura per simulare condizioni reali di modifica dell’accesso prioritario. I dati comportamentali sono stati raccolti prima e dopo il cambiamento per valutare gli effetti del nuovo accesso. Le analisi statistiche (GLMM e test di Wilcoxon) sono state effettuate in RStudio, includendo correttivi per confronti multipli.
Risultati
Confronto tra fase di addestramento e trattamento 1
Durante la fase di addestramento, non sono emerse differenze significative tra il gruppo con accesso prioritario al robot di mungitura e quello di controllo, né per quanto riguarda il numero di sessioni necessarie per completare l’addestramento (circa 10 sessioni per il gruppo prioritario contro 7 per il controllo), né per i livelli di cortisolo nel pelo, indicatore dello stress cronico, che sono risultati simili in entrambi i gruppi.
Nel corso della prima fase del trattamento, però, sono emerse alcune differenze legate al comportamento delle vacche nell’uso del robot. In particolare, le vacche con accesso prioritario hanno effettuato più visite al robot rispetto a quelle del gruppo di controllo. Questo aumento si è verificato soprattutto nelle settimane centrali e finali della fase (settimane 3, 4 e 5). Le visite riuscite (cioè con mungitura effettiva), le visite non riuscite (senza mungitura) e il numero totale di visite sono risultate più elevate nel gruppo prioritario. Per esempio, nella quinta settimana, le vacche con accesso prioritario hanno effettuato in media 3,8 visite riuscite al giorno, contro le 3,3 del gruppo di controllo. È stato inoltre osservato che, in entrambi i gruppi, la seconda settimana ha rappresentato un punto di calo nella frequenza delle visite, il che potrebbe suggerire un adattamento iniziale o un’interruzione temporanea del comportamento appreso. Anche il comportamento di riposo ha mostrato alcune differenze. Le vacche del gruppo prioritario tendevano ad avere un numero leggermente maggiore di sessioni di riposo giornaliere rispetto a quelle del gruppo di controllo, anche se la durata complessiva del tempo passato sdraiate non differiva in modo significativo tra i due gruppi. Non sono emersi effetti del trattamento sulla variabilità dell’intervallo tra mungiture, né sulla durata media degli intervalli. Anche i livelli di cortisolo, misurati alla fine della fase 1, sono rimasti simili tra i due gruppi, suggerendo che l’accesso prioritario non ha influito in modo evidente sullo stress cronico.
Fase di trattamento 2: cambiamento dell’accesso al robot
Nella seconda fase del trattamento, alcune vacche hanno cambiato modalità di accesso al robot. Quelle che sono passate dal controllo all’accesso prioritario hanno mostrato un aumento significativo sia nelle visite riuscite che in quelle non riuscite, così come nel numero totale di accessi. Subito dopo aver ottenuto l’accesso prioritario, la frequenza media delle visite riuscite è aumentata da 3 a 4 al giorno, mentre le visite totali sono salite da 5,3 a 7. Al contrario, le vacche che hanno perso l’accesso prioritario (passando alla corsia standard) non hanno mostrato variazioni significative nel loro comportamento. Hanno mantenuto livelli simili di visite al robot, sia riuscite che non riuscite, prima e dopo il cambiamento. Infine, anche il gruppo di controllo, che ha mantenuto lo stesso tipo di accesso per tutta la durata dello studio, non ha mostrato variazioni significative nel numero di visite o nel successo delle mungiture, confermando la stabilità del comportamento in assenza di modifiche.
È interessante notare che le vacche che hanno ottenuto l’accesso alla corsia nella seconda fase dello studio hanno aumentato le visite al robot, mentre quelle che l’hanno perso non hanno mostrato una diminuzione, suggerendo un possibile beneficio duraturo dell’accesso prioritario, forse legato al miglioramento della mobilità ( Borderas et al., 2008 ).
Nel complesso, l’accesso prioritario sembra facilitare l’interazione con il robot di mungitura, in particolare per vacche a rischio come quelle con problemi di mobilità, pur senza influenzare significativamente lo stress cronico o il tempo di riposo. Sono necessari ulteriori studi, soprattutto in ambienti più competitivi, per comprendere appieno l’efficacia e le implicazioni gestionali di una corsia preferenziale.
Conclusioni
I ricercatori dichiarano che questo è il primo studio che esplora gli effetti di una corsia preferenziale a supporto di vacche zoppe o di basso rango in un contesto di AMS. In linea con le ipotesi avanzate, la corsia preferenziale ha migliorato la frequenza delle visite di mungitura senza aumentare il tempo di addestramento. Tuttavia, gli indicatori di benessere comportamentale o fisiologico (tempo di riposo e concentrazione di cortisolo) e i fattori di rischio noti per problemi di salute (regolarità delle visite di mungitura) non sono stati influenzati dall’accesso prioritario. Questo potrebbe suggerire che l’accesso prioritario sia più efficace nell’aumentare la produttività che nel migliorare il benessere. I nostri risultati indicano che l’accesso prioritario è vantaggioso anche per la frequenza delle visite di mungitura quando le vacche vengono spostate sulla corsia dal gruppo di controllo. Questo è vantaggioso perché è più applicabile a un contesto reale, in azienda. Lo studio è stato condotto su una singola mandria con un campione limitato, composto principalmente da animali primipari, con una competizione relativamente bassa. Pertanto, studi futuri potrebbero esplorare l’uso di corsie preferenziali in condizioni di maggiore competizione, poiché i risultati iniziali ottenuti suggeriscono che i potenziali benefici in termini di produttività e benessere per le vacche gestite in AMS potrebbero essere maggiori in ambienti più difficili.
Tratto da: ” Use of a priority lane to increase voluntary visits to a milking robot in dairy cows” di Francesca P. Johansen ∙ Paul Donnelly ∙ Gareth Arnott ∙ Stephanie Buijs , DOI: 10.3168/jds.2024-26081



















































































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