Bioeconomia: il Consiglio UE dà impulso alla nuova strategia
Via libera del Consiglio alla nuova strategia europea: più investimenti, meno burocrazia e nuovi mercati per le biosoluzioni. Copa e Cogeca: “Opportunità concreta per le aree rurali, servono regole equilibrate e competitività globale”

La strategia aggiornata è stata adottata dalla Commissione il 27 novembre 2025 in risposta alle conclusioni in materia adottate dal Consiglio nel 2023 e nel 2024 e all’agenda strategica del Consiglio europeo per il periodo 2024-2029.
La posizione del Consiglio
Al centro del documento c’è una visione ambiziosa: costruire entro il 2040 una bioeconomia europea competitiva e sostenibile. L’obiettivo è favorire la diffusione di biosoluzioni e modelli circolari in tutti i settori produttivi, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzando al contempo innovazione e investimenti.
Il Consiglio accoglie con favore la strategia proposta dalla Commissione, definendola un intervento “tempestivo ed essenziale” per rafforzare competitività, resilienza, prosperità e sostenibilità dell’Europa. Tra le priorità indicate emerge la necessità di un’attuazione più efficace della normativa esistente e di un maggiore allineamento tra le strategie nazionali e quella europea.
Un punto chiave riguarda il sostegno all’innovazione: il Consiglio chiede misure concrete per accelerare gli investimenti nelle biosoluzioni sostenibili, anche attraverso procedure di approvazione più rapide e un quadro normativo semplificato. L’Europa punta inoltre a mantenere un ruolo di leadership globale nel settore della bioeconomia.
Per attrarre capitali privati sarà fondamentale creare una domanda stabile e prevedibile di materiali e tecnologie a base biologica. In quest’ottica, il Consiglio invita a individuare e rafforzare i cosiddetti “mercati guida”, ovvero i settori con maggiore potenziale di sviluppo.
Questi non dovranno limitarsi agli ambiti già individuati — come plastiche, chimica, edilizia e fertilizzanti a base biologica — ma potranno estendersi anche ad altri comparti, tra cui tessile e calzature, carta e bioeconomia blu, che include risorse come alghe e spugne.
Infine, un capitolo cruciale riguarda la biomassa. L’Unione europea è oggi autosufficiente per circa il 90% del proprio fabbisogno, ma il Consiglio sottolinea l’importanza di garantire un approvvigionamento sostenibile nel lungo periodo. Gli Stati membri sono invitati a utilizzare la biomassa in modo efficiente lungo tutta la catena del valore, tutelando l’ambiente e valorizzando sottoprodotti, rifiuti organici e residui.
La direzione è chiara: trasformare la bioeconomia in uno dei pilastri della transizione ecologica europea, accelerando il passaggio dalla ricerca alla produzione su larga scala.
Il punto di vista del settore agricolo
Come si legge in una dichiarazione congiunta, Copa e Cogeca, insieme alla CEPF, hanno accolto positivamente le conclusioni del Consiglio, e in particolare il riconoscimento del ruolo strategico di agricoltura e foreste nello sviluppo della bioeconomia.
Secondo le organizzazioni, la bioeconomia rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare le economie rurali, creare nuove fonti di reddito per agricoltori e proprietari forestali e contribuire agli obiettivi climatici e di economia circolare dell’UE. Apprezzato in particolare l’approccio “equilibrato” adottato dal Consiglio, che evita l’introduzione di nuovi criteri di sostenibilità obbligatori e conferma il principio a cascata come guida, lasciando spazio a flessibilità e innovazione lungo le filiere.
Le organizzazioni evidenziano inoltre il ruolo centrale delle cooperative, considerate strumenti chiave per consentire agli operatori rurali di accedere a filiere a più alto valore aggiunto, sostenendo al contempo investimenti, innovazione e sviluppo del mercato.
Positivo anche il richiamo del Consiglio a garantire requisiti proporzionati e un migliore accesso al mercato per PMI e trasformatori locali, ritenuti essenziali per mantenere la vitalità delle aree rurali. Infine, Copa-Cogeca e CEPF insistono sulla necessità di condizioni di concorrenza eque a livello globale, per evitare svantaggi competitivi per i produttori europei.
Le organizzazioni si dicono infine pronte a proseguire il dialogo con le istituzioni europee, con l’obiettivo di assicurare che l’attuazione della strategia valorizzi pienamente il potenziale dei settori agricolo e forestale, promuovendo crescita sostenibile e innovazione nei territori rurali.



















































































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