Il discorso di Von der Leyen sullo Stato dell’Unione 2026 tra promesse ed elogi agli allevatori europei

Nel discorso sullo Stato dell’Unione a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha presentato nuove iniziative idriche e climatiche per l’UE. Tuttavia, la mancanza di fondi dedicati e i tagli previsti alla PAC destano forte preoccupazione tra gli allevatori e le associazioni di categoria

19 Settembre, 2026

Il 15 settembre 2026, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha tenuto a Strasburgo il consueto discorso annuale sullo Stato dell’Unione. Tra i temi di ampio respiro trattati nelle 25 pagine del suo intervento, un passaggio centrale è stato dedicato alla sicurezza idrica, all’adattamento climatico e alla produzione alimentare. Il discorso arriva verso la fine di un’estate segnata da eventi climatici estremi, durante la quale il 70% dei terreni agricoli europei si è trovato in condizioni di siccità. Nello specifico, i danni registrati nel continente comprendono la distruzione di 660.000 ettari di terreno a causa degli incendi e la perdita di circa 12 milioni di tonnellate di raccolti. In questo scenario, la Commissione ha rimarcato l’importanza strategica degli agricoltori e degli allevatori, definendoli “i migliori al mondo”. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo comunitario è tracciare un percorso verso l’indipendenza alimentare, identificando nel settore primario un asset fondamentale per l’Europa.

L’importanza dell’acqua

Per contrastare i crescenti impatti ambientali, la Commissione europea ha annunciato un nuovo quadro sul clima per identificare i 100 territori dell’Unione più vulnerabili. A questa misura si affiancano il Piano europeo contro le ondate di calore e la creazione della Climate Insurance Alliance, finalizzata a colmare le lacune della copertura assicurativa privata, che attualmente copre soltanto il 25% delle perdite legate ai disastri naturali. Un capitolo di diretta utilità tecnica per gli allevamenti riguarda la nuova iniziativa europea sull’acqua. L’infrastruttura di rete continentale soffre infatti per la perdita di quasi un litro d’acqua su quattro lungo le condotte di distribuzione. La disponibilità idrica è un fattore produttivo insostituibile sia per l’irrigazione delle colture destinate all’alimentazione animale sia per l’abbeverata del bestiame. Ciononostante, il comparto agrozootecnico continua a registrare una forte incertezza riguardo alle normative ambientali, considerate rigide. Le aziende agricole sono tenute ad adeguarsi a meccanismi come il sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), fortemente criticate dal settore, ma di ordine strategico-ambientale secondo l’Unione.

Dati e tendenze del settore agrozootecnico

La situazione economica del comparto agroalimentare europeo presenta criticità strutturali, secondo Eurostat. Negli ultimi anni la zootecnia comunitaria ha registrato la perdita di oltre 26 milioni di capi dal 2019 a oggi, con lo scambio di carne sceso del 26%, passando da 6,5 a 4,8 milioni di tonnellate. Contemporaneamente, la dipendenza dal mercato estero ha raggiunto i 62,3 milioni di tonnellate di importazioni nette di panelli e mangimi. A questo quadro si aggiunge la scomparsa di circa 1,37 milioni di aziende agricole familiari, pari a un quinto del totale dell’Unione. Inoltre, aleggia la proposta per il prossimo Quadro finanziario pluriennale, che prevede uno stanziamento di 300 miliardi di euro, con un taglio superiore al 20%, e il rischio della scomparsa della Politica Agricola Comune come linea di bilancio autonoma.

Il commento delle associazioni di categoria

La reazione del mondo agricolo è di preoccupazione per la distanza tra le dichiarazioni e gli strumenti finanziari adottati. L’organizzazione Farm Europe ha sottolineato come la linea politica illustrata da Ursula von der Leyen rischi di accentuare le dipendenze strategiche del settore alimentare anziché ridurle, lamentando l’assenza di un pacchetto finanziario d’emergenza per fronteggiare una crisi idrica senza precedenti.

Analogamente, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha dichiarato: “Non abbiamo bisogno di altri annunci. Abbiamo bisogno di una vera strategia europea per il futuro di una Pac forte, dotata di fondi certi, adeguati e autonomi e, quindi, di un quadro finanziario pluriennale che riconosca l’agricoltura come un’infrastruttura strategica dell’Europa, non come una voce da comprimere. Sostenere davvero gli agricoltori significa compiere questa scelta ora, con risorse, regole e strumenti concreti”.

Coldiretti rilancia: “Grandi elogi all’agricoltura a cui però non seguono fatti. Ma  sono  solo questi che servono agli agricoltori, ai cittadini, alla difesa della sicurezza alimentare dei Paesi”.

Le parole lusinghiere nei confronti del settore zootecnico non bastano, quindi, alle associazioni che vedono in questo discorso sullo Stato dell’Unione un nulla di fatto.

Fonte

Commissione europea

 

Da leggere - Settembre 2026

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