Bovini morti negli alpeggi del Cuneese: sotto accusa gli sciami di Simulidi
L'Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta collega i decessi anomali registrati tra i 1.000 e i 1.400 metri alle morsicature massive di piccoli insetti ematofagi. Temperature elevate e venti ascensionali avrebbero favorito un fenomeno eccezionale

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV) è intervenuto in questi giorni per chiarire la cause di una serie di decessi anomali segnalati sulle montagne cuneesi tra i bovini registrati in aree montane della provincia, situate a una quota compresa tra i 1.000 e i 1.400 metri sul livello del mare.
I primi accertamenti condotti collegano i decessi a morsicature plurime da parte di Simulidi, una famiglia di piccoli ditteri ematofagi (insetti simili a moscerini di dimensioni tra i 2 e i 6 mm). Il fenomeno, che sta interessando diverse vallate distanti tra loro, è un evento eccezionale in quanto questi insetti, che solitamente non sopravvivono alle alte quote, sono stati spinti verso gli alpeggi da temperature sopra la media e venti ascensionali, trovando condizioni straordinarie di sopravvivenza.
Quali sono i sintomi da monitorare
Come spiegato nella nota diffusa dall’IZSPLV, se nell’uomo il morso di questi insetti causa generalmente reazioni cutanee allergiche (come eritemi o orticarie), nei bovini l’attacco di massa da parte degli sciami può risultare fatale. Le morsicature simultanee di migliaia di insetti possono infatti scatenare uno shock anafilattico fulminante, portando l’animale al collasso cardiocircolatorio.
I medici veterinari buiatri e gli allevatori sono quindi invitati a monitorare i capi, prestando massima attenzione ai sintomi tipici dello shock:
- Grave gonfiore (edema importante) della giogaia e dell’area sottomandibolare, con compressione della trachea.
- Lacrimazione abbondante.
- Petecchie (piccole macchie di sangue) diffuse sulla cute, localizzate soprattutto nelle aree più glabre: mammella, testicoli, inguine, area perianale e musello.
Linee guida per la prevenzione e la terapia
L’habitat naturale di questi insetti è costituito da corsi d’acqua a regime torrentizio, dove l’acqua è veloce e molto ossigenata. Fortunatamente, i Simulidi tendono a non avvicinarsi ai centri abitati e alle strutture zootecniche, rendendo le stalle e i ricoveri luoghi sicuri per gli animali.
Per limitare i rischi, si raccomanda di applicare rigide misure di prevenzione e intervento:
- Gestione del pascolo: evitare il pascolo nelle prime ore del mattino e in prossimità del tramonto (momenti di massima attività degli insetti), specialmente nei terreni vicini a ruscelli e corsi d’acqua.
- Protezione chimica: qualora gli animali debbano rimanere all’aperto, è fortemente consigliato il trattamento preventivo della mandria con prodotti a base di piretroidi autorizzati.
- Intervento terapeutico: nei casi di animali già colpiti, l’utilizzo tempestivo di farmaci cortisonici (sotto controllo veterinario) si è dimostrato efficace nell’alleviare le risposte allergiche e il quadro infiammatorio.
Ricerca e monitoraggio sul campo
Nei prossimi giorni verranno posizionate trappole di cattura specifiche nelle aree colpite per identificare con esattezza le specie responsabili di questa criticità.
L’IZSPLV raccomanda la massima collaborazione e la segnalazione tempestiva di ogni caso sospetto ai servizi veterinari competenti.
Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta
















































































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