“Buy European food”: Von der Leyen annuncia una nuova campagna a sostegno dell’agroalimentare UE

Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea ha annunciato una nuova campagna di promozione e promesso interventi contro la concorrenza sleale

11 Settembre, 2025

Alti costi delle materie prime, oneri burocratici, dazi e concorrenza sleale. Sono questi i punti principali legati all’agricoltura affrontati ieri dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Strasburgo nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione.

Nel suo intervento, dedicato principalmente ai temi della difesa, dei conflitti in corso e del riarmo, la presidente ha toccato molti dei temi caldi per il futuro del settore agroalimentare dell’UE, e annunciato la decisione di incrementare il bilancio destinato alla promozione e di varare una nuova campagna a sostegno dei prodotti agroalimentari europei.

Le misure annunciate

«In Europa – ha dichiarato von der Leyen – abbiamo accesso ad alimenti di alta qualità a prezzi abbordabili, prodotti da agricoltori e pescatori eccellenti: uomini e donne che sono anche i custodi delle nostre terre e dei nostri mari, della nostra biodiversità, la colonna portante della nostra sicurezza alimentare. Ma vi sono circostanze che remano loro contro, dai costi elevati delle materie prime fino agli oneri burocratici e alla concorrenza sleale. Ci stiamo muovendo su tutti questi fronti».

La presidente ha quindi ricordato le iniziative già avviate per affrontare queste problematiche, come la semplificazione della PAC, lo stanziamento di fondi per il sostegno al reddito nel prossimo quadro finanziario pluriennale, e la possibilità di integrare i finanziamenti con risorse nazionali e regionali.

Sul fronte della concorrenza, von der Leyen ha ricordato che l’accordo commerciale con il Mercosur prevede solide misure di salvaguardia, sostenute da risorse finanziarie qualora si renda necessaria una compensazione, e anticipato che sarà avviato un riesame dell’attuazione della normativa in materia di pratiche commerciali sleali, valutazione alla quale seguiranno interventi mirati per eliminare i punti critici.

«Da troppo tempo il loro duro lavoro non è ricompensato come dovrebbe – ha dichiarato. – Gli agricoltori hanno diritto a percepire un prezzo equo per i loro prodotti, con un margine di profitto adeguato a sostenere le loro famiglie».

Introducendo la nuova campagna di marketing per la promozione delle eccellenze del cibo europeo sui mercati comunitari e su quelli interazionali, denominata “Buy European food“, ha poi dichiarato: «Siamo fieri di poter affermare che il cibo europeo è il migliore al mondo».

Rapporti commerciali con gli Stati Uniti

La presidente della Commissione europea è intervenuta a difesa dell’accordo commerciale raggiunto con gli USA questa estate, definendolo “il migliore possibile”. Pur ribadendo la sua contrarietà ai dazi, considerati «tasse a tutti gli effetti», ha sottolineato l’importanza strategica delle relazioni economiche transatlantiche.

«Le merci che esportiamo ogni anno verso gli Stati Uniti superano il valore di 500 miliardi di € – ha spiegato von der Leyen – . Da queste relazioni commerciali dipendono milioni di posti di lavoro. In qualità di presidente della Commissione non metterò mai a repentaglio i posti di lavoro o i mezzi di sussistenza delle persone. Per questo motivo abbiamo concluso un accordo che ci permette di mantenere l’accesso delle nostre industrie al mercato. Abbiamo conferito un relativo vantaggio alle nostre imprese, perché alcuni dei nostri concorrenti diretti sono soggetti a dazi molto più elevati da parte degli Stati Uniti».

Diversificazione e nuove opportunità

Guardando al futuro, la presidente ha ribadito la necessità di ampliare e diversificare i partenariati commerciali.

«L’80% dei nostri scambi commerciali avviene con paesi diversi dagli Stati Uniti. Dobbiamo quindi sfruttare nuove opportunità. In un momento in cui il sistema commerciale globale si sta sgretolando, noi garantiamo norme globali stipulando accordi bilaterali, come quelli con il Messico o il Mercosur. Oppure negoziamo un accordo storico con l’India, che sarà ultimato entro la fine di quest’anno».

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