Carne, latte e pelle: una riflessione etica e ambientale sulla zootecnia moderna
Lo studio propone un approccio sistemico alla produzione di carne bovina, evidenziando il ruolo chiave degli ecosistemi pastorali nella sostenibilità ambientale, economica e sociale. L'adozione del pensiero sistemico consente di valorizzare i servizi ecosistemici e mitigare le esternalità critiche del settore

Nel capitolo “Carne, latte e pelle nel calcolo della CO₂ nella fase di allevamento e macellazione: una questione di allocazione”, pubblicato nel volume celebrativo Antichi per sempre. 80° anniversario Sezione Concia Confindustria Vicenza (1945–2025), Giuseppe Pulina e Mondina Francesca Lunesu affrontano una delle tematiche più attuali e complesse nel dibattito agro-zootecnico contemporaneo: la corretta attribuzione dell’impatto ambientale nella produzione animale, con particolare attenzione al ruolo dei sottoprodotti come la pelle.
Il contributo si apre con una riflessione sul cambiamento climatico e sul contributo delle emissioni di gas serra (GHG) da parte delle attività antropiche, con un focus sulla zootecnia bovina. Vengono presentati i dati e le metriche più aggiornate, in particolare l’uso del Global Warming Potential (GWP) e del GWP*, un’evoluzione della prima che più si addice all’interpretazione dell’impatto del metano enterico nel corso del tempo.
La parte centrale del capitolo è dedicata all’analisi dei criteri di allocazione ambientale utilizzati nei modelli LCA (Life Cycle Assessment). Gli autori evidenziano come una ripartizione non corretta delle emissioni tra prodotti principali (carne e latte) e sottoprodotti (in particolare la pelle) possa generare una percezione distorta del reale impatto delle filiere. Questo è particolarmente rilevante per il settore conciario, spesso oggetto di accuse ambientali generalizzate, non sempre fondate su dati scientificamente corretti.
Gli autori del lavoro propongono quindi un approccio più realistico e integrato, in cui la pelle venga considerata non come un “rifiuto inevitabile” del processo zootecnico, ma come un sottoprodotto di valore, in grado di contribuire a un modello economico circolare e sostenibile. Ne discendono importanti considerazioni etiche, in linea con la crescente attenzione al benessere animale e alla responsabilità ambientale delle produzioni alimentari.
Il testo si chiude con un invito a rivedere le modalità con cui comunichiamo la sostenibilità della zootecnia: la precisione scientifica e l’equilibrio etico devono guidare la narrazione pubblica, soprattutto in settori come quello della pelle, in cui la storia industriale si intreccia con il futuro della sostenibilità.
Fonte: Pulina G., Lunesu M.F. (2025), Carne, latte e pelle nel calcolo della CO₂ nella fase di allevamento e macellazione: una questione di allocazione, in Antichi per sempre. 80° anniversario Sezione Concia Confindustria Vicenza (1945–2025), La Vita Felice, Milano, pp. 63-82.
Autori
Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.



















































































GDPR Compliant