Colostro: come il numero di parti rivoluziona la qualità biologica del latte
Uno studio canadese svela come il numero di parti influenzi i livelli di insulina e lattoferrina nelle bovine Holstein durante la prima settimana di lattazione. La ricerca chiarisce che primipare e pluripare producono secrezioni con profili bioattivi differenti

IN BREVE
La ricerca dell’Università di Guelph, Canada, analizza l’influenza del numero di parti sui composti bioattivi (insulina, IGF-I, lattoferrina). Monitorando 20 bovine Holstein (10 primipare e 10 pluripare) e analizzando colostro, latte di transizione e intero tramite ELISA, lo studio ha rivelato profili differenti. Le primipare mostrano livelli di insulina più alti e meno lattoferrina nel colostro rispetto alle pluripare; l’IGF-I resta invece invariato. Emergono correlazioni specifiche: nelle primipare tra IgG e componenti solidi, nelle pluripare tra diversi fattori bioattivi.
Una nuova visione della qualità
Per decenni, il concetto di qualità del colostro nell’allevamento bovino è stato quasi esclusivamente sovrapposto alla concentrazione di immunoglobuline G (IgG), fondamentali per il trasferimento dell’immunità passiva al vitello appena nato. Tuttavia, la scienza moderna sta ampliando questa definizione, riconoscendo che il colostro e il latte di transizione contengono composti bioattivi che vanno ben oltre la semplice protezione immunitaria immediata.
Queste molecole, presenti in microquantità, svolgono un ruolo cruciale nello stimolare risposte fisiologiche sistemiche e locali nel neonato, influenzando lo sviluppo gastrointestinale e il metabolismo. Comprendere come questi componenti variano tra le bovine alla prima lattazione e quelle più mature è diventato un obiettivo prioritario per ottimizzare la crescita dei vitelli.
La composizione del colostro può variare enormemente tra i singoli soggetti, con differenze fino a 55 volte per l’insulina e 22 volte per la lattoferrina. La ricerca si sta quindi spostando verso l’identificazione dei fattori legati alla madre che possono influenzare questa disponibilità biologica.
L’importanza dei regolatori bioattivi nella fase neonatale
Tra i composti bioattivi più rilevanti figurano la lattoferrina, l’insulina e il fattore di crescita insulino-simile I (IGF-I), ognuno con funzioni specifiche e determinanti per il vitello.
La lattoferrina è una proteina con spiccate proprietà antimicrobiche e immunomodulatorie, capace di ridurre la morbilità e migliorare il recupero e la crescita dei vitelli se integrata nel periodo pre-svezzamento. Parallelamente, l’insulina e l’IGF-I agiscono come ormoni peptidici che favoriscono lo sviluppo del tratto gastrointestinale, potenziando la capacità intestinale di assorbimento del glucosio.
È noto che il colostro bovino contiene circa 65 volte i livelli di insulina e 300 volte quelli di IGF-I rispetto al latte. La presenza di queste molecole nel colostro e nel latte prodotto nei primi giorni, noto come latte di transizione, rappresenta quindi un supporto fondamentale per un organismo neonatale ancora metabolicamente e immunologicamente ingenuo.
Materiali e metodi
Per approfondire queste dinamiche, un team di ricercatori ha condotto uno studio su 20 bovine di razza Holstein, suddivise equamente tra 10 primipare e 10 pluripare, presso un allevamento in Alberta, Canada. Gli animali, gestiti con protocolli rigorosi e alimentati con diete specifiche per il periodo di asciutta e la lattazione, sono stati monitorati dal momento del parto fino al settimo giorno. Il primo colostro è stato raccolto a 5,3 ore dal parto, seguito da campionamenti regolari del latte di transizione (dalla seconda alla quinta mungitura) e del latte alla dodicesima mungitura. Ogni campione è stato analizzato tramite test ELISA commerciali per determinare con precisione millesimale le concentrazioni e le rese totali di lattoferrina, insulina e IGF-I. Questo approccio metodologico ha permesso di caratterizzare per la prima volta non solo le concentrazioni, ma anche le rese totali di questi bioattivi durante l’intero periodo di transizione.
Differenze tra primipare e pluripare

I risultati della ricerca hanno evidenziato che il numero di parti svolge un ruolo decisivo nella determinazione del profilo bioattivo delle secrezioni mammarie iniziali. Uno dei dati più sorprendenti riguarda l’insulina: le bovine primipare hanno mostrato concentrazioni e rese di insulina nel colostro da 4 a 6 volte superiori rispetto alle pluripare. Questo fenomeno potrebbe essere legato ai livelli di insulina circolanti nel plasma della madre prima del parto, solitamente più elevati negli esemplari giovani. Al contrario, per quanto riguarda la lattoferrina, la situazione si inverte drasticamente: le pluripare producono colostro con concentrazioni di questa proteina superiori di circa il 60% rispetto alle primipare, una differenza che persiste anche nelle prime mungiture di latte di transizione. Si ipotizza che le vacche con più parti abbiano una maggiore presenza di lattoferrina nella ghiandola mammaria come meccanismo di difesa contro infezioni intramammarie subcliniche contratte durante il periodo di asciutta.
Risultati
Mentre l’insulina e la lattoferrina mostrano variazioni legate al numero di parti, il fattore di crescita IGF-I sembra seguire un percorso differente. Lo studio ha rilevato che le concentrazioni e le rese di IGF-I non differiscono significativamente tra primipare e pluripare all’interno delle specifiche mungiture. Tuttavia, per tutti i composti bioattivi analizzati, si è osservato un calo fisiologico rapido dal colostro al latte. In particolare, l’insulina e l’IGF-I subiscono una riduzione drastica, diventando rispettivamente 43,9 e 36,3 volte meno concentrati nel latte rispetto al colostro. La lattoferrina, pur diminuendo, mostra un calo molto più graduale, restando solo 5,8 volte inferiore nel latte rispetto alla prima mungitura. Questa persistenza relativa della lattoferrina suggerisce un ruolo continuativo di protezione e di sviluppo che si estende oltre le primissime ore di vita del vitello.
Correlazioni nello sviluppo mammario
L’analisi statistica ha rivelato un altro aspetto fondamentale: il modo in cui i componenti del colostro interagiscono tra loro varia profondamente in base al numero di parti. Nelle primipare sono state osservate numerose e forti correlazioni positive tra la resa di IgG e altri parametri, come la resa di grasso, lattosio e di solidi totali. Questo suggerisce che, nelle bovine al primo parto, l’accumulo di immunoglobuline avvenga simultaneamente allo sviluppo delle cellule epiteliali mammarie e alla sintesi degli altri componenti del latte. Nelle pluripare, invece, le correlazioni più forti si riscontrano tra gli stessi composti bioattivi, come il legame tra IGF-I, la lattoferrina e oligosaccaridi. Queste differenze indicano che la fisiologia della sintesi mammaria all’inizio della prima lattazione segue percorsi diversi rispetto a quello del rimodellamento mammario che avviene nelle vacche adulte dopo il periodo di asciutta.
Implicazioni pratiche
Le evidenze emerse da questo studio offrono spunti operativi di grande valore in ottica di raggiungere la massima efficienza nell’allevamento della rimonta. Sapere che il colostro di una primipara è eccezionalmente ricco di insulina, ma relativamente povero di lattoferrina, permette di valutare strategie di alimentazione neonatale più mirate. Ad esempio, i vitelli nati da pluripare ricevono naturalmente una protezione antimicrobica superiore tramite la lattoferrina, mentre quelli nati da primipare beneficiano di un forte stimolo metabolico iniziale grazie all’insulina. Queste distinzioni potrebbero influenzare non solo la salute immediata, ma anche lo sviluppo a lungo termine del vitello, suggerendo che una gestione differenziata del colostro in base al numero di parti della madre potrebbe essere la prossima frontiera della precision livestock farming. La sfida futura sarà confermare questi dati su popolazioni più ampie per definire standard di qualità bioattiva sempre più precisi.
Fonte: Insulin, IGF-I, and lactoferrin concentrations and yields and their associations with other components within colostrum, transition, and whole milk of primiparous and multiparous Holstein cattle A.J. Fischer-Tlustos, S.L. Cartwright, K.S. Hare, D.J. Innes, J.P. Cant, M. Tortades, F. Fabregas, A. Aris, E. Garcia-Fruitos, M.A. Steele; Journal of Dairy Science Communication, Volume 6, Issue 1, p137-142 January 2025 DOI: https://doi.org/10.3168/jdsc.2024-0572















































































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