Come capire se l’impianto di raffrescamento delle bovine sta funzionando al meglio

In questa intervista, Arienti & C. SrL — storica realtà specializzata nella produzione di soluzioni di prevenzione dello stress termico — ci svela come effettuare un check-up efficace, offrendo spunti tecnici e operativi per una gestione più consapevole del raffrescamento

ventilatori-stalla-bovini
7 Luglio, 2025

Nell’articolo “E’ ora di fare un check-up all’impianto di raffrescamento della stalla”, pubblicato nel numero di giugno di Ruminantia Mese, abbiamo sollevato il problema che il solo possesso di un impianto di raffrescamento delle bovine da latte non è assoluta garanzia di prevenzione dello stress da caldo.

Le temperature medie, minime e massime si stanno progressivamente innalzando e le bovine, grazie alla selezione genetica, essendo più performanti producono un maggiore quantità di calore corporeo da smaltire.

Quasi tutti gli impianti istallati negli allevamenti di bovine da latte vengono gestiti da algoritmi basati sul THI. Nell’articolo “Cambiare il paradigma per prevenire lo stress da caldo: ovvero il post THI” abbiamo approfondito questo concetto, e condiviso qualche dubbio se questo sia ancora il miglior metodo per gestire gli impianti di raffrescamento al fine di prevenire lo stress da caldo.

Ci sono regole standard per installare questi impianti ma le stalle sono diverse l’una dall’altra e la progettazione, l’istallazione e la regolazione devono essere pertanto personalizzate; inoltre, periodicamente, va verificato il funzionamento del raffrescamento.

Quando gli allevamenti erano piccoli era facile verificare attraverso la clinica d’allevamento se le misure adottate stavano tenendo sotto controllo lo stress da caldo.

Nel breve periodo si potevano contare gli atti respiratori, verificare se l’ingestione era in calo rispetto alla primavera (a parità di razione e giorni medi di lattazione) e con un semplice termometro si poteva osservare l’eventuale innalzamento della temperatura rettale durante il giorno di più di 0.5° C.

Nel medio periodo, ossia in autunno, si poteva verificare a posteriori se si era stati in grado di prevenire lo stress da caldo verificando i “sintomi” della Sindrome da Bassa Produzione di Latte in Autunno (SBPLA).

Questa patologia plurifattoriale ha implicazioni dirette e indirette sulla produzione, la fertilità e alcune patologie autunnali.

Si può anche utilizzare l’indice estate-inverno del proprio allevamento consultabile nel software SI@LLEVA.

All’articolo di Ruminantia mese citato all’inizio dell’articolo ha risposto l’azienda Arienti, storica produttrice d’impianti di prevenzione dello stress da caldo, dando la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande.

Per guardare l’intervista clicca sul pulsante!

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!