Commercio agroalimentare UE: a maggio export stabile a 19,9 miliardi e import in crescita

Il nuovo report della Commissione europea conferma la solidità del settore, nonostante il contesto globale difficile

export - import
8 Settembre, 2025

Le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea hanno raggiunto 19,9 miliardi di euro a maggio 2025, un dato in leggero calo rispetto ad aprile (–1%), ma superiore dell’1% rispetto a maggio 2024. Complessivamente, nel periodo gennaio–maggio, l’export europeo ha toccato i 99,6 miliardi di euro, con un aumento di 2,3 miliardi (+2%) su base annua.

Il quadro delineato dal report pubblicato il 4 settembre dalla Commissione europea conferma la buona tenuta del comparto, pur in un contesto commerciale caratterizzato da forte volatilità e da prezzi delle materie prime ai massimi storici.

I mercati di destinazione

Il Regno Unito si è confermato principale sbocco per i prodotti agroalimentari dell’UE, con esportazioni pari a 23 miliardi tra gennaio e maggio, in crescita del 4% rispetto al 2024, trainate soprattutto dai prodotti a base di cacao. Anche gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro posizione, raggiungendo 12,7 miliardi (+6%), grazie all’export di liquori, lattiero-caseari, vino e prodotti a base di cacao. La Svizzera ha registrato un incremento significativo (+11%), arrivando a 5,7 miliardi nello stesso periodo.

In controtendenza la Cina, verso cui l’export è diminuito di 619 milioni di euro (–11%), principalmente per il calo dei volumi di cereali.

I prodotti protagonisti

A trainare il valore complessivo dell’export sono stati soprattutto caffè, tè, cacao e spezie, cresciuti del 39% (+1,6 miliardi), grazie al raddoppio dei prezzi dei derivati del cacao e a un +30% dei prezzi del caffè. Significativo anche l’incremento di cioccolato e dolciumi (+20%, pari a +831 milioni) e di prodotti lattiero-caseari (+7%, +574 milioni), nonostante un calo dei volumi.

In netta flessione invece le esportazioni di cereali, scese del 22% (–1,3 miliardi), penalizzate da volumi inferiori del 28%. Andamento negativo anche per olive e olio d’oliva (–14%, –459 milioni), dove il calo dei prezzi ha controbilanciato l’aumento dei volumi (+17%).

Importazioni in forte aumento

Sul fronte delle importazioni, l’UE ha registrato acquisti per 17 miliardi di euro a maggio, in crescita del 4% sul mese precedente e del 15% rispetto a maggio 2024. Nel periodo gennaio–maggio, le importazioni hanno raggiunto 81,5 miliardi di euro, con un incremento di 11,5 miliardi (+16%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il Brasile resta il principale fornitore dell’UE (7,5 miliardi, +9%), seguito dal Regno Unito (6,5 miliardi, +5%) e dagli Stati Uniti (5,9 miliardi, +17%). Spiccano gli aumenti da Costa d’Avorio (+68%, soprattutto cacao), Canada (+93%, cereali e colza), Cina (+24%, beni non commestibili) e Australia (+111%, colza). In diminuzione invece le forniture da Ucraina (–12%) e Russia (–74%).

Ancora una volta, i prezzi elevati delle materie prime hanno inciso fortemente sul valore delle importazioni. Caffè, tè, cacao e spezie hanno registrato un +62% (+6,9 miliardi), mentre frutta e frutta secca sono cresciute del 18%. In calo invece olive e olio d’oliva (–41%) e zucchero e isoglucosio (–39%).

Un saldo positivo ma sotto pressione

Nonostante la crescita sostenuta delle importazioni, il saldo commerciale dell’UE resta ampiamente positivo. La dinamica dei prezzi globali, tuttavia, continua a rappresentare un fattore cruciale, capace di condizionare i valori sia dell’export che delle importazioni.

Il quadro aggiornato conferma, dunque, la resilienza del commercio agroalimentare europeo, sostenuto dai mercati tradizionali e da settori di punta come cacao, caffè e lattiero-caseari, ma allo stesso tempo esposto alle tensioni dei mercati internazionali e alle oscillazioni dei prezzi delle commodity.

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