Controlli PAC: ecco i criteri di selezione delle aziende per il 2026

Definite da Agea le modalità di estrazione, gli indicatori di rischio e le percentuali minime di verifica per gli interventi a superficie e zootecnici non monitorabili attraverso il sistema AMS

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29 Luglio, 2026

Agea ha pubblicato la Circolare n. 0063303 dove sono state definite le regole per la selezione del campione di aziende che saranno sottoposte a controllo nel 2026. La procedura riguarda tutti gli interventi legati al Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC), ovvero gli aiuti basati sulla superficie (come gli Eco-schemi e lo Sviluppo Rurale) e sugli animali (Sostegno Accoppiato e benessere animale), ed in particolare quegli impegni che non possono essere verificati dai satelliti (il cosiddetto sistema AMS – Area Monitoring System). Per tutto ciò che è monitorabile via satellite, infatti, la verifica è continua e automatica.

Modalità di campionamento

I campioni sono estratti, con modalità casuale ed in base all’analisi del rischio, partendo dall’insieme delle domande e delle aziende interessate, tenendo in considerazione eventuali campioni anticipati. La modalità di selezione delle aziende e di esecuzione dei relativi controlli è definita da ogni Organismo Pagatore in funzione della propria organizzazione e degli strumenti a disposizione, in ogni caso solo una piccola parte delle aziende (circa il 20-25%) viene estratta a sorte, mentre la grande maggioranza (75-80%) viene scelta in base a indicatori di rischio.

Criteri utilizzati per analisi del rischio

I fattori principali che aumentano la probabilità di essere inseriti nel campione sono:

  • Importo finanziario: le domande con importi richiesti più elevati hanno più probabilità di essere controllate.
  • Precedenti infrazioni: aziende che hanno ricevuto sanzioni nell’anno precedente.
  • Nuovi beneficiari: chi presenta domanda per la prima volta, specialmente nel settore ovi-caprino o suinicolo.
  • Ritardi nella BDN: per la zootecnia, pesano molto i ritardi nelle registrazioni dei movimenti degli animali nella Banca Dati Nazionale.
  • Ecoschema 1 (Antibiotico-resistenza): sono monitorate con attenzione le aziende che dichiarano valori di DDD (Dose Definita Giornaliera) pari a zero, specialmente se l’anno precedente erano sopra la soglia.

Controlli tempestivi 

La novità più significativa è l’adozione dei “Controlli Tempestivi”, una metodologia che sposta il focus delle verifiche dal singolo beneficiario al territorio. Il sistema prevede l’individuazione preventiva di specifici comprensori territoriali, all’interno dei quali vengono selezionate le aziende agricole da sottoporre a verifica, garantendo il raggiungimento delle percentuali minime di controllo stabilite dalla normativa.

Verifiche in campo prima della presentazione delle domande

Una volta definiti i comprensori, i tecnici effettuano controlli direttamente sugli appezzamenti, utilizzando le dichiarazioni della campagna precedente come riferimento. Durante i sopralluoghi vengono raccolti e registrati dati di campo attraverso piattaforme digitali, che consentono di verificare il rispetto degli impegni previsti dagli interventi. Terminata la fase di presentazione delle domande 2026, le superfici rilevate vengono confrontate con quelle effettivamente dichiarate dai beneficiari, consentendo di valutare con precisione eventuali anomalie o non conformità.

Campioni minimi garantiti per superfici, domande e aziende

La circolare stabilisce precisi livelli minimi di controllo che ogni Organismo Pagatore dovrà rispettare. In particolare dovranno essere verificati almeno:

  • superfici e Sviluppo Rurale: il 3% della superficie interessata da ciascun intervento;
  • animali (Zootecnia): il 3% dei beneficiari e il 3% dei capi oggetto di domanda;
  • condizionalità (CGO): l’1% delle aziende relativamente ai requisiti di condizionalità non monitorabili tramite AMS.

Se tali percentuali non dovessero essere raggiunte, saranno individuati ulteriori comprensori e ampliato il campione di controllo. Per ogni domanda viene inoltre valutata l’intensità del controllo effettuato sulla superficie dichiarata. La soglia minima di verifica è fissata al 20% della superficie oggetto dell’intervento. Tuttavia, qualora emergano irregolarità durante il controllo di una porzione compresa tra il 20% e il 50% della superficie, l’ispezione dovrà essere estesa fino a coprire almeno il 50% della superficie richiesta a premio.

Controlli sugli interventi zootecnici

Per gli interventi a favore degli allevamenti, il campione dei controlli in loco dovrà interessare almeno il 3% dei beneficiari che presentano una domanda di aiuto e almeno il 3% degli animali oggetto di richiesta. La selezione viene effettuata separatamente per ciascun intervento e tiene conto di eventuali aziende già incluse nei campioni anticipati, alle quali si aggiungono ulteriori aziende fino al raggiungimento delle percentuali minime previste dalla normativa. Inoltre, qualora un beneficiario presenti una domanda di modifica in sostituzione di una domanda già estratta a campione, anche la nuova domanda sarà automaticamente sottoposta a controllo.

Tra i principali criteri utilizzati per individuare gli allevamenti da controllare figurano la mancata effettuazione di verifiche negli ultimi due anni, i ritardi nella registrazione delle movimentazioni degli animali nella Banca Dati Nazionale (BDN) che abbiano comportato sanzioni significative e le irregolarità riscontrate nelle campagne precedenti. A questi criteri generali si affiancano ulteriori elementi specifici, differenziati in base alla tipologia di allevamento e all’intervento richiesto.

Per le aziende che richiedono il sostegno per le vacche nutrici, viene attribuita particolare attenzione agli allevamenti con almeno 25 capi iscritti ai Libri genealogici o al Registro anagrafico delle razze bovine. Analogo criterio è previsto per le aziende che richiedono il sostegno destinato alle vacche da latte, purché dispongano di almeno 25 bovine in produzione. Nel caso degli aiuti destinati ai bovini macellati, il fattore di rischio riguarda invece gli allevamenti con almeno 50 capi inseriti in sistemi di qualità nazionali o regionali, sistemi di etichettatura facoltativa oppure certificati DOP o IGP.

Per il comparto ovicaprino, oltre agli allevamenti non controllati nei due anni precedenti, saranno considerate prioritarie le aziende che richiedono il premio per la prima volta e quelle con una consistenza superiore ai 200 capi. Analoghi criteri sono previsti anche per gli interventi destinati ai suini, dove particolare attenzione sarà rivolta agli allevamenti con oltre 300 capi che abbiano modificato l’orientamento produttivo nell’ultimo anno.

Per quel che riguarda l’Eco-schema 1, dedicato alla riduzione dell’antimicrobico-resistenza, la selezione privilegia gli allevamenti che presentano un valore del DDD (Defined Daily Dose) pari a zero dopo aver registrato, nell’anno precedente, valori superiori alle soglie previste ma con una riduzione di almeno il 10%. Rientrano inoltre tra i soggetti a maggiore rischio le aziende bovine con oltre 200 UBA (Unità di Bestiame Adulto) che dichiarano un utilizzo nullo di antimicrobici. Per l’anno di domanda 2026 il periodo di osservazione decorre dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026, senza alcuna riduzione del premio.

Per gli interventi dedicati ai bovini (da latte, da carne, a duplice attitudine, bufalini e vitelli a carne bianca) vengono inoltre considerati ulteriori criteri di rischio, quali aziende di nuova adesione con almeno 50 UBA, ritardi nelle registrazioni in BDN riferiti ad almeno il 20% dei capi o precedenti irregolarità amministrative. Il campione minimo del 3% dovrà essere calcolato separatamente per ciascun orientamento produttivo.

Diversa è invece la gestione dell’Eco-schema 1 – Livello 2, dedicato all’adesione al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) con pascolamento. Per queste aziende non è previsto un ulteriore campionamento nel 2026, poiché i controlli vengono già effettuati sul 100% delle aziende aderenti dagli Organismi di Certificazione, mentre le verifiche sulle eventuali deroghe sono demandate alle Regioni o agli Enti di certificazione del biologico, a seconda dei casi.

La circolare disciplina infine anche le modalità operative di estrazione del campione. L’ordine di selezione segue una precisa sequenza: prima gli interventi dello Sviluppo Rurale, poi gli aiuti accoppiati dei pagamenti diretti e infine gli Eco-schemi. La procedura prevede dapprima l’estrazione del campione casuale e successivamente di quello basato sul rischio. Per ridurre il numero di controlli sulle stesse aziende e garantire uniformità nelle verifiche, gli Organismi Pagatori dovranno inoltre favorire la massima sovrapposizione possibile tra i campioni relativi alla Domanda Unica, allo Sviluppo Rurale e alla condizionalità, integrando, se necessario, gli eventuali campioni preliminari già estratti.

Gestione dinamica dei controlli 

La circolare introduce, infine, anche un meccanismo dinamico di gestione dei controlli, in quanto, se dalle verifiche dovessero emergere un numero significativo di irregolarità, gli Organismi Pagatori potranno incrementare il campione di aziende e superfici da controllare nella campagna successiva, rafforzando così l’attività ispettiva nei comparti che evidenziano maggiori criticità.

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Da leggere - Luglio 2026

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