Credito agricolo: cala ancora la domanda di finanziamenti (-6,6%)
Pubblicato il nuovo report ISMEA-RetePAC con i dati aggiornati al dicembre 2024

Il nuovo Report sull’accesso al credito del settore agricolo, realizzato da ISMEA nell’ambito della Rete Nazionale PAC 2025-2027, aggiorna al 31 dicembre 2024 l’analisi sull’andamento dei finanziamenti concessi alle imprese agricole e agroalimentari italiane. Il documento, promosso dal MASAF – Direzione Generale Sviluppo Rurale, offre un quadro completo del contesto economico, della distribuzione territoriale del credito e delle percezioni degli imprenditori agricoli.
Il rapporto si articola in tre sezioni principali: il contesto nazionale, l’analisi del credito a livello regionale, e un focus storico dedicato ai Monti frumentari come esempio di finanza solidale del XV secolo.
Il contesto economico nazionale
Il 2024 ha confermato un quadro internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze sui mercati globali, ma con una crescita del PIL mondiale del 3,3%. In Italia, la crescita economica si è fermata a un +0,7%, ma il comparto agricolo ha mostrato una discreta resilienza: secondo i dati ISTAT, la produzione agricola è aumentata dell’1,4% in volume e dello 0,8% nei prezzi, portando il valore complessivo a 74,6 miliardi di euro, in crescita del 2,2% sul 2023.
Il credito in Italia
Secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2024 lo stock complessivo dei prestiti destinati ad agricoltura, silvicoltura e pesca si è ridotto del 3%, in linea con il calo registrato per l’intera economia nazionale (-3,4%).
In valore assoluto, il credito al settore primario ha raggiunto 38,2 miliardi di euro, pari al 5,8% del totale nazionale. L’industria alimentare, delle bevande e del tabacco, invece, ha segnato un lieve aumento (+0,4%) chiudendo l’anno a 33,6 miliardi di euro.

Particolarmente significativo è il dato sui prestiti in bonis oltre il breve termine, cioè quelli richiesti dalle imprese agricole per finanziare investimenti: l’anno si è chiuso con un calo del -6,6% rispetto al 2023.
La flessione ha interessato tutte le principali voci:
- fabbricati rurali: -8%
- macchinari e attrezzature: -6,9%
- immobili rurali e terreni: -4,9%
Nonostante il calo, l’acquisto di macchine e attrezzature rimane la principale destinazione dei prestiti, con il 44% del totale.

Sul fronte della qualità del credito, il settore primario mostra indicatori migliori rispetto al resto dell’economia: il tasso di deterioramento si attesta all’1,56%, contro l’1,86% della media nazionale e il 2,48% del comparto alimentare.

Il credito a livello regionale
La contrazione del credito agricolo ha interessato quasi tutte le regioni italiane, con poche eccezioni positive: Sardegna e Basilicata (+2,7%) e Umbria (+1,6%).
La concentrazione territoriale del credito resta elevata: le prime quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana) detengono il 53,6% del totale nazionale. Allargando lo sguardo a Piemonte e Trentino-Alto Adige, si arriva a una quota vicina al 70%.

Guardando ai prestiti in bonis oltre il breve termine, la Lombardia guida la classifica con il 18,8%, seguita da Veneto (12,1%) ed Emilia-Romagna (10,4%). L’andamento 2024 conferma un calo diffuso, con rare eccezioni: Liguria (+3,8%) e Friuli-Venezia Giulia (+1,2%).

Sul fronte della qualità del credito, emergono differenze territoriali:
- il tasso più basso si registra nel Nord Est (1,10%);
- i valori più alti nel Centro (2,11%) e nel Sud (1,81%).
L’accesso al credito secondo le imprese agricole
L’indagine ISMEA 2024 sul panel di aziende agricole conferma le difficoltà di accesso al credito. Ben l’80% degli intervistati non ha fatto ricorso a finanziamenti: il 75% per mancanza di necessità, ma un 5% ha rinunciato per il timore di un rifiuto.
Tra chi ha fatto domanda, il 16% ha ottenuto il prestito, il 2% era ancora in attesa di esito e un altro 2% ha rinunciato a causa delle condizioni bancarie.
Nel complesso, il 44% degli imprenditori percepisce condizioni più complesse rispetto al passato, soprattutto per l’assenza di garanzie adeguate. Un ulteriore 15% segnala un peggioramento legato all’aumento dei costi.
Focus – I Monti frumentari: radici storiche del credito solidale
Il report dedica un approfondimento ai Monti frumentari, istituzioni nate tra XV e XVII secolo per sostenere le comunità agricole attraverso prestiti in grano. Una forma di finanza solidale che, nel contesto attuale, viene richiamata come spunto per ripensare strumenti creditizi più vicini ai bisogni sociali ed economici del settore agricolo.
È possibile scaricare il documento completo cliccando QUI.



















































































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