Crisi del comparto lattiero: BDM ed EMB protestano per la gestione collettiva dei volumi
In occasione della Giornata Mondiale del Latte 2026, le organizzazioni BDM ed EMB promuovono una mobilitazione per denunciarne la svalutazione sistematica. Richiesti interventi strutturali dell'UE per coordinare la riduzione dei volumi e stabilizzare i prezzi alla stalla

L’azione di protesta, programmata per domenica 31 maggio 2026 alle ore 12:00, vedrà come protagonisti i rappresentanti della BDM (Bundesverband Deutscher Milchviehhalter) e dell’EMB (European Milk Board) insieme a numerosi allevatori di bestiame da latte provenienti da diverse regioni europee. Il teatro dell’evento sarà un campo adiacente alla fattoria Habbena, situata a Krummhörn, in Germania. L’iniziativa coincide con la Giornata Mondiale del Latte del 1° giugno, un momento tradizionalmente dedicato alla celebrazione del valore nutrizionale di questo alimento, che per molti produttori, tuttavia, affronta una fase di profonda distruzione del valore economico aziendale. La scelta del luogo e della tempistica è studiata per attirare l’attenzione pubblica e politica sulla discrepanza tra il valore della materia prima e la sua quotazione di mercato.
La denuncia della svalutazione
L’evento principale sarà caratterizzato da un’azione visivamente impattante che coinvolgerà circa venti trattori, posizionati strategicamente per spruzzare latte su un campo di ampie dimensioni. Questa operazione, nell’idea di BDM e EMB, come si legge nel loro comunicato stampa, non deve essere interpretata come uno spreco estemporaneo, bensì come una rappresentazione plastica della svalutazione quotidiana che i prodotti alimentari di alta qualità subiscono in un mercato non regolamentato. Successivamente, si terrà una manifestazione in cui gli allevatori esporranno le criticità di un sistema che, secondo le organizzazioni, penalizza sistematicamente il produttore primario. Tale azione simbolica serve a evidenziare come la vera perdita economica avvenga ogni giorno nelle aziende agricole a causa di decisioni politiche e di un’inazione legislativa cronica. Questa svalutazione sistematica spinge i produttori a riflettere sulla fragilità della propria posizione contrattuale all’interno della filiera agroalimentare.
Un circolo vizioso produttivo
L’analisi tecnica della crisi evidenzia, secondo le due organizzazioni, che le perdite miliardarie subite dagli allevatori non sono frutto di inefficienze gestionali delle singole aziende, ma di un assetto macroeconomico sfavorevole. Attualmente, gli allevamenti operano in un contesto caratterizzato da un costante aumento dei costi legati all’energia, ai mangimi, ai macchinari e alle normative ambientali, mentre il prezzo del latte rimane ancorato alle decisioni dei grandi caseifici e alla vendita al dettaglio. Quando i prezzi calano, la reazione spontanea della singola azienda è aumentare la produzione per coprire i costi fissi, ma questo comportamento individuale, se replicato su larga scala, genera una sovrapproduzione che deprime ulteriormente le quotazioni. Se un agricoltore decidesse autonomamente di ridurre la produzione, perderebbe reddito senza influenzare il prezzo di mercato, poiché il volume mancante verrebbe prontamente rimpiazzato da altri competitor. Questa impotenza del singolo produttore richiede necessariamente un cambio di paradigma verso soluzioni coordinate a livello sovranazionale.
Proposte operative per la stabilizzazione del mercato
Per uscire da questa crisi non risolvibile individualmente, la BDM e l’EMB propongono l’attivazione di strumenti di gestione collettiva già parzialmente previsti dalla normativa comunitaria. La soluzione indicata prevede la riduzione volontaria dei volumi a livello UE, permettendo di alleggerire la pressione sul mercato senza che l’onere ricada interamente sulle singole realtà produttive. Oltre alla gestione dei volumi, gli allevatori richiedono l’introduzione di contratti vincolanti prima della consegna, che definiscano chiaramente prezzo, quantità e qualità, eliminando l’incertezza operativa che attualmente grava sulla produzione. In ultima analisi, la richiesta è una riforma profonda della Politica Agricola Comune (PAC) e dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) per riequilibrare i rapporti di forza lungo la filiera.
Fonte: Comunicato EMB e BDM



















































































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