Crisi del latte ovino, la Regione Sardegna accelera: bando per il destocking dal 30 ottobre

A seguito delle proteste degli allevatori e del calo delle quotazioni registrato a settembre, la Regione programma l'avvio delle misure per ridurre le giacenze di Pecorino Romano e migliorare la liquidità delle imprese. Confermati anche i 25 milioni di euro annunciati contro il caro carburante

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14 Ottobre, 2026

La situazione del comparto lattiero-caseario ovino sardo è tornata al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, tra proteste degli allevatori, segnali di difficoltà sul mercato e attese per gli interventi annunciati dalla Regione. Per comprendere il quadro attuale è utile ripartire da quanto emerso nei due precedenti approfondimenti, dedicati alle criticità della filiera e all’andamento delle quotazioni del latte.

Come avevamo raccontato nell’articolo del 30 settembre, “Tavolo verde Sardegna, interventi per filiera ovina e dermatite nodulare: 25 milioni contro il caro gasolio“, la Regione aveva già avviato un confronto con le organizzazioni agricole sulle principali emergenze del settore. In quell’occasione erano stati presentati i primi strumenti finanziari approvati dalla Giunta regionale, con il coinvolgimento di SFIRS  (Società Finanziaria Regione Sardegna), e anticipata la volontà di introdurre nuove misure per sostenere la filiera ovina, tra cui il cosiddetto “destocking”. Restava inoltre aperta la questione dei costi di produzione, aggravati dal rincaro del carburante, per il quale erano stati stanziati 25 milioni di euro.

Pochi giorni dopo, nell’articolo del 12 ottobre, “Latte ovino, la Sardegna Nord trascina al ribasso il prezzo medio nazionale“, avevamo analizzato i dati dell’Osservatorio Prezzi all’Origine di ISMEA, che segnalavano una contrazione delle quotazioni medie nazionali. Dopo essersi mantenuto intorno ai 148,12-148,13 euro per 100 litri nei mesi di luglio e agosto, infatti, il prezzo medio è sceso a 146,25 euro per 100 litri a settembre, IVA inclusa. A determinare la flessione è stato soprattutto il calo registrato in Sardegna settentrionale, dove la quotazione è passata da 150 a 140 euro per 100 litri nella seconda settimana di settembre.

Un andamento che ha riportato in primo piano le preoccupazioni degli allevatori e la necessità di intervenire sugli equilibri economici della filiera.

Come noto, infatti, il prezzo del latte non dipende soltanto dalla disponibilità di materia prima, ma anche dal valore dei formaggi sul mercato, dalle quantità invendute e dalla capacità delle aziende di sostenere i costi di produzione e di trasformazione.

È in questo contesto che si inserisce il nuovo incontro convocato a Oristano il 13 ottobre dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale. Il Tavolo della filiera lattiero-casearia ovina ha consentito di fare il punto sulle misure già predisposte e, soprattutto, di entrare maggiormente nel dettaglio del nuovo strumento per la gestione delle scorte.

La novità principale riguarda il calendario del destocking: la pubblicazione del bando è prevista per il 30 ottobre, mentre l’operatività è programmata a partire da dicembre 2026.

Destocking e liquidità al centro del Tavolo di Oristano

Nel comunicato diffuso il 13 ottobre, la Regione Sardegna conferma la volontà di intervenire sulla filiera con un sistema coordinato di misure finanziarie, coinvolgendo organizzazioni agricole, cooperative, trasformatori e rappresentanze dei Consorzi di tutela delle principali DOP casearie isolane.

L’assessore Francesco Agus ha sottolineato come la tutela del valore del Pecorino Romano e degli altri prodotti lattiero-caseari sardi sia strettamente legata alla difesa del prezzo della materia prima e, di conseguenza, del reddito degli allevatori.

Tra gli strumenti già deliberati dalla Giunta regionale con il supporto di SFIRS figurano i minibond e le misure di destocking. Proprio quest’ultima rappresenta il passaggio più atteso, perché mira ad affrontare una delle criticità segnalate durante il confronto: la presenza di consistenti quantitativi di Pecorino Romano nei magazzini, con costi di conservazione e risorse finanziarie immobilizzate.

Secondo quanto illustrato dalla Regione, il nuovo strumento consentirà alle imprese di trasformazione di convertire le scorte di prodotto in liquidità finanziaria, alleggerendo gli oneri legati alle giacenze e favorendo una gestione più equilibrata del mercato. L’obiettivo è quindi sostenere la capacità finanziaria delle aziende e ridurre la pressione esercitata dalle scorte sugli equilibri commerciali.

Il calendario indicato dall’assessore Agus prevede la pubblicazione del bando il 30 ottobre 2026 e l’avvio operativo dello strumento a dicembre 2026. Si tratta di scadenze programmate, che dovranno trovare conferma nei successivi atti attuativi.

Difendere il prezzo del formaggio per sostenere il reddito dei pastori

Il ragionamento alla base dell’intervento regionale parte da un presupposto preciso: il valore dei prodotti trasformati condiziona la capacità dei caseifici di remunerare adeguatamente il latte acquistato dagli allevatori. Quando le vendite rallentano e le giacenze aumentano, le imprese devono sostenere più a lungo i costi di conservazione e mantengono una parte delle proprie risorse immobilizzata nei prodotti invenduti.

Migliorare la liquidità può aiutarle a gestire gli acquisti, i pagamenti e le esigenze operative, ma l’effetto sul prezzo del latte dipenderà anche dall’andamento delle vendite e dalle condizioni commerciali della filiera. È questo il punto sul quale si concentrano le aspettative del comparto: fare in modo che la tutela del valore del Pecorino Romano e degli altri formaggi sardi si traduca in benefici concreti anche per gli allevatori, che continuano a sostenere i costi quotidiani dell’attività zootecnica.

Caro carburante: confermati 25 milioni di euro

Accanto agli interventi per la filiera lattiero-casearia, il comunicato regionale torna sul sostegno alle imprese agricole per contrastare gli effetti del rincaro del carburante. Con l’ultima variazione di bilancio sono stati stanziati 25 milioni di euro destinati a sostenere le aziende agricole sarde. La Regione precisa che, per procedere con l’attuazione della misura, è ancora necessaria la pubblicazione del decreto ministeriale.

Lo stanziamento si aggiunge agli interventi nazionali e risponde a una criticità che interessa direttamente anche gli allevamenti ovini, nei quali carburante, trasporti e gestione delle attività incidono sui costi complessivi di produzione. Anche in questo caso, sarà necessario attendere i provvedimenti attuativi per conoscere le modalità di accesso e l’effettiva disponibilità degli aiuti.

Un confronto allargato a tutta la filiera

Al Tavolo di Oristano hanno partecipato tutti gli attori della filiera: le organizzazioni agricole, i caseifici, le associazioni dei trasformatori, tra cui Confindustria, i Consorzi di tutela del Pecorino Romano DOP e del Pecorino Sardo DOP e le rappresentanze del Fiore Sardo DOP. Presenti anche SFIRS, le agenzie regionali AGRIS, ARGEA e LAORE, gli Assessorati regionali dell’Agricoltura e dell’Industria e l’Associazione bancaria italiana, per gli aspetti legati al credito.

L’assessore Agus ha dichiarato:

«La riunione si è svolta in un clima sereno e costruttivo, che ha visto per la prima volta le diverse rappresentanze del comparto confrontarsi attorno allo stesso tavolo e arrivare a una sintesi ampiamente condivisa attorno alle proposte della Regione e di Sfirs».

Il passaggio successivo sarà ora quello di tradurre gli annunci in misure operative. Il bando per il destocking, l’attuazione degli interventi contro il caro carburante e l’andamento delle giacenze saranno gli elementi da monitorare per capire se le iniziative riusciranno a sortire gli effetti sperati sugli equilibri della filiera.

Per gli allevatori, la questione centrale rimane quella da cui siamo partiti: garantire un prezzo del latte adeguato ai costi di produzione e un reddito sostenibile. Le misure finanziarie annunciate rappresentano un tentativo di intervenire sulle difficoltà delle imprese e sul valore dei prodotti trasformati; la loro efficacia si potrà però valutare soltanto osservando i risultati concreti sul mercato e sulla remunerazione della materia prima.

Fonte: Regione Sardegna

Da leggere - Settembre 2026

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