Dal micelio al rumine: come Aspergillus oryzae ottimizza le fermentazioni autunnali
Aspergillus oryzae sostiene la microflora ruminale in autunno, migliorando digestione, pH e performance di bovine e vitelli

Con l’arrivo dell’autunno, i ruminanti affrontano cambiamenti alimentari e ambientali che possono compromettere la stabilità ruminale e l’efficienza digestiva. L’impiego di derivati fermentativi di Aspergillus oryzae si è rivelato una strategia efficace per sostenere la microflora ruminale, migliorare la degradazione della fibra e stabilizzare il pH.
In questo articolo analizziamo i meccanismi d’azione, gli effetti produttivi e i vantaggi pratici dell’uso di Aspergillus oryzae nelle bovine e nei vitelli durante la transizione autunnale.

Aspergillus oryzae è un fungo filamentoso, tradizionalmente impiegato nelle fermentazioni alimentari orientali per la produzione di saké, miso e salse di soia.
Negli ultimi decenni, il suo utilizzo in zootecnia ha suscitato crescente interesse grazie alla capacità di produrre un complesso di enzimi extracellulari e metaboliti bioattivi che influenzano positivamente la digestione ruminale.
Le colture di A. oryzae rilasciano amilasi, proteasi, cellulasi e xilanasi che potenziano l’attività enzimatica del microbiota del rumine, migliorando la degradazione della fibra neutro-detergente (NDF) e dell’amido. Il risultato è un aumento dell’efficienza alimentare e una maggiore stabilità del pH ruminale, aspetti cruciali soprattutto nei mesi autunnali, quando le diete tendono a diventare più ricche di insilati e foraggi lignificati.
Meccanismi d’azione di Aspergillus oryzae nel rumine
Gli effetti benefici di A. oryzae derivano da un insieme di azioni dirette e indirette:
- Stimolazione dei batteri cellulolitici (Fibrobacter succinogenes, Ruminococcus albus), con incremento della degradazione della fibra.
- Riduzione dei tempi di latenza fermentativa, con maggiore velocità di digestione della sostanza organica.
- Stabilizzazione del pH ruminale, grazie alla modulazione del metabolismo dell’acido lattico e alla produzione di acidi grassi volatili favorevoli (acetato e butirrato).
- Efficienza energetica migliorata, con minori perdite di energia sotto forma di metano.
In sintesi, A. oryzae agisce come bio-regolatore del microbiota ruminale, promuovendo un ecosistema più stabile e resiliente alle variazioni alimentari tipiche della stagione autunnale.
Effetti produttivi e fisiologici di Aspergillus oryzae
Diversi studi (Wang et al., 2017; Beauchemin et al., 2018; Li et al., 2021) hanno documentato che la supplementazione con A. oryzae:
- incrementa la digeribilità della fibra del 10–15%;
- aumenta la produzione e la qualità del latte, con un miglior tenore in grasso e una maggiore efficienza alimentare;
- riduce l’incidenza di acidosi ruminale subclinica nelle bovine in lattazione;
- favorisce nei vitelli la maturazione precoce del rumine e una migliore crescita nei primi mesi di vita.

Oltre agli effetti digestivi, sono stati osservati benefici sistemici legati a miglior equilibrio ossidativo e stimolo dell’immunità innata, che si traducono in maggiore benessere e resilienza.
Durante la stagione autunnale, la qualità e la composizione dei foraggi cambiano sensibilmente. Le diete diventano più fibrose e variabili, e l’instabilità termica può alterare le fermentazioni ruminali.
L’aggiunta di derivati di A. oryzae alle razioni consente di mantenere costante l’attività microbica, evitando cali di ingestione e di efficienza digestiva.
Nei vitelli, la presenza di enzimi e metaboliti fungini favorisce l’attività enzimatica precoce del rumine, migliorando l’assorbimento dei nutrienti e la risposta immunitaria in una fase critica dello sviluppo.
Integrazione pratica
L’integrazione di A. oryzae può avvenire attraverso premix o mangimi complementari, in forma di colture fermentate o estratti essiccati.
Le quantità raccomandate si collocano mediamente tra 3 e 6 g per capo adulto al giorno e 0,5–1 g nei vitelli, in funzione della concentrazione del principio attivo.
Per ottenere un effetto stabile sulla microflora ruminale, la somministrazione deve essere continuativa per almeno 30–45 giorni.
Conclusioni
L’impiego di Aspergillus oryzae rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per migliorare la stabilità ruminale durante la transizione autunnale.
Grazie alla sua azione enzimatica e modulante sul microbiota, questo fungo contribuisce a mantenere efficienza digestiva, salute metabolica e performance produttive in un periodo critico dell’anno.
Le nuove formulazioni che combinano Aspergillus oryzae con lieviti e probiotici aprono prospettive interessanti per un’alimentazione sempre più naturale e resiliente alle sfide stagionali.
Riferimenti bibliografici
- Beauchemin, K. A., Ungerfeld, E. M., Eckard, R. J., & Wang, M. (2018). Review: Fifty years of research on rumen fermentation modifiers. Animal Feed Science and Technology, 244, 46–54.
- Callaway, T. R., et al. (2020). Role of fungal metabolites in ruminal function and animal performance. Applied Microbiology and Biotechnology, 104(13), 5769–5781.
- Li, M., et al. (2021). Effects of Aspergillus oryzae culture on rumen fermentation and microbial community. Frontiers in Microbiology, 12, 676543.
- Wang, Y., et al. (2017). Influence of fungal additives on ruminal digestion and milk production in dairy cows. Journal of Dairy Science, 100(4), 2835–2847.















































































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