Dal Parlamento europeo via libera ai nuovi dazi su fertilizzanti e prodotti agricoli russi e bielorussi
Manca ora solo l'adozione formale del Consiglio UE. Critica la risposta del COPA-COGECA

Nonostante le preoccupazioni segnalate dal settore agricolo, il Parlamento europeo ha approvato ieri la proposta presentata a gennaio dalla Commissione di aumentare del 50% i dazi UE su prodotti agricoli di origine russa e bielorussa non ancora soggetti a dazi doganali aggiuntivi. I beni colpiti includono zuccheri, aceto, farina e mangimi.
La proposta, passata con 411 voti a favore, 100 contrari e 78 astensioni, prevede inoltre dazi del 6,5% sui fertilizzanti importati dai due paesi, a cui si aggiungeranno tra i 40 e 45 euro a tonnellata per il biennio 2025-2026, che aumenteranno fino a 430 € per tonnellata entro il 2028.
Le nuove misure ridurranno sensibilmente le importazioni nell’UE dei beni interessati, che siano di origine diretta o esportati indirettamente da Russia e Bielorussia. Ciò dovrebbe favorire una maggiore diversificazione della produzione europea di fertilizzanti, oggi penalizzata dai bassi prezzi delle importazioni. Inoltre, i ricavi delle esportazioni di fertilizzanti da parte di Russia e Bielorussia sono considerati un contributo diretto al finanziamento della guerra contro l’Ucraina.
Il regolamento affida infine alla Commissione il compito di monitorare eventuali aumenti di prezzo e gli effetti sul mercato interno e sull’agricoltura europea, e di adottare misure correttive se necessario.
“Questo regolamento – ha dichiarato Inese Vaidere (PPE, LV), relatrice permanente del Parlamento sulla Russia – contribuirà a impedire che la Russia utilizzi il mercato dell’UE per finanziare il proprio apparato bellico. Non è accettabile che, a tre anni dall’inizio della guerra, l’UE continui ad acquistare grandi quantità di prodotti strategici – anzi, che le importazioni siano persino aumentate in modo significativo. La proposta rafforzerà anche la produzione di fertilizzanti nell’UE, penalizzata dai prezzi bassi delle importazioni russe, offrendo al contempo agli agricoltori il tempo necessario per adattarsi. Un punto fondamentale della proposta è il monitoraggio che consentirà alla Commissione di osservare il mercato dei fertilizzanti e intervenire in caso di impennata dei prezzi”.
Le preoccupazioni, e le richieste, di COPA-COGECA
“Le comunità agricole comprendono e sostengono l’obiettivo generale perseguito dalle istituzioni dell’UE – si legge nella nota diffusa dall’Organizzazione che rappresenta agricoltori e cooperative agricole in Europa a seguito dell’approvazione. – Tuttavia, la totale mancanza di considerazione per le fonti alternative, l’assenza di una valutazione d’impatto e la mancanza di chiarezza sulle implicazioni di mercato rimangono profondamente problematiche“.
Il Copa e la Cogeca, pur riconoscendo il contesto geopolitico alla base dell’iniziativa, sottolinea le gravi conseguenze economiche e operative che questa proposta potrebbe avere per il settore agricolo.
“Considerata la posta in gioco – prosegue la nota, – è difficile comprendere perché la proposta non sia stata accompagnata almeno da una valutazione d’impatto e da una chiara strategia di diversificazione. Se l’UE è determinata a ridurre la dipendenza dai fertilizzanti russi e bielorussi, deve presentare un’alternativa credibile e lungimirante“.
Il Copa e la Cogeca esortano quindi la Commissione e i colegislatori ad adottare un approccio che promuova soluzioni di economia circolare per il recupero e il riutilizzo dei nutrienti all’interno dell’UE, in particolare attraverso l‘uso di materiali RENURE e digestati, al fine di ridurre la dipendenza dai fertilizzanti a base di combustibili fossili. Chiedono inoltre deroghe alla direttiva sui nitrati per utilizzare più effluenti di allevamento sui pascoli, e di evitare sovrapposizioni normative allineando la direttiva, i limiti di cadmio nei fertilizzanti fosfatici e il Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM). Inoltre, sottolineano l’importanza di garantire rotte di approvvigionamento alternative, eliminando le misure antidumping e i dazi all’importazione sui fertilizzanti provenienti da fonti affidabili e sostenibili, non russe e non bielorusse, di migliorare la trasparenza del mercato attraverso la comunicazione mensile dei prezzi dei fertilizzanti in tutti gli Stati membri e valutare la creazione di uno strumento di gestione del rischio per l’intera filiera dei fertilizzanti.
Prossime tappe
Prima dell’entrata in vigore, il regolamento dovrà essere adottato formalmente dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale. I nuovi dazi inizieranno ad essere applicati ai prodotti agricoli interessati (elencati nell’allegato I della proposta) quattro settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento.



















































































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