Dermatite nodulare contagiosa: primi focolai in Spagna
Misure rapide e coordinamento tra servizi veterinari, allevatori e istituzioni: in Spagna scattano le restrizioni attorno ai due focolai di Girona, focolai estinti nel Nord Ovest Sardegna

Il 3 ottobre scorso la Generalitat de Catalunya ha confermato un primo focolaio di dermatite nodulare contagiosa (LSD) in un allevamento a Castelló. Nella mandria, composta da 123 manze da rimonta, tre capi con febbre e lesioni cutanee sono risultati PCR-positivi presso il Laboratorio Centrale di Algete; l’azienda è stata immediatamente immobilizzata e sono state avviate le misure di controllo previste dalla normativa UE.
Il 6 ottobre è stata confermata una seconda azienda positiva a Peralada, un con 270 bovini da latte. Anche in questo caso la positività è stata accertata dal laboratorio nazionale di riferimento e sono scattate le stesse misure sanitarie. Rimangono inoltre sotto indagine epidemiologica due aziende della stessa area, collegate al primo focolaio (una stalla da rimonta con 255 capi e una da latte con 821 vacche).
Le misure: zone di restrizione e “stamping out”
Attorno ai focolai la Catalogna ha istituito una zona di protezione di 20 km e una zona di sorveglianza di 50 km, con limitazioni ai movimenti di bovini e prodotti a rischio, visite cliniche nelle aziende dell’area e campionamenti mirati. Nelle aziende positive si procede a svuotamento sanitario, smaltimento controllato dei materiali e inchiesta epidemiologica per ricostruire contatti e possibili vie di diffusione, nel quadro del Regolamento Delegato (UE) 2020/687 che completa l’Animal Health Law (UE) 2016/429.
Le autorità spagnole ricordano che la DNC è classificata malattia di categoria A nell’UE, con obiettivo di rapida eradicazione, e ribadiscono la necessità di innalzare la biosicurezza sia in allevamento sia nel trasporto degli animali.
Sardegna nord-ovest: focolai estinti e vaccinazione in dirittura d’arrivo
Sul fronte italiano, la ASL di Sassari ha comunicato l’estinzione dei focolai che hanno interessato il Nord Ovest della Sardegna nelle scorse settimane, a margine del cluster originato in provincia di Nuoro. In tre mesi sono stati abbattuti 725 bovini e chiusi 9 focolai, completando le operazioni di stamping out, disinfezione e disinfestazione dei siti, con prosecuzione della vaccinazione d’emergenza. Secondo l’Azienda sanitaria, circa 50.000 capi in 1.647 aziende sono già stati vaccinati—pari all’88% dei bovini e al 92% delle aziende interessate—e la campagna punta alla conclusione entro il 20 ottobre 2025.
“Per eradicare la malattia” – rimarca la comunicazione – servono tre pilastri: lotta agli insetti vettori, estinzione rapida dei focolai e vaccinazione di emergenza. In quest’ottica, la collaborazione degli allevatori e il coordinamento interistituzionale (Prefettura, Forze dell’Ordine, strutture tecniche regionali e Istituti zooprofilattici) sono stati decisivi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
In Catalogna, con due aziende positive al 6 ottobre, proseguiranno i controlli clinici nelle zone di restrizione e le indagini epidemiologiche per definire eventuali ulteriori esposizioni, mentre il settore è chiamato a mantenere alta la sorveglianza passiva e le misure di biosicurezza. In Sardegna nord-ovest, la fase operativa punta a consolidare l’estinzione e completare la copertura vaccinale, con attenzione costante alla gestione dei vettori per ridurre il rischio di reintroduzione.
Fonti: Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación; Asl Sassari



















































































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