Effetti del caldo e della gestione del pascolo sui parametri ematici delle pecore da latte

Uno studio comparativo in tre aziende ovine toscane che evidenzia come l’accesso ad acqua e ombra influenzi i parametri ematologici e biochimici delle pecore da latte in condizioni di caldo estivo.

pecore pascolo
12 Settembre, 2025

L’allevamento ovino rappresenta un settore zootecnico importante in Europa, soprattutto in paesi come Irlanda, Francia, Italia, Romania, Spagna e Regno Unito (EFSA, 2014). In Italia ci sono 6,5 milioni di pecore principalmente concentrate nella parte centro-meridionale del paese, allevate soprattutto in condizioni di pascolo estensivo o semi-estensivo da ottobre a luglio (EFSA, 2014). Dal punto di vista degli operatori, gli animali al pascolo sono considerati quelli con i più alti standard di benessere possibili, dimenticando spesso che anche al pascolo i livelli di benessere possono essere discutibili, specialmente a causa delle condizioni di stress da calore (Temple e Manteca, 2020).

Lo stress da calore (HS) è definito come una condizione ambientale che altera l’equilibrio tra il carico di calore e la dissipazione di calore, causando un aumento eccessivo della temperatura corporea dell’animale e modificandone il metabolismo (Tao et al., 2018). Lo stress da calore è il principale problema che interessa le aziende ovine da latte italiane, considerando che le pecore possono essere esposte a condizioni molto calde per 3-5 mesi all’anno (da maggio a settembre) (Silanikove, 2000; Finocchiaro et al., 2005). Le pecore possono adattarsi a condizioni ambientali avverse attivando diversi meccanismi fisiologici compensatori quando sono esposte a temperature elevate, tuttavia, quando questi meccanismi vengono meno, gli effetti principali dello stress da calore includono la riduzione dell’assunzione di cibo, cambiamenti nella frequenza respiratoria, nella temperatura corporea, nel metabolismo di acqua, proteine, energia e sali minerali, nelle reazioni enzimatiche, nelle secrezioni ormonali e alterazioni nei metaboliti ematici e nei parametri chimici del sangue (Srikandakumar et al., 2003; Marai et al., 2007).

Lo studio

I parametri ematologici ed ematochimici possono essere utilizzati come strumento di valutazione generale della salute e del benessere animale (Loi et al., 2021). Un recente lavoro di Turini et al. (2025) è partito dall’ipotesi che questi parametri possano anche monitorare lo stato di stress da calore nelle pecore da latte in determinate condizioni climatiche e di gestione (Loi et al., 2021). Pertanto, l’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare come variano i parametri ematologici ed ematochimici (globuli rossi, ematocrito, emoglobina, urea, creatinina e proteine totali) nelle pecore da latte in lattazione allevate in tre diverse aziende, indicate con le sigle DSF A, DSF B, DSF C (Dairy Sheep Farms) e aventi differenti gestioni del pascolo (fornitura di acqua e ombra) durante la stagione primavera-estate, quando il rischio di stress da calore è maggiore.

Risultati

I risultati del lavoro hanno mostrato che alcuni parametri ematici e biochimici variano tra pecore in lattazione sottoposte a diverse gestioni del pascolo, sia in assenza che in presenza di stress da calore. La principale differenza tra le tre aziende da latte ovine era la dimensione del gregge, più grande per la DSF C rispetto alle altre. Tuttavia, lo spazio a disposizione per il riposo, l’alimentazione e l’abbeveraggio era molto simile tra le aziende. Anche da un punto di vista della produzione e della composizione del latte, non si sono rilevate differenze significative. A livello animale, né i parametri ematici né quelli biochimici risultavano fuori dai range di riferimento, come era nelle previsioni, dato che sono stati inclusi solo animali sani (Smith et al., 2019). Tuttavia, i livelli di globuli rossi, ematocrito, emoglobina, urea e proteine totali, pur rimanendo entro i range fisiologici, aumentavano negli animali che pascolavano senza ombra né acqua rispetto a quelli con disponibilità contemporanea di ombra e acqua (Hussein et al., 2022). Inoltre, è stato osservato che gli stessi parametri variavano nel tempo solo nell’azienda di dimensioni più grandi in termini di gregge, diminuendo nel corso della stagione di stress da calore.

In particolare, i livelli di globuli rossi aumentavano nelle pecore da latte al pascolo senza ombra e fonti d’acqua rispetto a quelli delle aziende dotate di ombra e acqua. Analogamente, i livelli di ematocrito ed emoglobina mostravano aumenti significativi nelle pecore al pascolo senza ombra, o senza ombra e acqua, durante condizioni di stress da calore severo ed estremo. Questi risultati sono in accordo con la letteratura, che riporta risultati simili (Srikandakumar et al., 2003; Al-Haidary, 2004; Casamassima et al., 2008; Liu et al., 2012; Rana et al., 2014; Casamassima et al., 2016; Hussein et al., 2022; Knight et al., 2023; Masters et al., 2023). Tuttavia, tali studi sono stati condotti su razze diverse (da carne o da lana) e su animali allevati in gabbie metaboliche individuali o in ambienti semi-intensivi.

Discussione

La spiegazione più probabile di questi risultati è l’insorgenza di emoconcentrazione dovuta allo stress da calore nelle pecore al pascolo. L’esposizione a condizioni ambientali calde determina un significativo aumento del turnover idrico, con la necessità di aumentare l’assunzione di acqua di circa il 50% (Marai et al., 2007). D’altra parte, l’aumento della frequenza respiratoria e del grado di affanno comporta un incremento dell’evaporazione respiratoria, peggiorando il bilancio idrico (Marai et al., 2007; Marcone et al., 2021). Per ematocrito ed emoglobina, è interessante notare che i valori degli animali con accesso all’acqua ma senza ombra non differiscono da quelli delle pecore private sia di ombra che di acqua. Questo potrebbe indicare che la sola presenza di acqua non sia sufficiente a compensare gli effetti dello stress da calore, ma sia necessario fornire pascoli con adeguate aree d’ombra (Van Lear et al., 2015; Torres et al., 2020; Ripamonti et al., 2023). L’assenza di acqua al pascolo potrebbe aver influenzato direttamente l’assunzione di acqua, mentre la mancanza di riparo potrebbe aver influito su alcuni comportamenti in risposta allo stress da calore, come l’aumento della frequenza respiratoria e del grado di affanno, aumentando l’evaporazione respiratoria (Sevi et al., 2001).

Sono state osservate variazioni di urea e proteine totali tra diverse condizioni di stress da calore. L’urea era più alta nelle pecore da latte al pascolo senza ombra né acqua (DSF A) rispetto alla DSF C, dove ombra e acqua fossero presenti. Una possibile spiegazione riguarda la diversa disponibilità di acqua: studi precedenti hanno mostrato che l’urea aumenta in condizioni di privazione idrica in contesti sperimentali (Jaber et al., 2004; Casamassima et al., 2016). La restrizione idrica porta a un maggior riassorbimento di acqua nel tubulo distale, specialmente nei dotti collettori del nefrone. Di conseguenza, si verifica un aumento previsto del riassorbimento dell’urea, data la sua alta permeabilità (D’Ambrosio et al., 2018; Aleena et al., 2020). I nostri risultati potrebbero indicare che i livelli di urea siano un parametro utile per valutare la disponibilità di acqua più che un indicatore di stress da calore. Le concentrazioni di urea nell’azienda che forniva acqua ma non ombra al pascolo, erano più alte rispetto all’azienda che forniva entrambi. Questo potrebbe essere attribuito a cambiamenti comportamentali derivanti dall’assenza di riparo, che potrebbero aver influenzato l’assunzione di cibo e di acqua (Masters et al., 2023). Le variazioni nel tempo sono più irregolari, probabilmente perché diversi fattori possono aver influenzato le concentrazioni di urea. L’assenza di variazioni significative nei livelli di creatinina può essere spiegata dal fatto che tutti i valori osservati sono rimasti entro i range fisiologici, suggerendo che nessun animale ha sperimentato ipovolemia abbastanza severa da causare una riduzione della filtrazione glomerulare.

La concentrazione di proteine totali è aumentata tra aprile e maggio nella gestione del pascolo senza acqua né ombra, mentre è diminuita a giugno (stress da calore estremo). L’aumento di proteine totali può essere ancora causato da restrizione idrica con relativa emoconcentrazione, anche in assenza di stress da calore estremo (Jaber et al., 2004; Casamassima et al., 2016). Sorprendentemente, a giugno il livello di proteine totali è diminuito significativamente negli animali tenuti al pascolo senza ombra e acqua. Questo potrebbe essere correlato a una riduzione dell’assunzione di cibo dovuta allo stress da calore estremo, insieme a una diminuzione della sintesi proteica per la ridotta secrezione di ormoni anabolici. Questi cambiamenti metabolici inducono un aumento del catabolismo proteico per supportare la gluconeogenesi, mantenendo così l’energia necessaria ai processi termoregolatori (Sejian et al., 2010, 2013; El-Shahat Attia, 2016). Come già evidenziato per i livelli di urea, anche le variazioni di TP nel tempo sono più irregolari, probabilmente perché diversi fattori possono aver influenzato le loro concentrazioni.

Conclusioni

Questo studio presenta alcune limitazioni: in primo luogo, la mancanza di un monitoraggio continuo degli animali su un periodo esteso; studi futuri dovrebbero coprire l’intera stagione di pascolo (ottobre-luglio), con campionamenti più frequenti (ad esempio settimanali). Inoltre, le aziende presentavano alcune differenze in termini di dimensione, numero di animali, estensione e localizzazione del pascolo; tuttavia, queste differenze riflettono l’eterogeneità delle aziende ovine nella regione Toscana, dovuta principalmente alle diverse conformazioni del territorio tra i vari siti geografici. Infine, non è stato possibile raccogliere dati sull’assunzione di sostanza secca e di acqua, ma ciò è in linea con la maggior parte degli studi condotti su sistemi estensivi. In futuro potrebbe essere possibile implementare nuovi strumenti per un miglior monitoraggio degli animali al pascolo. L’allevamento ovino è ancora fortemente legato all’uso del pascolo e la corretta gestione del pascolo gioca un ruolo molto importante nell’efficienza biologica dell’azienda. La gestione corretta del pascolo in condizioni di stress da calore sembra inoltre influenzare i parametri ematici e biochimici degli animali, con un potenziale effetto sul benessere e sulla produzione animale.

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato dalla rivista Veterinary and Animal Science: Turini L., Foggi G., Mantino A., Gasparoni E., Vichi F., Silvi A., Armenia G., Sala G., Bonelli F., Sgorbini M., Mele M. (2025). Changes in hematological and hematochemical parameters in lactating dairy sheep according to different pasture management and heat stress risk: A longitudinal study. 27:100419. doi: https://doi.org/10.1016/j.vas.2024.100419

Autori

Gruppo editoriale ASPA: Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

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Da leggere - Luglio 2026

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