Efficienza riproduttiva in un campione di stalle lombarde

Questo studio, condotto da un gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Milano nell’ambito del progetto VISION, analizza le strategie e le tempistiche riproduttive nelle bovine da latte di un campione di stalle della Lombardia

7 Aprile, 2025

Il gruppo di ricerca di zootecnia del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano ha avviato uno studio per identificare le strategie di allevamento che consentano di rendere più efficiente la gestione della riproduzione e la durata della lattazione.

La ricerca è condotta nell’ambito del progetto Vision: NuoVe pratIche geStionalI per l’allevamento intensivO sosteNibile, finanziato dalla Regione Lombardia con l’OPERAZIONE 16.1.01 – “Gruppi Operativi PEI”, che ha come obiettivo lo studio e la valutazione di pratiche gestionali che possano migliorare la sostenibilità ambientale ed economica dell’allevamento intensivo da latte, considerando anche aspetti legati alla fertilità delle bovine e al benessere animale.

Tradizionalmente, per la bovina da latte, si considera una lattazione di 305 giorni con l’obbiettivo di ottenere un parto all’anno e massimizzare il numero di picchi produttivi nella sua carriera produttiva. Un’elevata frequenza di parti però, oltre ad essere un obiettivo non sempre facilmente raggiungibile, può anche portare ad una maggiore frequenza di periodi critici per la salute della bovina e la gestione della stalla, quali l’asciutta e il periodo di transizione. Inoltre, non è raro che alla messa in asciutta la produzione di latte sia ancora molto elevata.

In questo contesto, allungare l’intervallo tra il parto e la prima inseminazione (PA-1INS) oltre i classici 45-60 giorni porterebbe almeno a due potenziali vantaggi: effettuare l’inseminazione quando il bilancio energetico è più favorevole e una riduzione della produzione di latte all’asciutta per via di una lattazione più lunga.

Il lavoro si è basato sui dati provenienti dai controlli funzionali e sugli eventi di stalla registrati in sei allevamenti lombardi, per un totale di 731 bovine.

Come si può osservare nella tabella 1, la durata media aziendale della lattazione varia da 333 a 380 giorni e il periodo di asciutta medio da 52 a 63 giorni, pertanto, in tutti i casi, l’interparto medio risulta superare abbondantemente l’anno.

Di fatto, quindi, molti allevatori adottano già (volontariamente o meno) una lattazione più lunga rispetto allo standard.

Nella presente ricerca questo dato è ancora più evidente in alcune delle aziende mediamente più produttive (≥ 40 kg/capo/giorno), dove si tende a ritardare l’inseminazione anche oltre i 110 giorni e l’interparto raggiunge i 430 giorni (aziende 5 e 6). Negli allevamenti la cui produzione è nell’ordine dei 30 kg/capo/giorno invece, l’intervallo parto-prima inseminazione è decisamente inferiore e varia approssimativamente tra 70 e 80 giorni circa e l’interparto non supera i 400 giorni (aziende 2 e 3).

Ci sono però anche aziende che, pur avendo una produzione elevata e un ridotto periodo PA-1INS (azienda 1), risultano efficienti nell’inseminazione (1,51 inseminazioni per gravidanza) e hanno un interparto relativamente breve (387 giorni). Si registra quindi un’importante variabilità dei dati, anche perché il campione considerato finora è limitato, ma il lavoro verrà ulteriormente sviluppato nei prossimi mesi.

È interessante notare che l’intervallo medio parto-concepimento è in ogni caso superiore a 100 giorni e arriva a superare i 150 in alcune aziende ad elevata produzione. Mediamente, all’interno del campione, trascorrono tra 16 e 49 giorni tra il primo intervento fecondativo e il concepimento (1INS-CON). Allungando PA-1INS, tendenzialmente aumenta il periodo parto-concepimento, ma non sembra aumentare l’intervallo 1INS-CON. Si considerino ad esempio le aziende 4, 5 e 6: a valori di PA-1INS maggiori, corrispondono intervalli 1INS-CON più ristretti.

Può quindi valer la pena attendere qualche settimana in più per la prima inseminazione post-parto per poi recuperare parte di questo tempo grazie alla maggiore efficienza nell’inseminazione.

Questo consente inoltre di ridurre i costi legati all’acquisto di seme e il tempo da dedicare all’inseminazione.

Per rendere più completa la riflessione può essere interessante osservare i dati di fertilità in relazione ad altri indicatori relativi, ad esempio, alla longevità quali l’età media all’eliminazione, il numero di lattazioni medie e la percentuale di primipare, o relativi alla produzione di latte all’asciutta e alle cellule somatiche per capire come le scelte legate alle tempistiche di inseminazione possano riflettersi su altri aspetti gestionali (tabella 2).

Si osserva che nel gruppo di aziende considerate, all’aumentare dell’intervallo parto-concepimento tende ad aumentare anche l’età all’eliminazione delle bovine (aziende 1, 4, 5, e 6), ma non c’è una relazione diretta tra questi parametri e il numero di lattazioni complessive per animale.

È noto che i fattori che incidono sulla fertilità delle bovine (e dunque sull’efficienza riproduttiva) sono molteplici. Il successo dell’inseminazione è un aspetto strettamente legato al bilancio energetico della bovina, che fino al picco di lattazione è spesso negativo sfavorendo il concepimento. Poiché questo elemento è diverso per ogni animale, all’interno di una stessa azienda può essere utile adottare strategie e tempistiche differenti a seconda del livello produttivo delle singole bovine e della loro curva di lattazione.

Resta da indagare se allungare la durata delle lattazioni può avere benefici in termini di sostenibilità ambientale della produzione di latte; alcune ipotesi suggerite dalla bibliografia suggeriscono infatti che aumentare la durata della lattazione può portare a ridurre complessivamente la consistenza della rimonta e quindi le emissioni di gas climalteranti. Questo è un ultimo aspetto che si propone di verificare il progetto VISION.

Autori

Stefano Algeri e Nicola Maria Palladini,

sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra

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Da leggere - Novembre 2025

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